4 ottobre 2011

SI VINCE,SI PERDE


IN VITA MIA, IO, NON HO MAI VINTO NULLA.

Mai superato un concorso pubblico, mai fatto un ambo a tombola, mai arrivata prima ad una gara d'atletica, mai vinto nemmeno un euro al gratta e vinci. Nadadenada.
Da bambina giocavo spesso la schedina con il mio adorato Nonno, una volta cresciuta, la schedina ha smesso di andare di moda, il Nonno si è ammalato, e poi..beh, sono rimasta sola, e allora ho pensato di buttarmi su sporadiche giocate al Lotto e al Superenalotto, senza cavare un ragno dal buco.

Ho partecipato a concorsi di scrittura, poesia, pittura, fotografia, cucina, mi hanno tutti segato alla prima botta. E sì che sono consapevole di essere mediocre in tutti e cinque gli ambiti, ma insomma, uno se partecipa, un pò ci spera sempre. Non sono tra coloro che credono alla famosa frase del cazzo " L'importante non è vincere , l'importante è partecipare" . Anche no, alle volte vincere è bello. E che diamine.


Semplicemente, nella vita suppongo ci sono persone destinate a non ricevere premi, vincite, riconoscimenti, coccarde, trofei, Oscar (vabbè, non ci allarghiamo)..e non credo si tratti di mediocrità. Non capita, e basta.

Ecco, riflettevo su questo. Siamo sicuri che non succeda proprio mai? E' necessaria l'approvazione altrui sancita da un premio, per sentire il fascinoso gusto della vittoria? Io credo di no. Il processo mentale del sentirsi vincitori o sconfitti è qualcosa di profondamente intimo,  non occorre che la gente intorno a noi debba saperlo per forza. In cuore sappiamo benissimo quando ci sentiamo vincitori e quando invece sentiamo di essere gli ultimi arrivati. Non occorre arrivare primi in classifica per ricordarcelo.
Quando ho sentito di aver raggiunto un traguardo nella vita? Raramente, ma è capitato, e mi sono sentita benissimo. Senza sbandierare, senza dover dimostrare niente a nessuno. Una dieta riuscita, un colloquio superato, un matrimonio che sembrava impossibile, e invece celebrato e goduto fino all'ultimo minuto.

Tante, troppe volte, mi sono sentita invece l'ultimissima ruota del carro, una perdente, soprattutto quando si è trattata di una sconfitta contro me stessa. I chili rovinosamente riaccumulati, la sensazione di girare in tondo senza andare da nessuna parte, tutte le occasioni in cui potevo essere felice e invece la depressione è penetrata nelle membra, lasciandomi attonita.


Quando si vince, quando si perde?
Ogni volta che ho colto la bellezza delle persone che ho incotrato, io ho vinto.
Ogni volta che ho lasciato entrare la paura, ma soprattutto l'invidia, io ho perso.

E voi, cosa mi dite?

9 commenti:

BNC = Biancume ha detto...

quanto è vero
anche io sono una che non ha mia vinto "riconoscimenti ufficiali" da parte di altri ma me ne faccio tranquillamente una ragione, pace.
Ma per quel che riguarda invece le vittorie che ci attribuiamo da soli, quelle sono le più difficili da ottenere. Una vittoria sarebbe cominciare ad essere più indulgente con me stessa.

Lucy Van Saint ha detto...

Quello che è peggio è arrivare secondi. Vincere un concorso ma essere arrivata quindicesima ed essere assunta a td quando i primi dieci raccomandati sono stati assunti fissi.
Per il resto la vittoria è dentro di noi e sti cazzi degli altri.

pollywantsacracker ha detto...

ma sai, l'argomento è vasto. Riguardo a concorsi e co., credo che nella maggior parte dei casi un vincitore ci sia già dall'inizio, e quindi partecipare è inutilmente frustrante. Per quanto riguarda vincere e perdere, bè, dipende dagli ambiti. Per dire, quando perdo sul lavoro, nel senso che sbaglio tutto, mi sento un disastro. Quando faccio qualcosa di malino ma nessuno lo sa, mi convinco che non l'ho fatto e non sento di aver perso... :)

Nina ha detto...

Però se intanto ti va di partecipare...magari vinci stavolta, chissà! Guarda ti sto invitando personalmente al mio candy, cara micetta nera, vuol dire che ci tengo :D
Ti senti un po' vincente?

giardigno65 ha detto...

da tempo mi son messo fuori concorso...

Cupcakes ha detto...

Io credo che ognuno di noi possa sentirsi vincitore in base a vincite personali, ma che avere l'approvazione altrui sia l'unica vera fonte di vittoria agli occhi del mondo.
Non vuol dire che ti farà stare meglio, ma per essere una vincente vera non puoi solo dire nella tua intimità che sai di esserlo, se nessun altro lo vede.
O meglio, puoi esserlo ma solo per te stessa, e quindi puoi stare meglio ma nessuno ti cagherà per questo.
Non sono riuscita a spiegarmi bee, vero? No, lo so -.-

MissPansy ha detto...

Mi era venuto in mente cosa scriverti leggendo: poi sono finita sull'ultima frase.
La paura è la mia eterna sconfitta.
Per questo ogni volta che riesco a lasciarla fuori è già una vincita.

Per le cose "più materiali" non so dirti: ho davvero finito di tenerci da troppo tempo.
Però, sotto sotto, ancora ricordo con piacere della coppa da primo classificato a SanRomolo al villaggio vacanze dove ho trascorso i miei 13 anni.
Non sapevo ancora una cippa di musica ma mi buttai su "E poi" di Giorgia (poi ho un tantino cambiato gusti)
Che storia il giorno dopo camminare per il campeggio e vedere che tutti ti riconoscevano :D

Mammamsterdam ha detto...

Dico Che hai tanta ragione

stefanoSTRONG ha detto...

vieni a fare, triathlon, ti danno la medaglia comunque, e finire una gara, ti assicuro, è sempre una vittoria! ;) bel blog, già messo sulla blogroll!