20 gennaio 2010

FRETTA





Com'è che hanno tutti fretta, e io corro sempre troppo piano?
Una delle mie più care amiche, praticamente coetanea, mi ha chiamata dicendomi di aspettare il secondo figlio..E tu? quando mi darai questa gioia..e voi? quando vi decidete al grande passo?
ecco, io le ho risposto che non lo so..

Non so come si fa, non so quando è il momento giusto..di sicuro non è ora..
Io voglio dirlo piano...ma..sto bene così..ovvero, ho tante cose che mi rendono infelice, inadeguata, insoddisfatta, ma tra queste non c'è quella di non essere ancora madre..e non mi sento affatto egoista nel pensarlo..quando lo dico mi sento, come spiegare? Ecco, io mi sento me stessa..

Corri, corri che se no è troppo tardi..
La gente si sposa , la gente fa figli..ma questo non è il mio sogno, o meglio non è solo questo quello che voglio..
Io voglio????intanto la mia indipendenza, conquistata e sudata in dieci anni di ricerca e di lotta per fare quello che avevo voglia di fare veramente..lavorare..E poi coltivare le mie passioni..il cinema, i libri, i viaggi, la cucina, l'arte ..e poi? migliorare me stessa...sempre...

E invece? E invece c'è una cultura che mi spaventa, e che troppe amiche portano avanti..: si appoggiano (economicamente )al proprio uomo per realizzare le cose della loro vita, e dimenticano completamente loro stesse...ecco, io non sono così, non lo sono mai stata, ho desiderato esserlo per poi capire che non fa parte di me..
Non una delle persone di sesso femminile che conosco di persona (vabbè, tranne la mia migliore amica, che è una grande donna) ha costruito quello ha con le proprie forze...non è sbagliato farlo, dico che però bisognerebbe essere oneste con se stesse e ammettere: non è casa mia, questa casa me l'hanno comprata i miei e/o l'ho ereditata dal mio compagno che mi ha accolto a braccia aperte..ops, ho fatto un figlio, me tapina devo fare tutto da sola, salvo poi ritrovarsi uno stuolo di tate e nonne pronte a dare una mano (giustamente) e il marituccio che porta a casa la pagnotta, perchè Lei, poverina, non può lavorare...no, non è vero, se devi lavorare lavori, e non ci sono storie...se ne hai bisogno lavori, fai qualcunque cosa , e se Dio o il sistema politico bastardo in cui viviamo te lo permette, sì, puoi anche fare quello che ti piace..

Le donne che mi circondano, che hanno fatto la scelta di mettere al mondo dei figli e di sposarsi, non lavorano più..soprattutto le ragazze del paese..ma anche qualcuna di città..mi guardano assorbita dai miei mille impegni, dalle mie valigie, dai miei trionfi e dai miei esaurimenti lavorativi, mi vedono sbroccare per un autobus che fa ritardo, o gioire per come riesco ad incastrare il viaggio dei miei sogni nel tumulto che mi sovrasta..e mi dicono: ma beata te, tu sei indipendente, tu un lavoro ce l'hai...

Beh, io ho sudato e ho rinunciato e ho posticipato moltissimo, per fare quello che faccio..

E soprattutto, non ho trovato giusta questa modalità di costruire sempre attraverso l'appoggio di qualcun altro..si badi bene: anch'io ho scroccato a raffica dai miei genitori, anch'io ho fatto la bella vita da studentessa fancazzista per un pò di anni..ma poi? poi basta così..poi ho deciso di crescere..e per me crescere non vuol dire fare un figlio e mantenerlo con i soldi di mamma e papà..crescere vuol dire saper dire anche di no, quando proprio non si può..ed essere fieri di sè...
Ma voi che ne pensate?

14 commenti:

Brisky ha detto...

La penso esattamente come te. C'è chi lo chiama coraggio, chi egoismo. Non me ne frega niente, per me è il mio modo di esprimermi e tentare di realizzarmi, se facessi diversamente mi trasformerei in una frustrata ed in quelle condizioni non farei un favore nè a me e nemmeno a chi mi sta vicino. Se non so esattamente ciò che voglio, so che un figlio (adesso) non lo voglio..e mi va bene così.

sononera ha detto...

Bri, tu sei troppo bella e intelligente per non pensarla come me...e infatti sei una grande donna...ma delle mie amiche non ce ne è una che ragioni in questo modo..non posso dire di non giudicarle, io sono una che giudica, tutti giudichiamo, e per me , quelle che hanno fatto la scelta di adagiarsi hanno fatto una cazzata..ma va bene così, solo che poi non mi devono fare gli occhi dolci e sbafosi pensando che bella vita che faccio..no, non è così, la mia vita è molto dura e piena di sacrifici, ma anche di cose belle!

