20 febbraio 2011

LATO CHIARO

Ieri, dal parrucchiere, ho letto l' oroscopo di un giornalaccio che recitava così:

" Non lasciate che un momento di grande fragilità vi spinga ad isolarvi. Uscite allo scoperto, e cercate gli altri".

Beh, ecco quello che farò. Non mi chiuderò a riccio, come al solito, non serve a molto. Continuerò a vivere, ogni singolo giorno della mia vita, accanto agli altri, perchè è la cosa giusta da fare. Anche se vuol dire violentarmi un pò.

Tipo ieri sera, che sono uscita con LUI, e sono stata in paradiso.

Allora si prova ogni giorno, poi se c'è una giornata in cui ho bisogno di ricaricare le pile, di stare sola, basterà chiedere.

Ieri ho fatto delle piccole cose nuove:
1) Ho comprato dei sandali estivissimi il 19 di febbraio. Mi porto avanti, che non fa mai male.
2) Ho visto " Un gelido inverno" e mi è piaciuto tantissimo. Uno dei film piu' crudi della storia.Scoiattoli scuoiati compresi.
3) Mi sono fatta bionda. In realtà il parrucchiere ha un pò esagerato con la schiaritura, machissene'.

Nota dell'autrice: che bella, che coraggiosa, che è lei:

18 febbraio 2011

LATO OSCURO


E questa continua ansia, questa continua inadeguadezza, da dove arriva?
Non lo so. So solo che mi sono ammalata, di nuovo.Ci sono dentro, fino al collo.
Mi sento vuota, spenta, angosciata.
E mi dispiace che le persone che passano di qui devono leggere questo. Eventualmente fornisco un semplice rimedio: la crocetta rossa in alto a destra. Di piu' non posso fare.Ho tirato, tirato, tirato, finto finto finto, che poi per me non significa fingere, significa combattere quanto piu' possibile contro questo male, di cui soffro oramai da dieci anni (cazzo, a maggio del 2011 saranno dieci esatti, a questo punto seguiranno inviti a tutti per i festeggiamenti del decennale).
Sono sempre piu' spesso dentro situazioni in cui vorrei urlare: lasciatemi andare via di qui, non ce la faccio piu', in cui vorrei essere da un'altra parte, in cui mi dimeno per indossare un sorriso che non mi appartiene. Eppure mi piace esserci, perchè vuol dire che sto vincendo io, non il mio male. Questo mi hanno insegnato a fare. A reagire, reagire reagire, combattere, combattere combattere, a non mollare, MAI. Ma poi, perchè non mollare mai? E se fosse giusto mollare?
Chiunque ci è passato, dentro questa sensazione, almeno una volta, o forse piu' di una volta. Ma se io vi dicessi, che, tranne rare eccezioni, io così ci ho passato gli ultimi dieci anni della mia vita? Beh, mi direste voi, in questo caso, dovresti farti aiutare. Io l'ho già fatto, e lo sto facendo. Anche ora. Ma i risultati su una ipersensibile come me sono invisibili. Non miglioro. Vado a peggiorare, giorno dopo giorno.
La verità, lo scoprirsi mediocri, irrimediabilmente mediocri, non fa bene a nessuno. Nella percezione comune sono solo una perdente. Una che non ce l'ha fatta. Una viziata. Una che non comprende il senso vero e bellissimo dell'esistenza. La depressione è solo uno stato d'animo. Il depresso serve solo ad ammorbare. E basta.
Invece io lo so, che meraviglia è la vita, e mi piange l'anima quando vedo come stia sprecando il mio tempo.
Da eterna spettatrice di una vita che scorre da sola, senza emozione, senza passione, soprattutto senza fiducia. Anzi , ecco la parola esatta. Senza speranza.

Tutto questo non mi lascia molti dubbi. Occorre una cura , subito, una cura definitiva e soprattutto risolutiva.
Questo comporterà molta sofferenza. Alle persone che amo. Molte di loro non capiranno. Perchè non sanno. Ma va fatto , per forza di cose. Molte invece capiranno, e mi saranno ancora piu' vicine.
Indi per cui passo al lato oscuro. Mi vendo l'anima al diavolo, e vendo tutto quello che di bello , sano e puro c'è nella mia vita. Perchè io così non ce la faccio piu'.

Ecco elencati i motivi per cui voglio far cambiare le cose (si sa a me piacciono gli elenchi):
Perchè quel "ma che cazzo stai facendo della tua vita?" deve smettere di risuonare prepotente nel mio cervello una volta per tutte.
Perchè non voglio piu' sentirmi straniera a casa mia.
Perchè voglio smettere di placare la mia ansia a suon di pane e nutella e interi pacchi di biscotti. Il mio disordine alimentare ha toccato vette inimaginabili.
Perchè non voglio piu' sentirmi spaurita se cammino da sola la mia adorata città.
Perchè non voglio piu' sapere che cosa vuol dire la parola "invidia" e invece continuo ad usarla un pò troppo spesso.
Perchè non voglio piu' toppare al lavoro, voglio invece fare bene, perchè amo il mio lavoro e l'ho voluto fortemente.
Perchè voglio accettare i miei errori.
Perchè non voglio perdere l'uomo, l'unico, che amo.
Perchè voglio guardare allo specchio e vedere riflessa una persona coraggiosa. Quale non sono, ancora.

