8 febbraio 2012

TU NON SAI CHI SONO IO



-Ciao Sononera, tu che parli così bene l'inglese, puoi darmi un consiglio?

-Cosa? Io? Io parlo bene l'inglese? Ma quando mai! Beh, oddio, me la cavo con conversazioni di base, per il resto sono un disastro di natura, ma mi piace ascoltarlo e mi piace parlarlo, e faccio sempre capire a chi conversa con me quanto io sia innamorata dell'Inghilterra e della loro cultura.

-E infatti, anche io me ne sono accorta! Comunque, volevo chiederti: che consiglio mi dai per imparare a conversare? Sai io, vengo dal Kazakistan, conosco quattro lingue, ma l'inglese mi manca, per questo sto seguendo un corso al British Council, per imparare un pò di grammatica e conversazione, ma sono un disastro...

-Un disastro? Non credo affatto! Però posso darti un consiglio. A me, oltre alla pratica fatta al lavoro, ha aiutato tanto la visione di film e serie tv in lingua originale, iniziando prima con i sottotitoli in italiano, passando poi ai sottotitoli in inglese e infine facendone completamente a meno. E' bellissimo, perchè impari un sacco di termini nuovi e soprattutto hai finalmente la percezione di come recita un attore, ascolti la pronuncia e la sua voce originale, ed è una sensazione meravigliosa. Pensa che ora non riesco piu' a vedere nulla che sia doppiato!

-Grazie! Posso chiederti un favore: mi presteresti qualche dvd, se ne hai?

-Ma certo!Se mi ricordo ti faccio avere i due film di Bridget Jones, sono spassosissimi, puro divertimento, ma sono adattissimi per l'ascolto della pronuncia, visto che la storia è ambientata a Londra e dintorni.

-Evviva, mi piace, mi piace! Grazie cara, sei sempre così gentile.

-Figurati, con questo argomento vado a nozze. Chiunque voglia imparare sul serio l'inglese, ai miei occhi ha capito tutto della vita.

-E' vero, e poi è indispensabile, oggi giorno, se si vuole trovare un lavoro decente.

-Eh eh eh, direi che è requisito necessario, per fortuna, anche se qui in Italia, i ragazzi non sono messi in condizione di impare l'inglese come si deve. Manca quel tipo di cultura internazionale che è molto sentita nel nord Europa.

-Eh, già, anche nell'ex Unione Sovietica era così, anche prima dell'indipendenza, nonostante il comunismo e la religione, c'era un 'apertura per le altre culture molto piu' forte di quello che potresti pensare.

-Ci credo!

-Sai, io sono laureata in economia, ho un master in marketing, e ho lavorato per quattro anni nell'ufficio marketing Kazako della General Motors, poi sono venuta in Italia per problemi personali, e ormai sono dieci anni che vivo qui.

-Allora ti auguro il meglio, sei una persona curiosa e speciale, te lo meriti. In bocca al lupo.

Nota dell'autrice: questa che avete letto qui sopra è la riproduzione fedele della conversazione che ho avuto ieri pomeriggio con una ragazza davvero speciale, umile, intelligente e dotata di senso dell'umorismo.

Questa ragazza ha trentatre anni, la mia età, ed è una delle donne delle pulizie del posto in cui lavoro. E sta cercando di cambiare lavoro. Giustamente, visto che sa quattro lingue, è laureata e ha un master, ambisce a qualcosa di diverso.

E mentre noi giovani italiani di belle speranze guardiamo ancora allo specchio ogni mattina con il desiderio che le cose migliorino e insultando il paese in cui viviamo (tipo me, che ogni mattina mi affaccio alla finestra sperando di vedere i tetti scuri e la nebbia di Londra, e maledico di trovarmi ancora in questa disorganizzatissima città soleggiata munita di cuppolone) , LEI, la donna delle pulizie, utilizza con sacrificio una parte del suo stipendio per migliorare l'inglese. Ecco, a me le persone così tolgono il fiato. Anzi, no, ho proprio un'ammirazione e un amore viscerale per le persone così. Sono l'unico esempio che intendo seguire da oggi in avanti.

Ho preso coscienza che la cultura dell'italiano medio (mi ci metto anche io, perchè sono una mediocre italiana media) è: voglio fare la bella vita. Non è certamente: sono curioso, voglio migliorare me stesso, secondo le mie possibilità, vado a comprarmi un libro che mi emozionerà, programmo con pochi euro un viaggio che mi farà scoprire posti nuovi, mi commuoverò davanti ad un film che merita di essere visto, ho desiderio di imparare una nuova lingua che mi appassionerà.
Noi non siamo così. Noi siamo quelli che danno per scontato che lo straniero venuto in italia è solo uno che viene a fare lavori umili. Non gli spetta altro.
E noi, poveri giovani laureati italiani, non dobbiamo accontentarci di meno, noi lavori umili, proprio no, non si può.