E poi io credo che ci si possa sposare, fare figli senza perdere di vista i propri sogni..o almeno lo spero..

Scusa la pippa!

Mamit ha detto...

Mamma mia, che post impegnativo. Mi chiami a nozze, come si suol dire (e senza nessun riferimento a nozze vere e proprie!).
Dunque, dunque.
Io sono stata una donna come te in tempi in cui le donne o lavoravano per necessità (ed erano molto compatite) o stavano a casa a fare e accudire figli.
Non era prevista la categoria a cui appartenevo io (e poche altre sufraggette): le donne che vogliono realizzarsi professionalmente, viaggiare, conoscere, fare vita di coppia senza per forza avere figli per essere una vera famiglia.
Quando seguivo i corsi pre-parto, la totalità delle donne al primo figlio già si facevano il problema di fare il secondo "così poi non ci penso più"!!!!!! Io inorridivo allora e inorridisco oggi! ma mica te l'ha ordinato il dottore di fare 2 figli, no? e di farli uno appresso all'altro così poi non ci pensi più! che cavolo di ragionamento è???????
I figli non sono un obbligo, nè tantomeno un dovere. Li fa se li vuoi davvero, se ne senti il bisogno per te stessa, se capisci che hai voglia di aggiungere una nuova vita alla tua, se li puoi mantenere e li puoi accudire senza parcheggiarli da nonne o baby-sitter o asili-nido per 8 ore al giorno. Per questo, è necessario che arrivino - possibilmente - quando sei pronta e ti senti realizzata come persona.
Sennò li lasci dove sono. Stanno meglio loro e stai meglio tu.
Detto questo, credo che ancora oggi ci siano molte donne che fanno figli per avere una sorta di riconoscimento sociale, una patente di donna-donna, una identità, una specie di assicurazione sulla vita.
I figli non sono indispensabili ad una coppia.
Sono un di più. E proprio per questo motivo, devono venire al mondo se possiamo dar loro una sicurezza che deve essere già nostra. Sicurezza economica, affettiva, ambientale.
Non sentirti strana se, per ora, stai bene così. E soprattutto non sentirti "meno" di chi ti annuncia l'arrivo del secondogenito. Ha fatto più in fretta di te, e allora?
Probabilmente lei invidia la tua indipendenza, la tua vita piena e incasinata, le tue soddisfazioni. Ancora più grandi perchè frutto del tuo impegno e dei tuoi sacrifici.
Solo quando riusciamo ad ottenere qualcosa in funzione del nostri impegno, sappiamo quanto sia difficile rinunciarvi. E un figlio, porta tanto ma sottrae anche tanto. Basta esserne consapevoli, e poi non farsi ( e non fare) i pipponi.
A proposito di pipponi: scusa per il mio!

Sarah ha detto...

Eh bon.
Devo ricordarmi che quando passo da te devo cercare di farlo prima di Mamit, ché altrimenti 9 volte su 10 mi ruba dalla tastiera ciò che penso io (e almeno in questo, nonostante le molte differenze tra noi -soprattutto fisiche- si vede che siam madre e figlia).
Detto ciò detto :D, posso dirti come mi sento io (e via 'naltro pippone) :D

Io mi sento un po' strana in questa fase della mia vita.
Potendo economicamente fare entrambe le cose ci piacerebbe sposarci ed anche avere un figlio, magari nemmeno in quest'ordine (anzi, per entrambi il figlio è quasi più desiderato).
Sul suo desiderio di un figlio non ho dubbio alcuno: non so se ha delle insicurezze che vive e di cui non mi fa partecipe, ma da quel che dice fosse per lui un paio di bimbi anche oggi li vorrebbe eccome.
Io sono strana e stranita.
Cioè, vado a giorni, ed è per questo che tendenzialmente credo di non essere ancora pronta ad avere un bimbo: ci sono giorni in cui mi sembra che sia il mio unico desiderio, altri che "beh ma sti gran c...i, chi se ne importa? Sai poi quanti pensieri, soprattutto quando crescono? Ma chi me lo fa fare...".
Essendo una persona molto riflessiva mi chiedo spessissimo se i giorni in cui desidero un bimbo non siano eredità del retaggio della società per cui "una donna che non vuole figli non può essere normale!": mi chiedo se in qualche modo io non sia stata allevata (non dai miei genitori, eh, intendo il contesto)col lavaggio del cervello per cui ogni donna deve desiderare un figlio per essere completa: me lo chiedo perchè vorrei capire fino a che punto sia io a volere un figlio, per arrivare a dirmi "sì, sono pronta, lo voglio con tutte le forze" oppure "no, non credo sia ciò che davvero desidero".
Io penso di volere dei bimbi, nonostante il terrore che ho per il dolore fisico, per il senso di inadeguatezza che mai mi abbandona, per la società in cui vivrà, per il futuro che mi sembra sempre peggio... Mi chiedo se non sia solo egoismo, a volte, decidere di mettere al mondo un bimbo e la mia risposta a questa domanda è sì, è puro egoismo: perché si vuole fortissimamente qualcuno da amare eternamente.
Però non sono così egoista da dirmi "ok, lo voglio, lo voglio ora, è tempo, poi vediamo come va": io da piccola dicevo che il mio ideale era di sposarmi sui 25-26 anni e di avere un bimbo sui 27-28.
Sono alla soglia dei 30 e non ho fatto nè l'una nè l'altra cosa, perchè per ora non si può.
Non mi sento inadeguata perchè praticamente tutte le mie ex compagne di scuola su FB ostentano i loro bimbi come fossero bracciali di diamanti!
Quando sarà il mio turno me lo godrò, ah se me lo godrò, e mi godrò soprattutto l'esserci arrivata coi miei tempi.

