22 febbraio 2012

STO BENE STO MALE




Sto leggendo un libro che mi ha letteralmente aperto il cranio, è passato dal cervello, e si è piazzato su cuore, e da lì, pare, non vuole andare piu' via. A seguito di tale letture ho dedotto, tra le altre cose, che:

-Essere felici richiede uno sforzo di grand lunga maggiore che corgiolarsi all'infinito dell'infelicità.

-Ogni volta che tendo a fare progetti concreti, ma piccoli eh, mica svolte epocali, mi sale un'ansia brutale che non riesco a placare. Nonostante i numerosi sforzi, non riesco a capacitarmi di come si faccia ad essere propositivi e ottimisti nella vita. Per me è stato, è e sarà: finchè la barca va. Sono per la teoria del caos. Non ho scelto davvero nulla nella mia vita, essendone convinta al cento per cento. Ho sempre provato, con il beneficio del dubbio. Alle volte è andata bene, alle volte è andata male.

- La consapevolezza di questo mi rende isterica.


- Non riesco a fregarmene del giudizio altrui. In quasi trentatre anni di onorata carriera, non c'è stato un giorno in cui io mi sia svegliata e abbia detto a me stessa: io mi vado bene così, e di quello che pensa la gente me ne sbatto alla grande.

-Credo che questo mio attaccamento al giudizio della gente sia dovuto al fatto che sono cresciuta in una realtà piccola e feroce, e che ancora oggi, che sono quasi quindici anni che sono andata via dal ridente paesello, io ne senta sulle spalle (e sulle palle) tutto il peso. E a Roma, (quasi) nulla è diverso. Roma metropoli mi sta stretta come se abitassi ancora nel paese di diecimila anime.

- La consapevolezza di questo mi fa venire voglia di espatriare all'istante.

- Se ho paura di fare un figlio, è perchè vedo quanta fatica ci vuole per stare dietro alla cosa. L'altro giorno ho incontrato due amiche carissime (che sono anche delle persone squisite) che presenziavano il carnevale di Roma con i loro pargoli al seguito, tre femmine e un maschietto in totale, uno piu' bello dell'altro. Dopo cinque minuti in loro presenza io ero distrutta. Non vedevo l'ora di tornare a casa mia, nel mio nido, pieno solo di gatti e un marito meraviglioso, e cercare la totale immobilità.

- E le due amiche sono entrambe separate. Giustamente alla ricerca del modo per rifarsi una vita (sentimentale), mi raccontano di come per incastrare un'uscita con un eventuale pretendente, o fare un viaggio o un semplice aperitivo, cercano di smollare i pargoli a destra e a sinistra, con enorme difficoltà, nonostante la presenza costante di nonni, zii, ed ex mariti. E dicono pure: no, stasera no, non posso, C'HO LA ZAVORRA. Ecco, e se succede anche a me, di arrivare a considerare i miei futuri figli una zavorra?

- La consapevolezza di questo mi fa pensare che io sia una persona orribile, con una mentalità retrograda e paesana.

- Ultimamente, scrivo solo post riflessivi, sul perchè e percome dell'esistenza, sulle ingiustizie del mondo, sulla difficoltà di seguire le proprie emozioni e bla bla bla.
Medito di scrivere prima o poi un post sulla mia prima french manicure della vita.

- Oppure scrivo di dieta, panze e culi da smaltire, perchè questa è (anche) la mia vita da dieci anni a questa parte, capire come e perchè io non sia mai piu' riuscita a scendere sotto gli ottanta chili, nonostante i buonissimi intenti.

-La consapevolezza di questo mi fa pensare che io sia una blogger pallosa. Non so come fate a leggermi, ancora, non so.


