20 luglio 2012

THE SOCIAL NETWORK




Vivo in un tempo strano. Mi chiedo come passassi il tempo fino a sei anni fa, prima che i blog e successivamente i Social Networks prendessero spazio nella mia vita, nella vita di tutti.
Ricordo che non era così male, vivere senza. Certamente non ero ancora una lavoratrice a tempo pieno, ero solo una volenterosa stagista che si affacciava nel mondo del lavoro. Leggevo molto anche allora, libri stupidi, e di sicuro uscivo molto piu' di adesso. Avevo piu' enegia, avevo più autonomia, scattavo una miriade di foto con una digitale di discutibile qualità, avevo un Nokia basico con cui mandare messaggini alle mie migliori amiche, e ricevere telefonate, e molta piu' vita sociale in generale. Avevo un portatile in condivisione con mia sorella, su cui scribacchiavo le mie menate quotidiane. Oltre ad riempire una miriade di quaderni cartacei di pipponi improponibili sulla depressione e sulla dieta e sul fatto che non mi riconoscevo nel mio enorme fisico ciccione.

Poi, negli ultimi sei anni è successo questo:

Aprile 2007: scopro che si puo' scrivere e condividere con altri lettori. Per me appassionata di scrittura da che memoria ricordi, è una rivelazione. Due amici mi parlano questo fenomeno sempre crescente chiamato Blog. Negli Stati Uniti una roba gettonatissima. Se non hai il blog , non hai niente da dire. Se non hai il blog, sei uno sfigato. Ed è nato questo blog su Splinder, poi trasportato su Blog Spot sotto falsa identità. Che fortuna per voi , eh?

Settembre 2008: ricevo una mail minacciosa da una collega di Milano, conosciuta per lavoro in altra sede, : MA TU NON CE L'HAI IL PROFILO FACEBOOK?????MA IO COME FACCIO A CONTATTARTI ??????. Nello stesso giorno ricevo un sms dalla cugina che è all'estero, che mi cazzia in tutte le lingue del mondo: "Insomma, quando ti decidi ad aprire il profilo FACEBOOK???? Qui ce l'hanno tutti i miei amici, dai aprilo, così possiamo chattare, e puoi postare foto e ci teniamo in contatto". Dopo pochi giorni, una carissima ex compagna di scuola dalla mia amata Bologna, mi telefona dicendomi  senza nemmeno chiedermi come stai: ma allora, quando MI AGGIUNGI, così ti invio un poke per farti sapere che sto pensando a te? ". Dopo tanta insistenza, curiosissima di capire che cavolo sia un poke, e abbastanza tardi rispetto alla media, anche io decido di entrare nel vortice di Facebook. Mi basta un pomeriggio per trovarlo una cosa meravigliosa. (avrei avuto tempo di ricredermi , e leggere le numerose stronzate che questo social network può ospitare, ma vebbè so dettagli) . Via con la ricerca di persone che non sento e non vedo da una decade, perchè è chiaro, dobbiamo aggiungerci, dobbiamo sapere gli uni degli altri, dobbiamo sapere cosa ne è stato delle rispettive vite. E via con i tag alle foto, i post, i link, e la pubblicazione quotidiana del mio pensiero stupendo che nasce un poco strisciando.


Marzo 2009: su Corriere punto It, ma anche in moltissimi blog che ormai seguo da anni, leggo una parola, già sentita, ma non ancora focalizzata perfettamente dal mio cervello: Twittare. Premo sul link relativo e scopro questo social network così di elite, dove di base, si pubblico battute al vetriolo, e pensieri profondi (ah ah ah, anche qui quanto mi sarei dovuta ricredere), con gusto ed intelligenza. Sembra anche che le persone che ci scrivono sappiano l'italiano, oltre ad un ottimo inglese (poi sono arrivata io e ho abbassato definitivamente la media, ma vabbè so dettagli) . E ci sono i vip, sopratutto stranieri, che anche se in maniera molto superficiale, esprimono il proprio ego sulla timeline. Sono scesi dall'Olimpo e si sono trasformati in comuni mortali. Ok, apro il mio profilo pensando: che palle, ma chi mai potrebbe leggere le cose che ho da dire in 240 caratteri. La mia vita è vuota e banale, fondamentalmente non ho niente da raccontare del mio quotidiano. E d'altra parte, ma che me frega a me di quello che fa Demi Moore alle 10 di mattina con il suo Toyhusband,  o di un tizio perfettamente sconosciuto che parla molto male di Berlusconi ed è molto incazzato per tutti i mali che affliggono l'umanità? Invece poi, mi lascio andare. Scopro la divertentissima invenzione dell'Hashtag. E quindi. E' tutto un crescendo di conoscenze , relazioni virtuali e vivacità. #nonmeloaspettavo.

