30 marzo 2012

LA PALESTRA

Per la seconda volta in meno di un mese, mi sono ammalata con tosse e raffreddore.
Ho il ciclo, e in questo periodo il mio potente superdeodorante sembra non avere effetto sulle mie ascelle.
Con la primavere le emicranie hanno ripreso a torturare il mio cranio almeno due volte al giorno, il colon è moooooolto irritabile, e mi fa pure male la capsula che il dentista mi aveva montato in bocca lo scorso anno, per la modica cifra di 1250 euro, esentasse.

Ma. Sono felice. Del mio essere cesso dentro, me ne faccio un vanto. Prima o poi troverò una soluzione al problema. Intanto oggi ho la visita di idoeità per la palestra, e lunedì prossimo dovrei iniziare. Dovete sapere che prima di iniziare a lavorare ormai piu' di cinque anni fa, io ero una sportiva provetta. Adoravo la palestra, e avendone una meravigliosa e abbordabile vicino casa, ero sempre lì dentro a massacrarmi le chiappe. Era un sacrificio fino ad un certo punto, visto che nel periodo di studio potevo scegliere la pausa pranzo per fare movimento, e questo agevolava il consumo di calorie.

In realtà non ho mai pesato tanto come in quel periodo. Però era diverso, facendo sport. Mi sentivo una leonessa. Dopo due ore di sfiancanti lezioni di step coreografico + bodypump, o alle volte fit box, io ero una persona migliore.
In quel periodo ingrassavo, è vero, a causa del mio disturbo alimentare, ma non avevo altri problemi. No mal di testa feroci, no dolori mestruali lancinanti, no sindrome premestruale da urlo, no raffreddori, no mal di gola.
Tutte queste cose si erano del tutto ritirate.
E soprattutto, la cosa fantistica era non sentirsi mai stanchi. Certo, le discese ardite e le risalite, con 100 chili sulla groppa erano comunque pesanti. Per il resto, riuscivo a fare tutto e meglio.
Non so dove andrò a finire facendo questa scelta, magari paradossalmente il fatto di fare il sacrificio grandissimo di andare in palestra dopo 11 o 12 ore di lavoro sfiancante mi porterà a mangiare il triplo. Magari invece non avro' davvero piu' il tempo di mangiare e dimagrirò a vista d'occhio. Una cosa è certa. Ci devo provare. Perchè dio bono, non si può avere mal di schiena appena scesi dal letto. Tenerselo tutto il giorno, e tornare nel letto la sera senza che quello sia passato.
Un piccolo passo per il mondo, un grande passo per il cesso che è in me.
Vi farò sapere. Cià.

Nota dell'autrice: questo post è di un insulso che piu' insulso non si può. Ma serve a me, per ricordare la mia decisione storica di iscrivermi in palestra , perchè quando uno è fermo da troppo, in tutti i sensi, è bene ricordare. Anche se dentro di me so che finchè non vado non credo. Che fiducia che ho in me, ammazza. Ad ogni modo pubblico di seguito, per la gioia dei VOSTRI occhi, alcune delle paleste piu' belle del mondo, così, giusto per farvi capire il mio concetto del tutto utopico del piacere di fare movimento. Sia chiaro, la mia palestra va benissimo, ma insomma, come si dice sempre,
è bello sognare.






 

23 marzo 2012

DOMANI TORNO BUONA


Odio il fatto che io mi senta sempre una nullità. Anche Lui, Il Santuomo, alle volte ha il subodolo potere di farmici sentire. E non è sua intenzione, perchè le sue sono critiche iper costruttive dentro una storia di ordinaria convivenza, che mi dicono si chiama " matrimonio".
Eppure. Io mi ci sento. Inadeguata, indietro, fallita, grassa (ok ok, questa non c'entra nulla, ma ci sta sempre bene, e lo sapete), piu' che altro pigra e statica. In certe giornate giustifico la mia stanchezza pensando di avere questa malattia cronica qui. Sono ridicola. Vabbuo'.
Come amo LEI, quando dice : Obi-Wan Kenoby, aiutami tu. E già, aiutami tu. (mmm, come sei figo, Obi)



Invece, troppo spesso, dimentico quello che faccio, tanto, bene, troppo. Tutti i giorni. Niente che milioni di donne multitasking non facciano, sia chiaro, ma pure io mi infilo nel mucchio.
Invidio le persone che riescono a fare palestra, piscina, cinema, teatro, corso di fotografia, corso di bricolage, corso di cucina, lezioni di tango, merengue e cha cha cha.
Ovviamente quelle che lavorano dodici ore al giorno e POI riescono a fare tante cose. E magari hanno dei figli. Per giunta. Le invidio, le stimo, le ammiro. Non so come fanno. Ma sono delle grandi persone. Di solito sono donne. Ma ci metto anche qualche buon uomo che si fa un culo così e in ogni caso riesce a coltivare i propri interessi.