Di una cosa però avrò coraggio. Proprio oggi. Di pubblicare questo post.

Nota dell'autrice. Puo' essere che sparirò per un pò. Non temete, ho intezione di tornare.

15 febbraio 2011

THE KING'S SPEECH


L'ho visto ieri sera, rigorosamente in lingua originale, utilizzando metodi completamente illegali. Onestamente, chissenefrega. Pago pure il canone Rai, pago, e io la Rai non la vedo praticamente mai. Da qualche parte dovrò recuperare.
A metà film mi sono girata verso il Sant'uomo e gli ho detto: Posso dirti una cosa? Questo è un film bellissimo.
Una pellicola che racconta la storia piu' che vera, e documentata storicamente, di un'amicizia.
Tra un finto logopedista e un vero Re.
Il bello è che la bravura dei tre attori, con in vetta Colin Firth è tale, che riesce a rendere credibilissima e delicata una storia che ha dell'incredibile.
La scenografia è una meraviglia e la stanza in cui Re Giorgio affronta le sue prime lezioni di correzione della balbuzie è davvero significativa. Siamo noi spettatori a sederci su quella poltrona, dietro quel muro incrostato. Siamo noi, insieme al Re, che torna ad essere uomo comune,  ad affrontare tutte le nostre paure.



Che vi devo dire.
Ho amato il mio Colin, come lo avevo amato in a Single Man per ragioni molto diverse, e sono sicurissima che beccherà l'Oscar, quest'anno. Si accettano scommesse.

Detto ciò, domani devo recarmi a Milano per lavoro. Ci dovevo andare ieri ma è stato un continuo rimandare e procrastinare. Quindi può essere che sul quel malefico aereo non ci salirò neanche domani. Pensate alla mia gioia e al mio tripudio. Fatemi fare almeno del training autogeno che abbia un senso. Sto benedetto aereo fatemelo prendere una buona volta. Che già mi viene da piangere ora che sono sulla terra ferma.

Ultima nota dell'autrice che non c'entra una fava con il tema del post, che  come di consueto, non ha alcun senso logico, come il mio cervello del resto: volevo rendervi partecipi di questa notizia sconcertante. Anche LEI è riuscita a dimagrire, di ben 50 chili. Quale LEI, direte voi? Beh, LEI, LA MIA SOSIA. Colei a cui mi hanno paragonata per anni nel mio periodo di obesità in cui portavo i capelli rosso fuoco. Mary del grande fratello. Anche lei ce l'ha fatta, e da magra ritengo che non mi somiglie pe niente. Buon per lei. E se ce l'ha fatta anche lei, perchè non io? Caspita, ci devo provare anche io. Tiè.

13 febbraio 2011

SE NON ORA,QUANDO

Oggi sarò in Piazza del Popolo, per gridare la mia profonda indignazione. Non sarò sola, tante donne normali e tanti uomini saranno con me. Alla faccia di chi dice che queste sono manifestazioni sterili. Ma vaffanculo, va.

11 febbraio 2011

COLONNE SONORE

Questa me l'hai fatta sentire tu ieri sera, fa parte della colonna sonora di Somewhere, della Coppola, che ci è piaciuto tanto tanto, ma non tantissimo, come diciamo noi.

E io vorrei che facesse parte della colonna sonora del nostro matrimonio.

Speriamo che la band abbia capito, quello che piace a noi..
Intanto io ti amo. Tanto.

10 febbraio 2011

MI ARRENDO

Mi arrendo

Al mio non saper stare attenta all'alimentazione.
Al mio girovita che si merita una bella cintura, ma che non ce la fa.
Alla pizza bisunta con la mortadella di Bologna.
Al mio sentirmi sempre fuori posto e inadeguata.
Alla mia forza, e alla mia tenacia.
Ai miei ricordi e alle mie forti emozioni.
Ai miei piedi enormi.
Alla mia totale incapacità di imparare l'inglese.
Alla mia incorruttibilità
All'invidia, quella mia e quella altrui
Al voler sempre accontentare tutti
Al voler sempre piacere a tutti
Al mio voler sempre essere da un'altra parte rispetto a quella in cui sono.
Alla mia voglia profonda di dormire tutto il giorno.
Alla mia totale mancanza di concentrazione.
Al fatto di non sapere cosa scrivere, quando scrivere e perchè scrivere.
Alle mie debolezze, tutte
Al mio desiderio di solitudine, sempre.
Alla mia incoerenza, tutta.
Alla mia terribile pesantezza.
Ai miei errori, troppi.
Alla mia staticità.
Al mio vestito da sposa, di cui sono follemente innamorata, e che mi starà, ovviamente, malissimo.
Al mio volermi bene, molto.
Alle mie maschere, che devo indossare, altrimenti muoio un pò.

Ho deciso di smettere di lottare. Di arrendermi. e sapete che vi dico? Si sta benissimo.


Lasciatemi essere ciò che sono.