20 luglio 2012

THE SOCIAL NETWORK




Vivo in un tempo strano. Mi chiedo come passassi il tempo fino a sei anni fa, prima che i blog e successivamente i Social Networks prendessero spazio nella mia vita, nella vita di tutti.
Ricordo che non era così male, vivere senza. Certamente non ero ancora una lavoratrice a tempo pieno, ero solo una volenterosa stagista che si affacciava nel mondo del lavoro. Leggevo molto anche allora, libri stupidi, e di sicuro uscivo molto piu' di adesso. Avevo piu' enegia, avevo più autonomia, scattavo una miriade di foto con una digitale di discutibile qualità, avevo un Nokia basico con cui mandare messaggini alle mie migliori amiche, e ricevere telefonate, e molta piu' vita sociale in generale. Avevo un portatile in condivisione con mia sorella, su cui scribacchiavo le mie menate quotidiane. Oltre ad riempire una miriade di quaderni cartacei di pipponi improponibili sulla depressione e sulla dieta e sul fatto che non mi riconoscevo nel mio enorme fisico ciccione.

Poi, negli ultimi sei anni è successo questo:

Aprile 2007: scopro che si puo' scrivere e condividere con altri lettori. Per me appassionata di scrittura da che memoria ricordi, è una rivelazione. Due amici mi parlano questo fenomeno sempre crescente chiamato Blog. Negli Stati Uniti una roba gettonatissima. Se non hai il blog , non hai niente da dire. Se non hai il blog, sei uno sfigato. Ed è nato questo blog su Splinder, poi trasportato su Blog Spot sotto falsa identità. Che fortuna per voi , eh?

Settembre 2008: ricevo una mail minacciosa da una collega di Milano, conosciuta per lavoro in altra sede, : MA TU NON CE L'HAI IL PROFILO FACEBOOK?????MA IO COME FACCIO A CONTATTARTI ??????. Nello stesso giorno ricevo un sms dalla cugina che è all'estero, che mi cazzia in tutte le lingue del mondo: "Insomma, quando ti decidi ad aprire il profilo FACEBOOK???? Qui ce l'hanno tutti i miei amici, dai aprilo, così possiamo chattare, e puoi postare foto e ci teniamo in contatto". Dopo pochi giorni, una carissima ex compagna di scuola dalla mia amata Bologna, mi telefona dicendomi  senza nemmeno chiedermi come stai: ma allora, quando MI AGGIUNGI, così ti invio un poke per farti sapere che sto pensando a te? ". Dopo tanta insistenza, curiosissima di capire che cavolo sia un poke, e abbastanza tardi rispetto alla media, anche io decido di entrare nel vortice di Facebook. Mi basta un pomeriggio per trovarlo una cosa meravigliosa. (avrei avuto tempo di ricredermi , e leggere le numerose stronzate che questo social network può ospitare, ma vebbè so dettagli) . Via con la ricerca di persone che non sento e non vedo da una decade, perchè è chiaro, dobbiamo aggiungerci, dobbiamo sapere gli uni degli altri, dobbiamo sapere cosa ne è stato delle rispettive vite. E via con i tag alle foto, i post, i link, e la pubblicazione quotidiana del mio pensiero stupendo che nasce un poco strisciando.


Marzo 2009: su Corriere punto It, ma anche in moltissimi blog che ormai seguo da anni, leggo una parola, già sentita, ma non ancora focalizzata perfettamente dal mio cervello: Twittare. Premo sul link relativo e scopro questo social network così di elite, dove di base, si pubblico battute al vetriolo, e pensieri profondi (ah ah ah, anche qui quanto mi sarei dovuta ricredere), con gusto ed intelligenza. Sembra anche che le persone che ci scrivono sappiano l'italiano, oltre ad un ottimo inglese (poi sono arrivata io e ho abbassato definitivamente la media, ma vabbè so dettagli) . E ci sono i vip, sopratutto stranieri, che anche se in maniera molto superficiale, esprimono il proprio ego sulla timeline. Sono scesi dall'Olimpo e si sono trasformati in comuni mortali. Ok, apro il mio profilo pensando: che palle, ma chi mai potrebbe leggere le cose che ho da dire in 240 caratteri. La mia vita è vuota e banale, fondamentalmente non ho niente da raccontare del mio quotidiano. E d'altra parte, ma che me frega a me di quello che fa Demi Moore alle 10 di mattina con il suo Toyhusband,  o di un tizio perfettamente sconosciuto che parla molto male di Berlusconi ed è molto incazzato per tutti i mali che affliggono l'umanità? Invece poi, mi lascio andare. Scopro la divertentissima invenzione dell'Hashtag. E quindi. E' tutto un crescendo di conoscenze , relazioni virtuali e vivacità. #nonmeloaspettavo.