Gennaio 2010: Su molte delle bacheche dei blog che seguo, trovo il link a questa cosa meravigliosa che sembra una personale libreria virtuale. Si chiama Anobii. Ci sono scaffali che sembrano veri con le copertine dei libri letti, in lettura, desiderati, scambiati, prestati, regalati. Mi ci fiondo strombazzando, e non la smetto piu'. Passo giorni interi a ricostruire le letture del passato, ed è un viaggio difficile e meraviglioso. Inoltre bloggo, posto e twitto a piu' non posso. Sono perduta.


Marzo 2011: Decido che è ora di buttare nel cestino il mio vecchio Nokia. Acquisto uno Smartphone, uno abbastanza basico, che ho ancora, sognando l'I Phone che non è ancora per le mie tasche. Posso twittare , chattare , sparare minchiate direttamente dal telefono, ogni volta che mi pare. (quando funziona, perchè sto telefono, diciamoci la verità, è una carro bestiame di una lentezza inaudita). E vedo che qualcuno inizia a linkare robe meravigliose in un posto magico chiamato PINTEREST. Una novità, a cui non ci si iscrive se non su invito. Oddio, lo voglio, lo devo avere. Chiamo un'amica che ne capisce , e immediatamente mi invia l'invito. Ed da lì è tutto un pinnare (una parola che detesto, ora come ora) case e arredamenti da sogno, scarpe da urlo, foto meravigliose di gente famosa,  paesaggi incontaminati,  smalti colorati,  cibi orgasmici, animali tenerissimi. Sono per un periodo totalmente dipendente, fin tanto che capisco che tutta quella roba non sarà mai mia, mi viene la frustazione, e faccio del mio profilo un posto semi abbandonato. Perchè, fondamentalmente, mi rode il culo, ecco.

Marzo 2012: Diventa scaricabile l'applicazione di Instagram per Android. Un sogno che diventa realtà, per una maniaca delle foto come me. Al lancio, io sono una delle prime a scaricarla, e inizio a postare di tutto, utilizzando i pochi filtri che il mio terribile telefono mi mette a disposizione. Sogno ancora di piu' l'I Phone che mi permetterebbe di sbizzarrirmi molto di piu', ma va bene anche così, il mio latente esibizionismo è alfine soddisfatto. Meglio accontentarsi. Click, ecco qui, una foto delle mie bellissime scarpe nuove, click, la vetrina con i saldi, click la coda arruffata del gatto, click, la foto del mio abito da sposa, click, le mie mani che si intrecciano con le sue, click, lo smalto piu' bello della stagione, click, i bucatini all'amatriciana cucinati dal marito, click, quel palazzo così evocativo, click ,la splendida città di Roma. Non trovo il freno. Mi fotografo di fronte allo specchio in tutte le pose e a tutte le ore del giorno, sperando di rubare qualche scatto decente che mi faccia sembrare piu' magra e senza doppio mento, per poterlo condividere con il resto del mondo (Nella realtà sono un cesso, ma con i filtri e le pose giuste tutti mi dicono che sono bellissima) Inseguo i miei  gatti in giro per la casa, mentre dormono, mentre mangiano, mentre litigano, mentre fanno le fusa, e li immortalo in tutto il loro splendore (è vero, sono stupendi). Impedisco al Santuomo di iniziare a mangiare prima di aver scattato una foto alla pietanza, perchè il mondo deve sapere quanto è bravo a cucinare. (c'è bisogno di dirlo, è davvero bravo).  Evviva. Il mio ego cresce a dismisura, sono soddisfatta di me.
Per completare l'opera, decido di mollare anche i vecchi SMS a favore di una applicazione che hanno praticamente tutti quelli che conosco. Si chiama Wazzup, è come il buon caro e vecchio Messenger, non posso farmela sfuggire.