Voglio gridare a gran voce che questa cultura non mi piace.

E' vero, ci meriteremmo di piu', ci meriteremmo di guardagnare duemila euro al mese e di avere la casa di proprietà con arredamento sopraffino, ci meriteremmo di fare vacanze di lusso, ci meriteremmo di avere i soldi per fare un uno o piu' figli, e offrirgli tutte le meraviglie della vita. Ci meriteremmo di avere i nostri parenti vicini, che ci aiutano a crescere la prole e creano un nido di fratellanza e calore che nessun altro ci può offrire, se siamo lontani.Ci meriteremmo il lavoro per cui abbiamo studiato, ci meriteremmo un riposo e tutele adeguati.
Tutto giustissimo.

Però poi penso a Lei, alla mia collega donna delle pulizie, penso alla sua voglia di vivere, e non posso fare a meno di sentirmi una emerita cogliona. Forse è venuto il momento di fare i conti con qualcosa di diverso. Con qualcosa che vada oltre la lamentela. Si chiama spirito di sacrificio. Si chiama semplicemente UMILTA'.

17 commenti:

LA CONIGLIA ha detto...

No words but a lot of thoughts...

Faith ha detto...

Condivido tutto quello che scrivi! Io vivo a Londra, e non é che sia tutto rosa e fiori, ma di certo é meglio della situazione stagnante che c'é in Italia.
Facciamo pena, come Paese, se una donna laureata, con un master ed esperienza non trova altro che fare la donna delle pulizie! Lavoro onesto e onorevole, ma forse lei ha studiato tanto, e sacrificato tanto, per altro.

Faith

Faith ha detto...

Dimenticavo... grazie per la tua risposta un paio di post piú sotto!

Lucy Van Saint ha detto...

Purtroppo l'umiltà è la qualità dei pochi.

Lucy van Pelt ha detto...

Ciao, che bello questo post. Ne ho parlato anche io qui qualche giorno fa. Devo pero' dire che gli emigrati fanno sempre lavori "altri": tanto per dirne una, sono appena arrivata a Miami e la mia laurea+specializzazione non sono riconosciute dal sistema educativo americano, ho dovuto ricominciare a studiare. Ora come ora potrei fare la cameriera, la commessa o la donna delle pulizie. Come i fiorai/pizzaioli/muratori egiziani in Italia che in patria erano avvocati.

sononera ha detto...

Coniglia mia: non pensarci troppo. Il rimprovero era contro me stessa.

Faith: So che non è facile, so che non farei mai un passo del genere, il mio sogno è di vivere a Londra per un pò, non per sempre, purtroppo non ho le palle, la forza, la testa per realizzarlo. Il mio ragionamento riguarda soprattutto la cultura che i nostri genitori ci hanno inculcato: mio figlio qui, mio figlio lì, la laurea a tutti i costi, non cercare lavori umilianti per il tuo tipo di percorso. Ecco, forse dovrebbero pensare un pò prima a cosa dire ai propri figli, sarebbe un atto di amore e responsabilità verso di loro. Ma so anche che non è semplice tornare indietro quando si è andati avanti..non so, è un discorso sconclusionato che devo mettere ancora a fuoco.

PS: comunque ti invidio, sallo. :-)

Lucy Van Saint: Purtroppo sì. Di pochi.

Lucy Van Pelt::-) oddio, ho letto tutto d'un fiato il tuo post, ecco, con parole molto piu' belle delle mie, hai centrato pefettamente il problema. E sono consapevole, come dici tu, che non è una prerogativa esclusivamente italiana. Ma spero che in America, come in inghilterra, si dia meno peso alla tipologia di lavoro che si svolge, per giudicare una persona. In Italia trovo che sia una questione invece molto sentita. In ogni caso ti auguro di trovare il modo affinchè i tuoi titoli di studio vengano riconosciuti. Ecchediamine..:-)
PS: INVIDIO PURE TE, una cifra..MIAMI? wow..stra wow..:-)

Lucy van Pelt ha detto...

:)
si, su questo hai perfettamente ragione. Da quello che mi sembra, qui se FAI la cameriera (che peraltro guadagna una cifra!) non SEI una cameriera. Siamo parecchio provinciali, si.

Kanachan ha detto...

tanto di cappello a questa ragazza, davvero! adesso mi sto adagiando un po' troppo sugli allori, devo riprendere a studiare un pochino, riprendere in mano il mio inglese che tengo comunque sotto allenamento, ma che devo davvero migliorare!!!
ciao!

