8 novembre 2011

FRAMMENTI (ODE AL QUADERNO VERDE)


                             All'età di tredici anni e mezzo, ho capito che mi piaceva leggere.
Lo avevo fatto fin da piccolissima, prendevo il mio libro di favole, mi ficcavo sotto le coperte, e sognavo di essere una principessa dai capelli lunghi lunghi e dal naso all'insu' che veniva salvata dallo sconosciuto principe di staminchia, "e vissero per sempre felici e contenti". Poi dici che uno nasce deformato nella mente e con la paura di fare un cattivo matrimonio. Crescendo chiesi in regalo il libro di favole di Italo Calvino, che aveva delle illustrazioni davvero innovative, e che tuttora conservo gelosamente. E da lì è stato un crescendo: ho iniziato con la lettura di libri per ragazzi, Piccole Donne (tutti e 4 finiti in un batter d'occhio), I Ragazzi della Via Pal, Pel di Carola, eccetera eccetera. Far correre la fantasia era un modo per evadare dalla realtà, io, eterna sognatrice di mondi molto lontani dal paesello in cui stavo crescendo. La lettura era un sfogo, un viaggio, un modo per affermare la mia personalità, per trovare l'identificazione in personaggi che nel mondo reale erano pura utopia.
Al liceo,  mi appassionai di autori italiani. Lessi quasi tutto Pirandello durante pomeriggi solitari e piovosi, e mi mise in crisi nera. La maschera, la pazzia, l'ateismo, e tutte quelle robe lì, eccheccazzo, un pò pesanti per una adolescente di sedici anni. Lessi On the Road, e lo trovai sinceramente brutto, ma dissi a tutti che era un libro meraviglioso, per fare bella figura. Che scema.

All'età di diciassette anni comprai un quaderno verde mela. Colore davvero meschino, ma a quel tempo lo adoravo. Sopra vi avrei annotato i passi piu' significativi delle mie letture.

Oggi le cose sono un pò diverse, Internet ha messo a disposizione strumenti meravigliosi per tenere traccia della propria "storia letteraria", (vedi Anobii), tuttavia io quel quaderno scritto a penna lo conservo gelosamente e lo utilizzo ancora.
Ho anche creato una sessione sul blog, proprio qui, in cui elencare ciò che di un libro, di una poesia, di un pezzettino di vita altrui mi ha colpito particolamente.
E allora vorrei che mi aiutaste ad arricchirlo, che mi scriveste qui o direttamente nei commenti a quella sezione, la frase del vostro autore del cuore. Io amo queste cose qui.

Se volete potete anche scrivere il motivo per cui vi piace leggere. Mi piacerebbe saperlo.
Io amo leggere perchè.....oggi come oggi non ne ho la più idea. So solo che alla domanda che molti mi fanno sul perchè alla fine finisca per leggere sempre mattonazzi abominevoli, io rispondo:
perchè è una sfida.

16 commenti:

pollywantsacracker ha detto...

Allora, intanto On the road l'ho trovato sinceramente noioso anch'io. E poi ti lascio la frase che mi sono appuntata ieri sera sulla mia app Evernote (marò quuanto son geek), che viene dalle Correzioni di Franzen e direi che un po' mi rispecchia:
Io non sono la persona giusta a cui chiedere cosa sia normale. La normalità l'ho vista quasi sempre nello specchietto retrovisore.

sononera ha detto...

Sapevo che saresti stata la prima a rispondere a questo post. Sei la mia anima gemella, colei che può capire fino in fondo cosa significa avere questa passione, che per molti sembra una vera perdita di tempo e di energie. E quella frase lì è davvero da far marcire le budella per quanto scava..:-)
pS: HO RIPRESO IL VANGELO SECONDO GESU' CRISTO. Non poteva restare a metà.

pollywantsacracker ha detto...