Le persone che non lavorano, o lavorano poco, per scelta ovviamente, no, non le invidio.
So tutti bravi, a fare palestra e a coltivare gli hobbies se hai 12 ore al giorno in piu' a disposizione.
So tutti bravi a dire: "eh, a un certo punto, ho pensato che non potevo andare avanti così, che dovevo guardare all'essenziale, e quindi mi sono presa del tempo per me. Per rivedere i miei spazi, pensare ai miei cari, viaggiare, cercare una nuova casa, un nuovo mondo, prendermi cura delle mie unghie con il gel, fare Yoga, andare dal dietologo, rimettermi in forma, e magari , che ne so, anche una bella psicoterapia"
E suvvia, criticatemi, ma è quello che penso. Che questa gente non si capacita di cosa vuol dire sudarsi la pagnotta. No, proprio no. Forse è gente ricca di famiglia, forse non ha bisogno di lavorare, forse ha un marito o una moglie da cui si fa mantenere, forse c'ha piu' culo di me. Non lo so.
Oggi scrivo cose odiose, forse voglio che il mondo mi detesti. Domani torno buona, anzi buonista, come mi accusa sempre di essere una delle mie piu' care amiche. Oggi va così. Ho un rodimento di culo sindrome premestruale che me se magna viva.

E quindi cari miei, e care mia, che venite a dirmi: sei una donna impigrita, non esci piu', non fai altro nella vita che entra in ufficio- esci dall'ufficio. Che vita monotona. Che palle.
Ecco, a voi proprio a voi, volevo dire che: prima di parlare, contate fino a duemila. Che io qui a Roma sono sola, non ho mammina e papino che lavano e stirano per me, ne' suocera e suocero che possono dare una mano. Sono sola, insieme a mio marito, e non posso permettermi una COLF che faccia le cose al posto mio.
Non ho una macchina, che faciliterebbe i miei spostamenti se mai decidessi di fare qualche chilometro in piu' e dedicarmi a qualcosa di buono per me stessa, e certamente non ho grandi tecnologie che mi aiuterebbero a velocizzare le mie cucine, perchè nulla di quello che ho a Roma è mio. Un forno che non funziona, una lavatrice vecchissima. Anche solo un'asciugatrice mi cambierebbe la vita, ve lo giuro. Però posso farcela, devo farcela, perchè , se mai poi avrò un figlio, tutto questo caos che non riesco a far quadrare, dove lo metto?
Cio' nonostante sono molto fortunata, perchè lavoro, e vivo in una città così bella. Ma alle volte non reggo. Non reggo che mi si dica di cambiare vita, che così non si può andare avanti, che devo pensare di fare qualcosa di costruttivo e non vegetare. Ma la gente che ne sa? In generale, ma soprattutto, che ne sa di quello che uno vuole? Si fanno sacrifici. E va bene così. Nulla è lineare. E va bene così.
Non ho fatto la scelta piu' facile, e non me ne pento affatto. Forse non mi è capitato , non sono stata così fortunata. Non so come funzionano queste cose, in fondo. Ma so che quello che ho me lo sudo, tanto, ogni giorno. Per ora questa consapevolezza non mi fa nè caldo nè freddo, piu' in là potrebbe darsi che io provi un sentimento che ancora non conosco e che si chiama "essere orgogliosi di sè".

8 marzo 2012

LONDRA CHIAMA

E quindi ho compiuto trentatrè anni.
Quando a gennaio scorso ho realizzato con orrore che sì, sarei passata ufficialmente e definitivamente nella fase della vita che si può definire vecchiaia "essere adulti", ho deciso che mi meritavo un regalo. Un regalo auto-prodotto, di quelli grandi, di quelli che fanno bene alla salute.
Per mio compleanno ho deciso che avrei voluto il regalo piu' consolatorio che si possa desiderare.