Parola di Laura ha detto...

hai perfettamnete ragione. e non non mi aspettavo di leggere un epilogo del genere. Io sono la prima a lamentarmi e ad essere nella "media" ma cavolo, mi sento davvero piccola in questo momento.

Anonimo ha detto...

Non generalizzare per favore!
Quante ragazze dell'est vengono in italia solo in cerca di un marito benestante, oppure a fare le spogliarelliste o le pornostar o le prostitute di alto bordo (e non parlo delle poverette sfruttate sui marciapiedi) e non si sognerebbero MAI e poi MAI di fare le donne delle pulizie?!?!?
Dall'altra parte ci sono migliaia di ragazze italiane che ogni giorno vanno avanti tra sacrifici e tanta fatica per affermarsi!!
La tua collega è sicuramente da ammirare ma anche tantissime ragazze italiane lo sono!!
E' sempre sbagliato generalizzare

ziamaina ha detto...

1. questo post mi fa pensare :-)
2. vediamo come e se mi riconosco nella tua descrizione di italiana media:
a) Sono curiosa?
b) Voglio migliorare me stessa, secondo le mie possibilità? , anche adesso che sto nella cacca, che niente è certo tranne l'incertezza totale e che tutto il resto già lo sai, chettelodicoaffa'...
c) Vado a comprarmi un libro che mi emozionerà? , "purtroppo" per me i libri sono come le scarpe per Carrie Bradshaw; l'ultimo acquisto, domenica scorsa, un testo sull'alchimia, questo :-)
d) Programmo con pochi euro un viaggio che mi farà scoprire posti nuovi? Ni, poiché da un lato non mi piace viaggiare (vedi qui e qui perché), dall'altro -e soprattutto- tra tanti impegni indelegabili (leggi: gatti!) e quasi nulla soldi da utilizzare, l'unico viaggio che mi resta è quello nei ricordi. Ma sempre viaggio è.
e) Mi commuoverò davanti ad un film che merita di essere visto? , mi accade spesso, soprattutto con film che fanno parte di me e di ciò che sono (uno su tutti: American Beauty).
f) Ho desiderio di imparare una nuova lingua che mi appassionerà? , mi sono messa a studiare TEDESCO, da sola e con un senso del dovere al limite dell'autolesionismo...
Non so se ho superato il test: ciò che so è che a volte i luoghi comuni c'azzeccano e a volte, come in questo caso, no.
Per fortuna...
Un abbraccio a te, bacini a Ulisse e Penny bella :-)

sononera ha detto...

Scusami anonimo: ma chi ha generalizzato? E' la cultura Italiana , che è generale. Io vivo in una metropoli meravigliosa, anzi posso gridare a grande voce che vivo nella città piu' bella del mondo, sotto tutti i punti di vista. Allora perchè ho così forte il desiderio di andare via? Perchè la mentalità dell'italiano medio è idiota. (ovvio che di persone come me , che non fanno caso alla posizione sociale ma alla persona ce ne sono milioni) ..alla fine quello che conta è il lavoro che fai. In Italia, sei il lavoro che fai. Anche fuori di certo. Ma non dovrebbe essere così. E certo che è pieno di mignotte. Anche di quelle Italianissime mignotte Italiane che si fanno il capo per andare avanti sul posto di lavoro.La verità è che sullo straniero generalizziamo troppo.

ziamaina ha detto...

p.s. bellissimi questi font sempre nuovi... ma 'ndo li trovi? :-)

Cuore di ciccia ha detto...

"Tu non sai chi sono io". Se vuoi scoprirlo, nel mio blog ti ho citato nel "the versatile blogger!", se ti va di proseguire nel gioco, ti aspetto.

A presto,

cuore di ciccia

paolo ha detto...

ecco, è proprio questo il post che avrei sempre voluto scrivere ma lo hai fatto egregiamente tu, molto meglio di come avrei fatto io. complimenti e grazie (anche se temo che certa cultura lagnosa che pervade i nostri luoghi anagrafici sia refrattaria a benevole rivoluzioni).

Cupcakes ha detto...

Stasera, è la serata giusta per il famoso bagno d'umiltà.
Prima ho visto questo, WEEK 3, http://www.lab.leica-camera.it/lab/finalists/anna-adamo, poi ho letto il tuo post.

chiara ha detto...

ciao sononera, ho scoperto il tuo blog da poco ma ne sono gia' appassionata, complimenti :-) in comune abbiamo la super passione per i viaggi...e per i dolci ;-) passa a trovarmi se ti va! ciao e buona giornata