Nota dell'autrice n1: Il libro è questo: Ecco, questo libro parla di me: io guardo il mondo come lo guarda il triste, negativissimo protagonista. Ecco, se lo avete letto, capite bene che sono messa male, malissimo.
Nota dell'autrice n.2:  Riporto questa meraviglia trovata su Twitter ieri sera, e pubblicata da Lei.
Ecco, io non avrei saputo dirlo meglio, ma è esattamente così che mi sento:

"Mille anni fa la mia analista mi disse una cosa tremenda. Una cosa che non stava né in cielo né in terra, o per certo non nella mia testa. Io all'epoca non ero una persona serena, metti che probabilmente non ero nemmeno una persona. Più un casino parlante. Mi disse, quel giorno: guardi che stare male è la parte facile.

Io me la sono sempre ricordata questa cosa, quella che ad un certo punto si diventa adulti e si deve anche imparare ad essere adulti. E cominciare a gestire la propria vita e i rapporti con gli altri in modo molto meno strillato. Molto men “io sto male voi dovete capire”. La gente non capisce, e viva dio. Passeremmo il nostro tempo a stare dietro a chi ci è e a chi ci fa. Tra stare male e stare bene, è più difficile stare bene. Nessuna giustificazione, nessuna attenzione particolare da parte degli altri, nessun occhio di riguardo: stare bene, bastarsi, con i propri problemi, tutti i giorni lì con te. E trovare un modo, un passo alla volta, senza tragedie greche.

Niente, volevo dirvelo. Credo che sia un paradigma utilizzabile in molte occasioni, in questo periodo. Nella nostra nazione. Con i nostri connazionali"

Tratto da qui

18 commenti:

pollywantsacracker ha detto...

spezzo una lancia a favore delle mamme single. Non so le tue amiche eh. Per quanto riguarda le mie figlie sono il senso della mia vita. L'unico, per la precisione. E non sono una zavorra. Ma. Smazzarteli da sola TUTTI i giorni è faticoso. E una volta a settimana è necessario riprendersi, lasciandoli possibilmente al padre, per uscire con pretendenti (ad averli XD, amiche, o anche da sole. Ce n'è proprio bisogno. Per te e per loro. Mettere tra te e loro qualche km ci fa sentire la vicendevole mancazna, non mi fa sentire in prigione, e permette a loro di vedere il padre senza di me.

Chiara ha detto...

Quoto Polly sui figli-zovorra. Anche se sono sposata e mio marito è un bravo papà che gli sta dietro e tutto quanto. La cosa di cui si è meno consapevoli quando si decide di avere figli è che ce li hai tutti i giorni della tua vita: non esistono ferie, malattie, aspettative. Io adoro i miei, ma quando vanno dai nonni una settimana riprendo fiato, o almeno dormo senza orari...
Io continuo a leggerti sempre, non sei pallosa, checcaz dici?!

Parola di Laura ha detto...

magari fossero tutte pallose come te!
io ti posso dire che sono una vedova bianca perchè sono sposata ma mio amrito non c'è praticamnete mai e quando riesco ad organizzarmi e uscire mi sento meglio e mi sento una mamma migliore. I figli sono una cosa meravigliosa ma anche una grandissima fatica e dè normale che tu senta la paura di diventare madre, non ti passerà neanche quando madre lo sarai davvero!

sononera ha detto...

Polly: io lo sento, che le tue figlie sono il senso. Sento che anche per me sarebbe lo stesso. E non posso che capire e approvare la sana voglia di staccarsi ogni tanto e fare le cose da sole , in quanto donne. La verità? adesso, vicino a me vorrei proprio una persona come te. Dal vivo. Che mi aiuti a capire. Ci arriverei molto prima.

Chiara: la cosa dei figli zavorra, va capita. Conosco le mie amiche da tanto, tanto tempo, so che amano i loro figli come il dono piu' bello. E so che amano in generale la vita, che sono state e sono brave a mantenere il loro spazio personale, e hanno anche avuto le sante palle di separarsi da situazioni matrimoniali davvero invivibili. Ma poi le guardo, ogni volta, e leggo nei loro occhi una stanchezza, uno sfinimento al limite dell'esaurimento nervoso, e questo mi fa paura, tanta. In maniera profonda. Forse perchè quello sfinimento e quella debolezza le ho sempre lette negli occhi di mia madre.