Una borsa Louis Vuitton ? Naaa
Una giornata in una Beauty Farm extra lusso? Manco pe' niente.
Una tripla seduta di agopuntura, massaggio plantare, mesoterapia antifame, anticellulite, antitrippa,  anti-tutto? Neanche morta.
Un concertone di quelli megagalattici con "pogaggio" finale? Per carità.

                                                           The answer was : LONDON

E Londra è stata. Presi gli ultimi nostri sudati risparmi, e investiti in un compleanno a Londra.
Perchè io dico "Londra" e sto subito meglio. Dico "Londra" e mi passa la paura di volare.
Dico "Londra" e il cervello bacato che mi ritrovo si riconcilia con il mondo.

Perchè per me, dalla tenera età di quattordici anni, (ovvero dall'età in cui ho visto Londra la prima volta) funziona così:

Ho preso un brutto voto a scuola----Londra

Il tipo che mi piace non mi caga di striscio ----Londra

Mi sono trasformata in una vacca svizzera e non riesco a dimagrire----- Londra

Amo Roma, ma in questa città non funziona un cazzo, le metro puzzano, c'è traffico da paura, gli affitti costano un occhio della testa---Londra

Il mio guardaroba fa acqua da tutte le parti e ho bisogno di farne un unico, gigantesco rogo ---Londra

Non ho avuto la promozione che speravo-----Londra
Ho litigato con il mondo intero ----Londra

Lo so, sono pazza, di parte, snobbona, esagerata, ma su di me, Londra, funziona. Tanto, e bene.
Se poi decidi di andare a Londra con un meraviglioso neo-marito, beh, funziona molto di piu'.

Londra è la soluzione al problema. Non so di preciso quale sia il problema, fatto sta che quattro giorni a Londra sono valsi bene un conto in banca sotto zero.

Se Londra chiama chiunque, a me chiama almeno una volta l'anno, e allora tocca rispondere, tocca partire. Sempre. O quasi.

Londra è la mia città preferita, e questo lo sapete, è la città in cui mi piacerebbe aver vissuto dai venti ai trentanni, non mi trasferirei adesso solo perchè sarei troppo lontana dall'Abruzzo e dai miei, ma insomma, questo è l'unico motivo per non desiderare di invecchiare lì.
Quando sono a Londra io mi sento a casa. Anche se cammino in strade che non ho mai visto. Anche se mangio in posti in cui il cibo è di dubbia provenienza. Anche se francamente, è dura vivere senza bidet.
Non è una metropoli che mi sovrasta, sarà che tutto funziona così bene, ma è anche caotico al punto giusto per non farmi subire la noia e la frustrazione di vivere in un posto troppo piccolo.
E poi ci sono un sacco di colori, profumi, cibi, negozi, vetrine, locali, quartieri, e tutto è al posto giusto.
Non è esteticamente così solare e chiara come vuole sembrare, dopo tutto non è Roma, che oggettivamente non ha eguali ed è il posto visivamente piu' bello del mondo.

Ma PER ME è Londra la piu' bella, perchè ha una personalità British alla quale la mia personalità vorrebbe assomigliare. E per la pioggia , non fa niente. Ci si abitua, dopo un pò.

E quindi sono andata, e sono tornata. Con La Febbre.
Perchè non è che uno a Londra ci va in maniera sana e normale, dopo aver pianificato ogni minimo spostamento, dettaglio, luogo, nome, mare, fiume, fiore, quartiere da visitare.
Se prima di partire non ti ammali, la cura non è valida. E quindi, in completa confusione e disaccordo, ho trascinato i bacilli romani su suolo Britannico. Che volete che sia. Giusto un pò di sanissimo rodimento di chiulo, che ho praticamente tutti i giorni.

Il programma per il mio compleanno è saltato miseramente. Dovevo incontrare parecchi amici, e per un motivo o per un altro non sono riuscita a vedere nessuno.

Però se volete qualche suggerimento su cosa si può fare a Londra quando si è muniti di febbre catarrosa, io ve ne lascio qualcuno qui sotto, in versione fotografica.











E tanto, tanto altro. Che però, tengo per me.

E per finire, cantiamo tutti insieme: Taaaanti auguuuri a meeee, tanti auguuuri a me!! 
Che sono diventata una vecchiooonaaaa, taaanti auguuuri aaaaaa me!!