Ora, la questione è questa: Mio marito, uomo tecnologico all'ennesima potenza, ma molto piu' riservato di me, e quindi quasi del tutto fuori da questo marasma di roba, mi racconta la sua faticosa giornata lavorativa, tipica di ogni fine luglio che si rispetti. E io sono lì, alle nove di sera, distesa sul lettone, mentre lo ascolto distrattamente, con il libro che sto leggendo in questo periodo in una mano, e lo smart phone nell'altra. Twitto, e nell'attesa che qualcuno si faccia vivo e risponda ad una delle mie stronzate, do' una controllatina su facebook, così, per gradire. Sempre le stesse cose. Ok , sono annoiata, mi faccio una foto ai piedi e la posto immediatamente su Instagram, che il mondo ha bisogno di vedere le mie magnifiche estremità, altrimenti è perduto. Ok, mentre lo faccio mando messaggini a tutto spiano ad una delle mie migliori amiche con Wazzup, e butto un occhio al mio stupido libro. Oh, che bello, qualcuno mi ha mensionato e qualcuno mi ha ritwittato, biribiribip, biribiribip, sono orgogliosa di me. Nel frattempo vedo se ci sono dei commenti sul blog, già che ci sono. No, nessun commento, il mondo detesta le mie banalità, nessuno mi capisce, nessuno mi commenta, eppure tutto sommato era uno dei miei post preferiti, profondo, attuale, pieno di sogni e di speranze. Meglio dare qualche like da qualche parte, che tanto fa sempre bene. 
E mio marito parla , premuroso, attento, ne ha bisogno.

Mi sono persa quasi tutto. Mi sono persa la cosa piu' importante della giornata. Lo stare con LUI.
Mi sono detta che questo non può succedere, soprattutto quando saremo in vacanza, soprattutto quando siamo solo noi due, e il mondo là fuori.

Vi chiedo e mi chiedo: ma voi non vi sentite degli emeriti coglioni a stare per ore davanti al pc o sullo Smartphone pretenendo di mantenere i rapporti sociali in questo modo? Io comincio a detestarmi, a sentirmi stupida, e sopratutto ridicola, sempre piu' ridicola. So che molti di voi capiranno, so che molti detesteranno questo mio pensiero. Ma io devo ripulire la mia vita da queste cose, e ricominciare a trascorrere le mie giornate nella vita reale. Mi farà bene, ne sono sicura.

Buone vacanze a tutti, (anche se per le mie aivoja ancora) a chi passerà di qui, a chi non passerà, io  mi prendo una pausa dalla tecnologia e dai social. Non sarà affatto facile, perchè come tutte le cose belle della vita, queste creano dipendenza. Ovviamente non scomparirò, ma prometto solennemente che una scena come quella di ieri sera non si ripeterà.
MAI PIU'.
Qui però continuerò a scrivere. Per vostra gioia

14 luglio 2012

LO SPAZIO DEI SOGNI

Leggo i post degli ultimi quattro anni, e quando parlo di me , parlo solo di doveri.
Vedi scritto precendente e relativi punti elencati. Non una volta che mi dilunghi sulle cose che vorrei. INVECE IO POSSO.
Quante volte mi sarò ripetuta questa frase nel cervello bacato che mi ritrovo: oh oh oh (Babbo Natale mode on) , la so io la risposta: ZERO.
Nella mia testa io non posso, MAI.

E poi stamattina ho letto il post di POLLY. E non so perchè, mi sono messa a piangere così, davanti al pc, bagnando la tastiera di lacrime salate e bellissime.
Che lei riesca sempre a toccare le corde giuste è un dato assodato, che lei evochi, racconti e parli di se' in una maniera sublime anche, che lei dica profonde verità è una certezza. La mia risposta la scrivo qui, in questo posto, per aiutarmi a ricordare:

Che io posso. Soprattutto posso volere.

Desidero viaggiare moltissimo, desidero recuperare il tempo perduto.
Per le persone "normali" sembra una banalità, ma io ho rinunciato a moltissime occasioni di viaggio e di scoperta a causa degli attacchi di panico e della fobia dell'aereo. Per dodici lunghi anni sono stata ferma, sul posto. Vedendo persone che andavano e venivano, nei loro sacchi a pelo, all'avventura, andando a trovare lo zio in Nuova Zelanda, il cugino a Nairobi, il nonno nel ridente Connecticut. E io lì, ferma , senza soldi, ma soprattutto , con la mia paura sul groppone. Vorrei vedere il Giappone, e altre grandi Metropoli, vorrei perdermi nel paesaggio della Patagonia, e tornare di nuovo a New York. Vorrei girare la Turchia, fare a piedi le salite e discese di Lisbona, vedere l'oceano indiano da uno degli atolli piu' sperduti delle Maldive. E tanto tanto altro. Venderò un rene al piu' presto, affinchè il mio sogno diventi realtà.