La mia unica vera grandissima paura è quella di non riuscire a restare incinta: senti le statistiche e scopri che in Italia una coppia su 4 non riesce ad avere figli, e a quel punto penso a tutte le coppie di amici e parenti che conosco e vedo che tutte meno una son riuscite ad avere bimbi senza problemi... E poi guardo noi, e sono terrorizzata che quando sarà il nostro turno saremo proprio QUELLA coppia, lo sfigatissimo 25% che vuole figli e non ci riesce. Adotterei sicuramente, su questo non ci piove, ma anche quella strada è tutt'altro che in discesa, in Italia soprattutto... Ecco, questa è la mia grande paura: la statistica. L'ho sempre odiata.

Mamit ha detto...

E pure la tua Maman ha sempre odiato la statistica, fin dal primo odiatissimo esame universitario!!!!
Quanto alla tua paura, la capisco bene perchè l'ho vissuta anch'io quando arrivò il momento di mettere in cantiere te! Ma mi sembrava assurdo che dovesse capitare proprio a noi, e infatti ......

Paola dei gatti ha detto...

io vivo di corsa e pure marito e figlio hanno ritmi a dir poco dinamici e faccio il lavoro che mi piace ed ho realizzato il sogno della tribù

sononera ha detto...

Pupi e Mamit..grazie di cuore, non potrei essere più d'accordo con voi..
sto per scrivere un altro post sull'argomento matrimonio che NON VI DELUDERA'...ho certe chicche!!
Paola: tu sei un caso particolare, un uragano di vitalità..io no! IO SONO FONDAMENTALMENTE UNA PIGRA REINVENTATA..anche perchè RICORDA, in un'altra vita ero una gatta...

MissPansy ha detto...

Tu fai post troppo impegnativi ragazza mia.
Detto questo sostanzialmente la penso come te, come Bri.

Tuttavia io so che in questo momento mi realizzerebbe più una famiglia mia che non un lavoro.
Chiaro che non ci penso nemmeno (no, in realtà ci penso ma son sogni senza fondamento) ad andare a vivere per conto mio o a convivere senza uno straccio di stipendio.

Mi da un fastidio enorme aver scelto di studiare invece di lavorare. Perchè dopo anni che l'ho fatto ho capito che non riuscivo a fare entrambe le cose.
Ma dopo gli stessi anni, con un gruzzolo sempre in tasca (sono comunque modello formichina io), ritrovarsi a non poter offrire una cena come si deve all'ing. o avere lui che letteralmente mi proibisce di offrirgli qualsivoglia cosa che non sia una semplice colazione o un libro ogni tanto...beh, a me disturba tantissimo. Cioè non è che disturba, mi offende proprio.
Mi fa sentire inutile, ecco. E' quella la parola giusta.

Sui figli non metto parola.
Ma mi ritrovo in chi ha detto che su fb è tutto un mostrare delle ex compagne di classe.
Che siano matrimoni o figli.

Ed io un po', l'orologio che mi ticchetta dietro (per tutto, anche per la pensione che non avrò mai) lo sento.