Gennaio 2010: Su molte delle bacheche dei blog che seguo, trovo il link a questa cosa meravigliosa che sembra una personale libreria virtuale. Si chiama Anobii. Ci sono scaffali che sembrano veri con le copertine dei libri letti, in lettura, desiderati, scambiati, prestati, regalati. Mi ci fiondo strombazzando, e non la smetto piu'. Passo giorni interi a ricostruire le letture del passato, ed è un viaggio difficile e meraviglioso. Inoltre bloggo, posto e twitto a piu' non posso. Sono perduta.


Marzo 2011: Decido che è ora di buttare nel cestino il mio vecchio Nokia. Acquisto uno Smartphone, uno abbastanza basico, che ho ancora, sognando l'I Phone che non è ancora per le mie tasche. Posso twittare , chattare , sparare minchiate direttamente dal telefono, ogni volta che mi pare. (quando funziona, perchè sto telefono, diciamoci la verità, è una carro bestiame di una lentezza inaudita). E vedo che qualcuno inizia a linkare robe meravigliose in un posto magico chiamato PINTEREST. Una novità, a cui non ci si iscrive se non su invito. Oddio, lo voglio, lo devo avere. Chiamo un'amica che ne capisce , e immediatamente mi invia l'invito. Ed da lì è tutto un pinnare (una parola che detesto, ora come ora) case e arredamenti da sogno, scarpe da urlo, foto meravigliose di gente famosa,  paesaggi incontaminati,  smalti colorati,  cibi orgasmici, animali tenerissimi. Sono per un periodo totalmente dipendente, fin tanto che capisco che tutta quella roba non sarà mai mia, mi viene la frustazione, e faccio del mio profilo un posto semi abbandonato. Perchè, fondamentalmente, mi rode il culo, ecco.

Marzo 2012: Diventa scaricabile l'applicazione di Instagram per Android. Un sogno che diventa realtà, per una maniaca delle foto come me. Al lancio, io sono una delle prime a scaricarla, e inizio a postare di tutto, utilizzando i pochi filtri che il mio terribile telefono mi mette a disposizione. Sogno ancora di piu' l'I Phone che mi permetterebbe di sbizzarrirmi molto di piu', ma va bene anche così, il mio latente esibizionismo è alfine soddisfatto. Meglio accontentarsi. Click, ecco qui, una foto delle mie bellissime scarpe nuove, click, la vetrina con i saldi, click la coda arruffata del gatto, click, la foto del mio abito da sposa, click, le mie mani che si intrecciano con le sue, click, lo smalto piu' bello della stagione, click, i bucatini all'amatriciana cucinati dal marito, click, quel palazzo così evocativo, click ,la splendida città di Roma. Non trovo il freno. Mi fotografo di fronte allo specchio in tutte le pose e a tutte le ore del giorno, sperando di rubare qualche scatto decente che mi faccia sembrare piu' magra e senza doppio mento, per poterlo condividere con il resto del mondo (Nella realtà sono un cesso, ma con i filtri e le pose giuste tutti mi dicono che sono bellissima) Inseguo i miei  gatti in giro per la casa, mentre dormono, mentre mangiano, mentre litigano, mentre fanno le fusa, e li immortalo in tutto il loro splendore (è vero, sono stupendi). Impedisco al Santuomo di iniziare a mangiare prima di aver scattato una foto alla pietanza, perchè il mondo deve sapere quanto è bravo a cucinare. (c'è bisogno di dirlo, è davvero bravo).  Evviva. Il mio ego cresce a dismisura, sono soddisfatta di me.
Per completare l'opera, decido di mollare anche i vecchi SMS a favore di una applicazione che hanno praticamente tutti quelli che conosco. Si chiama Wazzup, è come il buon caro e vecchio Messenger, non posso farmela sfuggire.