Saramago è difficilissimo, però quando l'hai finito sai che ne è valsa la pena. Anch'io Il vangelo secondo Gesù la prima volta l'ho abbandonato.

widepeak ha detto...

mia figlia di 7 anni legge come me. legge tantissimo. legge che le devo togliere i libri di mano di notte. che devo ricontrollare non abbia riacceso la luce per riprendere a leggere dopo che l'ho implorata/sgridata/pregata di smettere. legge con passione, avidità, curiosità. è il suo gioco preferito da sempre, e "quando siamo in giardino mamma io però vorrei leggere"
la guardo con immenso orgoglio e grande sollievo, perché so che leggere le sarà un porto certo per sempre, per capire il mondo, le persone, la vastità delle esperienze. se ami leggere non sei mai solo.
e anche io ho odiato on the road che mi sono religiosamente portata dietro in interrail (ecchepalle!)
ma leggere, ah, leggere, come dice un mio amico è un vizio. sarà. ma è un vizio che mi ha salvato la vita più di una volta!

sononera ha detto...

Polly: Lo capisco. E che quello stronzo di Saramago ti dice che devi andare avanti, con una storia così.:-)

Wide: ohhhh, ma Nina (o Lilla, ma mi sa Nina), è una bimba meravigliosa! anche io ero come lei a sette anni, avevo questi libri feticci che mi portavo dietro in ogni occasione. In macchina ad esempio, usavo leggere, ma soffrendo di mal d'auto, finiva sempre che rigurgitavo tutto il rigurgitabile. Per la grande gioia di mia madre e di mia sorella.
Era un modo bellissimo per estraniarmi dalla realtà degli adulti, spesso noiosa, che mi circondava, e per poi invece riuscire a dare una lettura piu' felice e divertente, a quella realtà. Vuol dire tanto, leggere, non c'è nulla di così peculiare e paragonabile! ma non mi hai lasciato la frase! o sì? Lascia lascia!!:-)

SuSter ha detto...

Leggere è un incredibile varco spaziotemporale tra noi e i pensieri di persone da noi lontane, o vissute secoli fa. I mondi da loro descritti un inestimabile dono, uno spiraglio su realtà ormai dissolte o mai esistite, se non nella fantasia di qualcuno, e altrimenti perdute.
la citazione del mio autore preferito te la scrivo qui o di là?
Di là.

Memole ha detto...

Leggo da quando sono piccolina...Mi piace moltissimo...E' un modo per evadere dalla realtà...per sognare ad occhi aperti...Leggo romanzi, gialli, diari di viaggi...

sononera ha detto...

Suster, Memole: Grazie infinite. Sono contenta per voi, e per me, perchè amiamo la lettura, semplicemente.
Memole, aspetto la tua frase!

valepi ha detto...

mamma che bel post

mi hai emozionata: mi sono ritrovata e rivista dodicenne nelle mie notti infinite d'estate a non dormire fino alla fine di Dieci piccoli indiani che avevo preso quella mattina in prestito dalla biblioteca.
Solitamente non mi segno le frasi che mi colpiscono dei libri: una delle poche volte che l'ho fatto è stato qui sul blog. Appena possibile ti posto il link e ti spiego un po' (ora scrivo dal cell e mi viene un po' scomodo).
On the road temo di averlo lasciato a metà per la noia.
Amo i mattonazzi perchè mi affeziono ai personaggi e le loro storie mi entrano dentro.
Giro da un po' intorno al Vangelo di Saramago... dovrò proprio leggerlo prima o poi.

Ah, a sedici anni, un'estate ho letto quasi tutto hemingway... no, forse non saremo state normale adolescenti, ma quanta magia, vita, pensieri ho trovato nei classici non l'ho più trovata nel mondo...

fede ha detto...

no, dai, che saramago sia difficilissimo è una cazzata. il suo modo di scrivere spesso richiede un po' di pazienza, ma dopo uno o due capitoli si ingrana e via.