Parola di Laura: grazie, lo so che non mi passerà mai, ma una volta fatta non si torna indietro e quindi bon! :-) me ne farò una ragione!

ps: ho delle lettrici superbe, grazie per avermi sopportata in tutto questo tempo, so pallosi pure i commenti che lascio! :-9

Biancume ha detto...

Io sono mamma a tempo pieno, volente o nolente, da più di tre anni, con tutto il contorno famiglia sempre più lontano. Le piccole me le smazzo io tutto il giorno, le amo follemente, le ho desiderate tanto ma adesso che sono qui con me, a volte, non ho voglia. Mi sento in colpa perchè ci sono giorni in cui non ho voglia di giocare, cambiare pannolini, addormentare ecc, mi sento ulteriormente in difetto perchè non riuscivo ad averle, ho lottato tanto e adesso che sono qui con me mi sento una ingrata a lamentarmi. Tutto questo papiello per dirti che dietro ogni mamma c'è tanta stanchezza ma anche tanto amore, dietro ogni donna sensibile ci sono paure, dubbi, riflessioni ma tutto questo non ti rende nè triste nè pallosa

Cristina ha detto...

Te non ci scrivi dal sottosuolo, levatelo dalla testa. Te sei luminosa, anche quando sei depressa, quando ti senti inconcludente e via discorrendo. Te mi trasmetti luce, quindi non sei nel sottosuolo.

I figli non sono una zavorra, ma qualche volta anche io ho detto, no, al pub non ci vengo perché c'ho il nano appollaiato sulla spalla tipo gufo. E meno male che c'è, quando sento alleggerirsi il peso mi volto spaventata a stringergli la mano, anche ora da una città lontana, la mia testa è con lui!

Chiara ha detto...

Allora ti aggiungo una cosa. Prima di avere figli, quando sentivo le mie colleghe dire che non vedevano l'ora di venire al lavoro e sbarazzarsi dei figli per qualche ora, io rispondevo "Ma cosa li fate i figli a fare se poi non li sopportate, siete stanche, e siete impazienti di smollarli?". Poi ho capito, la stanchezza, l'esaurimento, lo stesso dvd ogni giorni, la canzone della cacca... Però c'è questo fatto: loro non se ne accorgono, o fanno finta, o se ne fregano, e ti chiedono ogni giorno di più. E tu ti ritrovi a fare sempre di più e comunque esponenzialmente di più di quanto credevi. Io alle 21 non vedo l'ora di metterli a letto e poi mi metto a guardare le loro foto e dico "Non sono stupendi?": e la mattina dopo si riparte.

ero Lucy ha detto...

Che bello questo post, Sononera... Sei a un passo dal cambiamento, lo sai? I post precedenti, le domande implicite ed esplicite, le risposte, e ora anche il libro. Il cambiamento lo stai conducendo tu, Dostoevskij ha solo scritto parole che ti toccano l'anima nel momento giusto. Continua cosi', che la stella danzante e' in arrivo.
p.s. amo i miei nipoti, ma dopo quattro giorni con loro sono stremata e non vedo l'ora di tornare ai silenzi della mia casa! DICONO che con i propri figli sia differente.. :)

Livia ha detto...

"Zavorra" sono sicurissima di averlo detto anch'io :) Vivo da sola con mio figlio e la mia vita sociale è pari a zero, sia per la mia pigrizia che per la lontananza dal parentado. Quando era piccolo la situazione mi pesava molto, ma ora che ha superato i 10 anni voglio stare solo con lui e quando esco me lo porto appresso :)
E finché hai un marito non fare paragoni con le amiche, porta sfiga!
Lavora su te stessa, più sale l'autostima e meno pesano le parole degli altri. E non sei pallosa per niente!
Baci

gattonero ha detto...