Ora, la questione è questa: Mio marito, uomo tecnologico all'ennesima potenza, ma molto piu' riservato di me, e quindi quasi del tutto fuori da questo marasma di roba, mi racconta la sua faticosa giornata lavorativa, tipica di ogni fine luglio che si rispetti. E io sono lì, alle nove di sera, distesa sul lettone, mentre lo ascolto distrattamente, con il libro che sto leggendo in questo periodo in una mano, e lo smart phone nell'altra. Twitto, e nell'attesa che qualcuno si faccia vivo e risponda ad una delle mie stronzate, do' una controllatina su facebook, così, per gradire. Sempre le stesse cose. Ok , sono annoiata, mi faccio una foto ai piedi e la posto immediatamente su Instagram, che il mondo ha bisogno di vedere le mie magnifiche estremità, altrimenti è perduto. Ok, mentre lo faccio mando messaggini a tutto spiano ad una delle mie migliori amiche con Wazzup, e butto un occhio al mio stupido libro. Oh, che bello, qualcuno mi ha mensionato e qualcuno mi ha ritwittato, biribiribip, biribiribip, sono orgogliosa di me. Nel frattempo vedo se ci sono dei commenti sul blog, già che ci sono. No, nessun commento, il mondo detesta le mie banalità, nessuno mi capisce, nessuno mi commenta, eppure tutto sommato era uno dei miei post preferiti, profondo, attuale, pieno di sogni e di speranze. Meglio dare qualche like da qualche parte, che tanto fa sempre bene. 
E mio marito parla , premuroso, attento, ne ha bisogno.

Mi sono persa quasi tutto. Mi sono persa la cosa piu' importante della giornata. Lo stare con LUI.
Mi sono detta che questo non può succedere, soprattutto quando saremo in vacanza, soprattutto quando siamo solo noi due, e il mondo là fuori.

Vi chiedo e mi chiedo: ma voi non vi sentite degli emeriti coglioni a stare per ore davanti al pc o sullo Smartphone pretenendo di mantenere i rapporti sociali in questo modo? Io comincio a detestarmi, a sentirmi stupida, e sopratutto ridicola, sempre piu' ridicola. So che molti di voi capiranno, so che molti detesteranno questo mio pensiero. Ma io devo ripulire la mia vita da queste cose, e ricominciare a trascorrere le mie giornate nella vita reale. Mi farà bene, ne sono sicura.

Buone vacanze a tutti, (anche se per le mie aivoja ancora) a chi passerà di qui, a chi non passerà, io  mi prendo una pausa dalla tecnologia e dai social. Non sarà affatto facile, perchè come tutte le cose belle della vita, queste creano dipendenza. Ovviamente non scomparirò, ma prometto solennemente che una scena come quella di ieri sera non si ripeterà.
MAI PIU'.
Qui però continuerò a scrivere. Per vostra gioia

13 commenti:

Miss Pansy ha detto...

Sarà che da queste parti siamo agli inizi, ma no! Quando l'ing. torna io abbandono le mie "pazzielle" e lui limita (tanto, lo so!) l'uso del whatsapp.
Abbiamo già poco tempo da passare insieme durante la settimana, non posso lasciarmelo fuggire.
Comunque prima della conclusione ho molto riso in certi passaggi e mi sono rivista (uno su tutti) con il mio instagram che è nato principalmente per fotografare quello che preparo e che mangio.

Io spero di beccarti sempre :*

Eli ha detto...

mi unisco a quelli che dicono che sei proprio bella! ho visto le foto e non sei per niente come ti descrivi..
uhm.. scusa l'ignoranza, ma cos'è quella magnifica scoperta del gennaio 2010?! me ignorante in materia!! :-)

Alahambra ha detto...

Da parte mia la risposta è semplice: non ho uno smartphone e non lo desidero affatto, anzi. Non ho un profilo Facebook e non ho nessuna intenzione di iscrivermici. Il mio blog è fermo ad aprile. Ho 8 persone che seguo fu Twitter e 4 che seguono me.
No, decisamente non mi sento una cogliona!

