4 dicembre 2009

IO BALLO DA SOLA




E' l'ultimo libro che ho letto, anzi, direi che è il libro che ho "vissuto" in questo periodo..

E' un libro crudele, spietato e attualissimo, nonostante sia stato scritto lustri e lustri fa..

Ci sono storie di donne che dipendono ossessivamente dalla relazione di turno, che creano un sistema di controllo senza fine per tenere il loro uomo legato a sè, che fondamentalmente pensano che solo stando con un uomo la loro vita abbia significato, e che di solito scelgono uomini che hanno un disperato bisogno di aiuto: morale, fisico, economico, sociale...Nella folle corsa al voler cambiare la situazione del proprio compagno e associando a questo cambiamento la loro realizzazione, le donne che amano troppo perdono di vista se stesse, i loro problemi, ma anche le cose belle che la vita può offrire loro..

Di solito alla dipendenza affettiva si associa anche una dipendenza da zuccheri, e quindi un problema alimentare..

E' ovvio che anche io faccio parte della categoria..e non ho certamente un cojone vicino, ma una persona meravigliosa..eppure io lo sono..sono una donna che ama troppo e vuole non farlo più.

Non prendo mai per oro colato il contenuto di un libro, ho trovato tantissime falle e moltissimi perchè non risolti nella teoria di questa autrice-psicologa che tenta di risolvere il problema con un approccio molto particolare, anche se a prima vista quasi banale..ma un fondo (e non solo un fondo) di verità traspare dalle pagine e ha dato significato alla mia sofferenze, soprattutto dell'ultima estate...

In fin dei conti, ogni donna che conosco personalmente o virtualmente, si pone sempre la stessa domanda: che cosa è l'amore? posso definire l'amore?L'amore è?boh, chissà cosa è? e quando incontro un uomo, (o una donna, a seconda del caso) come faccio a capire quando è amore?
sentirò le farfalline nello stomaco, non dormirò più, non mangerò più, sarò per sempre felice e contenta, proverò un misto di serenità e di incontentabile appagamento? come si fa a sapere che è quello giusto? basta dire , sento che è quello giusto perchè lo sia...

Fondamentalmente sono trent'anni che me lo chiedo...da quando ero bambina io soffro di sindrome da innamoramento acuto...dalla prima volta che all'età di sei e dico sei anni ho provato qualcosa per un ragazzino della mia stessa classe mi sono chiesta: è quello giusto? è l'uomo della mia vita?
che modello errato..

C'è stata solo una volta in cui non mi sono mai posta questo problema...con il mio ragazzo attuale...non ho mai chiesto a me stessa se fosse lui quello giusto....e forse forse, io , quest'uomo qui lo sposerò..perchè mi fa felice..

Ho pensato che in ogni caso, da sposati, da conviventi o da fidanzati, come dice il titolo di un film meraviglioso di parecchi lustri fa, bisogna sempre riuscire a ballare da sole..è questo per me il segreto della vera felicità.


7 commenti:

Mamit ha detto...

PRIMISSIMA!!!!!!
e ora veniamo al tuo bel post.
Comincio dalla fine. Nel senso che volevo proprio dirti ciò che tu scrivi quasi in finale: "l'unica volta che non me lo sono mai chiesto è con il compagno attuale, forse perchè - vedi mai? - è proprio quello giusto."
Ecco, da donna esperta, matura, navigata e dunque saggia ....... ma chi??? dicevo, ecco da donna un po' più grande di te e con qualche esperienza in più, direi proprio che nel momento in cui smetti di chiederti se Lui è quello giusto, ci sono ottime probabilità che lo sia davvero.
Perchè non "proietti" il tuo bisogno d'amore nel tempo, ma lo vivi nel tempo presente. con Lui.
e giorno dopo giorno, ti accorgi che con Lui affronti la vita, la tua ma anche la vostra.
Costruendola, demolendola, ribaltandola, criticandola, ma vivendola da dentro. non da spettarice che aspetta di veder realizzato il suo "sogno d'amore".
Quando ti chiedi se Lui è quello giusto, è come se lo mettessi alla prova, lo volessi esaminare per potergli assegnare il compito di realizzare i TUOI desideri, ma TU in realtà non fai nulla per renderli concreti.
La vera relazione è quando tu partecipi a soddisfare i tuoi bisogni insieme a lui, non tramite lui.
Quel libro l'ho regalato ad un paio di amiche. La dipendenza affettiva è una brutta bestia, nasce da profonde e semi-sconosciute lacune, si tramanda a volte di madre in figlia, crea una sorta di fil-rouge tra varie generazioni femminili. Ne siamo tutte un po' toccate, magari in alcuni momenti particolari della nostra vita; ma hai mille ragioni quando dici che, per ballare bene in due, prima bisogna saper ballare bene da sole.
Un bacio, e scusa la lunghezza!

sononera ha detto...

MAMIT non potrei essere più d'accordo..e grazie del tempo che mi dedichi, per me è un onore, non una lungaggine..sì, secondo me la dipendenza afettiva si tramanda di madre in figlia, infatti io è da mia mamma che l'ho ereditata...e non è semplice venirne fuori..guarda tu che però quel libro mi ha aperto gli occhi..moltissimo...rimarrò affettivamente dipendente solo dalla gatta..lì non c'è molto da fare..

Mamit ha detto...

la dipendenza-affettiva da gatta è assolutamente da coltivare, mai da combattere. tanto non ne verresti fuori comunque.
Sono felice che il libro ti sia stato d'aiuto, probabilmente hai saputo leggerlo con senso critico e auto-critico. Mi confermi che amare troppo può essere ereditario; d'altra parte, il modello primario è la mamma. molto di ciò che lei fa o non fa, dice o non dice, accetta o non accetta, diventa poi un viatico codificato anche se involontariamente.
saperne uscire è roba per donne speciali. come te.

Brisky ha detto...

Eh...ho le idee molto confuse su questo argomento. Sono consapevole di soffrire di dipendenza affettiva nonchè di paura dell'abbandono (di essere abbandonata e di abbandonare). Le conseguenze sono catastrofiche...dovrei decidermi a darci un taglio...

:*

biancax ha detto...

"bisogna sempre riuscire a ballare da sole..è questo per me il segreto della vera felicità"

Tu sei una grande e donne che amano troppo è un must have, secondo me, l'ho regalato a tutte le mie amiche

ely77 ha detto...

si' l'ho letto diversi lustri fa... e lo tengo ancora tra i miei preferiti....
sai, io forse la dipendenza affettiva l'ho un po' vinta, non che sia bellssimo accorgersi di essere diventati piu' freddi, ma si soffre di meno... e' stata una questione di tempo ed esperienze per me.
PS la bella frase era rubata dal blog di decadentdandy... purtroppo non arrivo a tanto...

Sarah ha detto...

Ho amato quel film con tutta l'anima: pensa che ce l'ho ancora in VHS (me vecchia)!
E, sempre in VHS, ne ho un altro che amo alla follia (anzi due): uno è Empire Records (con una giovanissima Liv Tyler anche qui, oltre ad una quasi irriconoscibile Renée Zellweger) e l'altro è Come l'acqua per il cioccolato.
3 film in VHS che vorrei tanto ritrovare in dvd per riuscire a rivedermeli, ma faccio una fatica bestiale a reperire..