ImperfectWife ha detto...

Io amo leggere da quando ho imparato a farlo: ero come la figlia di Widepeak (e un po'lo sono ancora), i miei mi dovevano minacciare per obbligarmi a smettere. Dalla passione per la lettura è arrivata quella per la scrittura: non so di preciso perché mi piaccia fare entrambe le cose, ma credo di essere una persona estremamente affascinata dalle storie.
Se ti può interessare, ogni tanto scrivo anche le recensioni sul sito "La libreria immaginaria", http://www.lalibreriaimmaginaria.it/(il mio nick è imperwi).

Livia ha detto...

Anch'io sono identica alla figlia di widepeak... mia madre dice che a 10 mesi già pretendevo di sfogliare il Messaggero del giorno in spiaggia e se mi davano quello vecchio mi incaxxavo come una iena. Ero lo spettacolo del lido. Avete capito il tipo? :)
Ho letto e leggo di tutto e ovunque, in macchina (niente mal d'auto) sul water, e mentre cucino con una mano giro la pasta e con l'altra leggo. Non ho l'abitudine di memorizzare passi significativi quindi ti dico alla rinfusa alcuni dei miei autori: Stephen King, Patricia Cornwell, Kathy Reichs, Wodehouse, Guareschi, Calvino, Camilleri, Stieg Larsson, e sono solo una minima parte. Senza libri potrei uccidermi.
E sapete la cosa peggiore? Mio figlio non legge neanche mezza parola, neanche i fumetti, niente di niente, solo lo stretto necessario... nun è figghiu miu!!!!

Luna Crescente ha detto...

Leggo perchè cerco comprensione, e perchè cerco di comprendere.

Eleanor Rigby ha detto...

Io mio quaderno verde è una smemo rossa comprata apposta per essere riempita di pezzi di libri... canzoni... discorsi....film... quindi ne avrei un sacco...
Dopo una serata con le mie amiche mi viene in mente questa "Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!"
(Anche se on the road non è piaciuto neanche a me)

Cupcakes ha detto...

Io amo leggere ed il mio primo libro credo d'averlo letto a 6 o 7 anni.
La mia infanzia è stata scandita da due libri, i miei preferiti di quei tempi, che leggevo a ripetizione e che dovrei rileggere: Il giornalino di Gian Burrasca e Pippi Calzelunghe: meravigliosi!

Col tempo non sono migliorata, e ho continuato a leggere prima tutti i libri della collana de Le Ragazzine Mondadori, poi, cioè adesso, decine di libri di Chick Lit.

Per non restare proprio ignorantissima, non mi sono fatta mancare i grandi classici per ragazzi. Fra i classici degli adulti, dopo Uno, nessuno e centomila fra gli italiani, e Delitto e castigo fra i russi, ho deciso di darci un taglio.
Preferisco restare ignorante e fare letture frivole, perchè di letture impegnative non ne ho potuto più dopo pochissimo -.-

Frasi cult non ne ho, se non qualcuna ovvia del Piccolo principe.

A me piace leggere perchè tengo tutto impegnato: mani e cervello.
Non è mica roba da poco.

Robin ha detto...

Prima di tutto, sono strafelice di vedere che sono in tanti a non aver trovato niente di speciale in On the road: adesso mi sento in buona compagnia. Comunque anch'io avevo finto l'entusiasmo, dato che era il libro preferito di un ragazzo che mi piaceva al tempo ;)

Poi che dire, da che mi ricordi io ho sempre amato i libri, totalmente, visceralmente e appassionatamente. Forse è perchè i libri sono carburante per l'immaginazione; solo grazie alle storie lette/raccontate riusciamo a vivere tante vite oltre a quella reale, senza alcun limite tranne quello della fantasia.

Anche io avevo l'abitudine di annotare le frasi che mi colpivano particolarmente nei libri. Magari se ne trovo qualcuna la scriverò nella sezione frammenti :)