(Mi sento come un pollo in una gabbia di (deliziose) faine, da cui mi farei spennare cantando Alleluja, tanto sono sensate e simpaticamente sincere).
Mi fermo solo un attimo per dirti che tu non sei "pallosa", ma Dostoevskij lo è. Se lo segui per giustificare la tua non autostima o i tuoi dubbi esistenziali con il suo pensiero profondo, il mio sommesso suggerimento è: cambia letture.
Un carissimo saluto.

Cupcakes ha detto...

No, allora, io penso che una persona possa avere l'autostima più alta del mondo, ma credo anche che sia impossibile fregarsene dei giudizi altrui.
Nel senso, tu puoi piacerti, ma il giudizio altrui toccherà comunque la tua mente, almeno ogni tanto.
Magari le persone più sicure non cambieranno il loro modo d'essere e non piangeranno quando saranno giudicate, ma sicuramente non riusciranno lo stesso a fare finta di non ricordare le parole, le occhiate e cose simili.
E quindi non preoccuparti, non hai niente di diverso rispetto al resto della popolazione mondiale =)

Per i figli, ti ho già accennato il mio pensiero, anche un po' brutale.
Fare figli richiede l'autoannullamento, e non credo sia granchè facile accettarlo... io non lo accetterei, e sarei dunque una madre egoista, e quindi meglio evitare e tanti saluti.

minnelisapolis ha detto...

io non lo so come facciano a leggerti ancora perché io ti leggo da pochissimo. talmente poco che qualche coincidenza mi pare sorprendente (quando ho aperto il link del libro tutto mi aspettavo tranne http://minnelisapolis.wordpress.com/2012/01/23/quella-bambina-li-e-la-signora-bovary/ ). in quanto a star bene e a quanto sia più difficile mi firmo jointheclub.
;-)

taral ha detto...

Siceramente? Amo i post come questi, davvero.

LA CONIGLIA ha detto...

...tesoro, evidentemente è un momento di grande cambiamento, se può consolarti tanto di ciò che descrivi lo vivo anch io, credo che siano pensieri che ti accompagnano costantemente quando diventi adulta...io ci son giorni che mi butterei nell'indifferenziato!!!
prò per la storia del giudizio degli altri...io non son nata nel paesello, ok cagliari non è enorme ma è una città, eppure anche io temo moltissimo il giudizio negativo degli altri. Credo che alla base ci sia una forte socialità e desiderio di piacere agli altri come gratificazione personale, nel mio caso...
belli questi post che fanno riflettere :)

lauretta ha detto...

Non sei assolutamente pallosa, anzi! Ti leggo spessissimo anche se commento poco e mi piace un sacco come scrivi!
Io ho un figlio di un anno e mezzo: è meraviglioso, ma ci sono giorni di scazzo astronomico in cui mi chiedo "ma non potevo guardare la tv quella sera?" e va bene così, è anche questo che ci rende esseri umani :D
Lo farai quando ti sentirai pronta, mica ti corre dietro nessuno, no? :)

° ha detto...

vabbè, intanto cambia amiche mamme, mi sembra il primo suggerimento da dare. poi deciderai se fare o non fare figli, hai tempo vivaddio.
per gli 80 kili, ora che sono lì su quella cima con te, ti capisco anche meglio del solito e ti faccio il pat pat che conosci
per il resto sono assolutamente d'accordo con le esternazioni finali. assolutamente.
un bacio

° ha detto...

ah, ero io, wide..

dipendenzaaffettiva ha detto...

passi dallo scrivere post lunghi come temi a voler chiudere il blog, strano.
Scrivere è una cosa biologica che o ti viene spontanea oppure no, le cose sono due, o ti rode il culo o cerchi attenzioni (magari entrambe).
Io scrivo tutto quello che mi passa per la testa e nemmeno mi domando perchè e chi mi leggerà soprattutto...se dovessi non scrivere anche per molto tempo...lascerei il blog aperto e non mi porrei minimamente il problema...