MichiVolo ha detto...

I social non fanno male, ma il loro abuso si!
Io al momento cazzeggio solo su Twitter, Facebook l'ho abbandonato anche perchè ormai ha stufato...e no, non mi sento una cogliona perché so che il mio stare sui social non toglie tempo alla vita reale, qualora questo dovesse succedere beh...sì, lì mi sentirei più che cogliona.

ero Lucy ha detto...

Allora innanzitutto grazie perche' io sono arrivata tardissimo a tutto questo e ho cominciato con blog+fb nemmeno due anni fa, ma a checzo serve un poke l'ho capito solo grazie a te.
Twitter lo odio, e' un soliloquio.
aNobii ma dove sei? perche' non c'e' il link qui?
Pinterest gia' ti followo tutta e prima o poi ti rubero' l'idea People I admire.
WhatsApp e' il mio pane quotidiano da quando sono expat.
Instagram ancora non mi ha chiamata, in compenso se vuoi ti suggerisco Polyvore, che trovo molto divertente, se vuoi dai un'occhiata in calce alla pagina del mio blog. Baci bellezza, e smetti di demolirti.

Eli ha detto...

grazie ero Lucy della "involontaria e indiretta" risposta al mio quesito.. ;-) corro a dare un occhio a aNobii.. e anche al link in calce al tuo blog!! hihi

Angst ha detto...

Davvero un bel post.
Io partivo prevenuta al mondo dei social network proprio per i motivi che tu hai spiegato e ti hanno travolta di recente, ma, che dire?Alla fine mi sono dettache è solo una nuova forma di intrattenimento, che fa parte dello spirito di quest'epoca e che è stupido rifiutarli a priori.
Ricorda però che sono i social network a stare al tuo sevizio, non tu al loro.

LA CONIGLIA ha detto...

Ti capisco, ah come ti capisco...
Io ho pure la fortuna di avere l'iPhone, pensa un po'! Peró di tutti i social non ho le notifiche attive. Ci entro quando voglio io, non quando loro mi dicono che ho notifiche!
Mi illudo così di esser io a controllare loro.
Mi illudo.

Futura ha detto...

ho gia scritto un post simile al tuo... riflessioni in comune! cmq passa da me tra un pochino, ho qualcosa per te!

Livia ha detto...

La malinconia del cercare di parlare con persone che guardano solo gli smartphone l'ho sperimentata in prima persona. E il mio basic Nokia lo rimpiazzerò solo con un altro Nokia tradizionale: peccato che non se ne trovino quasi più.
Personalmente, resterò ancorata al mio pc il più possibile, e iscritta solo a Facebook. Si può vivere, si può...

widepeak ha detto...

io vivo senza pc da gennaio, faccio l'indispensabile con l'aifon e chiaramente passo meno tempo "connessa" di prima.
è bellissimo, sai!

SuSter ha detto...

Magari se elimini lo smartphone è già tanta roba. Così limiti il tempo delle "cazzate" da social al tempo che passi al pc. E puoi sempre riesumare il caro vecchio nokia basic. io ne ho ancora uno, abbastanza basic (va be', ha la fotocamera, ma credo che possieda più o meno 10 pixel...)

Cupcakes ha detto...

Io ho avuto il pc in ritardo rispetto alla media, e l'adsl forse sono stata l'utima del mondo a metterlo a casa.

Ho iniziato con il blog, e poi ho avuto il periodi di follia su Myspace. Myspace era stupendo, meraviglioso, il sito migliore del mondo.

Poi si è diffuso Fb (io mi sono iscritta nel 2007 e nessuno lo usava, quindi eravamo io e io) e sono passati tutti di là.
Io Facebook lo amo.

Twitter lo odio invece, e odio gli hashtag, soprattutto perchè le persone li usano anche su Fb.
Ho un profilo Twitter da anni e non ci scrivo MAI.

Pinterest LO AMO DA MORIRE, ma ultimamente non mi funziona quasi più... la maggior parte delle foto che voglio postare, il pin it me le blocca immotivatamente.

E stamattina mi è arrivato infine l'Iphone. A breve sarò una nuova Instagramer e non vedo l'ora!