Hachi84 ha detto...

io ODIO le ragazze che si appoggiano TOTALMENTE sul lato economico, al proprio ragazzo....io non ce la faccio a farlo e non lo accetto nemmeno chi lo fa!!
La convivenza/matrimonio dev'essere costruito da entrambi non da uno solo! Ma dove siamo nella preistoria dove "L'uomo portava a casa i soldi e la moglie sforna i figli???!"
Ma vaaaaaaaaaaaa!
Io ho pagato a metà tutto l'arredamento della mia futura casa,pago a metà le rate del mutuo, ho comprato cose x casa di tasca mia (il mio moroso mi ha sempre detto che voleva pagare tutto lui -l'ho anche fatto incavolare parecchio per la mia testardaggine sul punto!) e se posso non mi faccio nemmeno pagare le ferie da lui perchè che cavolo lavoro a fare io? per fare la mantenuta?? Che schifo!!
Ma credimi: sono felice della mia scelta, mi sento più matura di molte altre!
Scusa ma questo discorso mi fa scaldare parecchio...

PS. Il discorso figli no comment....nemmeno io ho nessuno stimolo materno e sono troppo egoista al momento per desiderare di voler star dietro a un marmocchio...

sononera ha detto...

Miss: lo so che l'andazzo del periodo non è dei più leggeri, e infatti ho inaugurato il tag: post tosto per le robe pensanti, così i lettori sono avvisati..e tu, credi di più in te stessa..perchè sei speciale e lo sai che puoi realizzare TUTTI I TUOI SOGNI...

Hacki: ben ritrovata! mi piace il tuo ragionamento, il fatto di prendere atto del tuo essere donna prima di essere compagna convivente, mamma e quant'altro..
secondo me è importante mantenere una indipendenza vera, e anche psicologica..esempio: un'amica ha lasciato la città per andare a vivere in campagna..in una casa meravigliosa, che non può di certo paragonarsi alla topaia in cui IO vivo in affitto..si è sposata con un ragazzo che adoro, bravissimo, simpatico, non gli manca nulla..inoltre stramiliardario..MA..non una delle cose di quella casa è sua, neanche un piatto, sono tutte di lui..e lei non trova lavoro ma le sta bene così , perchè fa la bella vita..ecco, ora che lo scrivo ti dirò..mica fessa la ragazza! beh, in ogni caso a me verrebbe l'ansia..manca lui e tu chi sei? che te ne fai di una gabbia dorata? ma forse la mia è tutta invidia, soprattutto oggi che sono davvero davvero distrutta..

Paola dei gatti ha detto...

probabile che fossi una gatta pure io ma modello siamese sottomarca freya

Cupcakes ha detto...

Se io dovessi pensare adesso a fare un figlio... non lo farei. Se io dovessi pensarci fra cinque anni non lo farei comunque. Quando ero più piccola sognavo di farmi una famiglia un giorno, adesso sogno di viaggiare, di conoscere persone, di non avere pesi. I figli non sono pesi mi dirai, ok. Essere libera vuol comunque dire non avere figli, vuol dire avere una settimana di ferie e partire, vuol dire tornare a casa e riposare dopo otto ore di lavoro, e non dare pappe o controllare i compiti dei propri bambini.
Forse un giorno cambierò idea, ma ciò succederà se avrò un buon lavoro, una casa, uno stipendio, del tempo libero, un amore. Ora come ora non posso neanche pensarci.

bianca ha detto...

Ti dico la mia, anche se sai che non è una situazione normale, non ho pianificato nulla, anzi mi rendo conto di non aver mai pianificato nulla in vita mia. E' che poi succede, quando ho saputo che la piccoletta c'era, l'ho sentito subito che era il momento giusto, anche se era tutto un casino. Non critico chi rimane a casa, io non ci riuscirei mai. L'ho detto e ripetuto un sacco di volte, ma perchè dobbiamo sempre essere giudicate per le scelte di vita che facciamo?

biancamora ha detto...

Bello questo post...
Mi ha fatto riflettere molto su come al giorno d'oggi si vedano le (giovani) donne, o mamme o lavoratrici e spesso e volentieri le cose riescono a conciliarsi ben poco assieme.
Io rifuggo inorridita da vari esempi vicini di donne che appena sono riuscite a mettere in cantiere un pupo hanno smesso di fare alcunché.
Però credo fermamente che esistano vie di mezzo, probabilmente fatte con lavori inventati e spazi creati, almeno secondo la mia sensazione... Lo credo perché io a 25 anni, mamma e moglie voglio essere anche altro e da un po' di mesi ho ricominciato a lavorare ad un ritmo sempre più forsennato riuscendo a destreggiarmi nei vari ruoli che ho.
Quindi con l'aiuto del nido dove la puzzola gioca, la nonna che c'è quando la cucciola dorme, una donna delle pulizie che mi aiuta nei vari doveri casalinghi riesco a fare tutto.
Non faccio mancare un briciolo di affetto alla mia piccola, lavoro anche più di 8 ore al giorno e tengo casa decorosa.
Quindi io penso che "volere è potere" e si possono fare tante cose assieme...
Basta organizzarsi e noi donne il più delle volte siamo fenomenali nel farlo.