Desidero pesare ottanta chili. Ok, questa è una baggianata, per i puristi della dieta e i nutrizionisti di sto cazzo (vedi Dukan, di cui parlero' approfonditamente in un altro post, così vi dico cosa ne penso) che affermano con sicurezza di sapere esattamente QUALE SIA IL TUO PESO IDEALE.
Ecco, io me lo sono calcolato da sola il mio raggiungibilissimo peso ideale: certo, è bello sognare di tornare ad essere quella che ero a ventanni, ma è molto piu' sano porsi obiettivi raggiungibili. Nel mio stato psicologico è molto piu' difficile perdere 26 chili che perderne 10. E quindi 10 siano. Sì, voglio perdere 10 chili, con grande sforzo ma in maniera gioiosa e positiva. Sarà la donna piu' fiera e felice del mondo con indosso una 46/48. Viva Dio.

Desidero il cassettone dei trucchi di Clio. Vabbè, non è una di quelle grandi speranze che cambierebbero la storia dell'umanità, ma sì, mi piacerebbe avere quel cassettone e tutto il suo contenuto che per quanto ne so dovrebbe valere almeno 1 milione di euro. Le scriverò, così me lo faccio inviare, le spese di spedizione dagli Stati Uniti ovviamente gliele pago io. Che poi lei perda il lavoro è un dettaglio.

Desidero trasferirmi a Londra per tre mesi. E' un sogno molto difficile, molto molto difficile, ma davvero davvero difficile (vabbè abbiamo capito, però questo è il tuo personale spazio dei sogni, e che te frega, magari un giorno ci andrai a vivere a Londra, e non sarai neanche così vecchia, quando succederà)
Tre mesi sono fattibili, servono ad una come me per entrare nel meccanismo di questa città così meravigliosa che amo così tanto, senza dover rifare la valigia dopo poco e non averci capito un cazzo. Ci sono stata cinque volte a Londra, e ogni volta alla partenza mi guardavo nello specchio e mi dicevo: ancora un po', fatemi restare ancora un pò. Io credo che Londra avverta il mio amore incondizionato per LEI, e mi accoglierebbe a braccia aperte.

Desidero avere sempre voglia di scrivere come ce l'ho in questo periodo. Da un anno a questa parte ho avuto il blocco dello scrittore, improvvisamente la voglia di scrivere è tornata prepotente come non mai. E io scrivo, scrivo e scrivo ovunque, su agendine, quadernetti, blog, twitter, instragram,  e chi piu' ne ha piu' ne metta, perchè ho troppi pensieri che devono venire fuori in ogni modo e misura, in lunghe pagine o in poche frasi scritte al volo in pausa pranzo. Scrivere per me non è un arte, è una medicina. E non devo dimenticarlo, anche se scrivo di merda, anche se non interessa a nessuno. Interessa a me. Da sempre.

Desidero ardentemente smettere la palestra. Sono ingrassata da quando ci vado, non è la strada giusta per me. Anche se mi piace moltissimo, devo fare i conti con la realtà. La mia realtà prevede qualcosa di alternativo al meccanismo "sveglia-caffè colazione- doccia-trucco- prepara la borsa-fatti dieci ore di lavoro folle e fatto bene-vieni fuori dall'ufficio, prendi la borsa - recati in palestra - infila il costume-sentiti una dea che nuota della vasca con i suoi novanta chili- doccia -asciuga-vestiti-scarpe-corri a casa-spesa -cena -e altre importanti amenità" . Non voglio vincoli. Ne ho già troppi, davvero troppi, nella mia schedulatissima giovane vita.

Desidero un figlio. Anche per me alla fine, è arrivato. L'impetuoso istinto materno che mi spaventava piu' di ogni altra cosa, è arrivato anche per me, per una come me, piena di disastri mentali dalla tenera età di 12 anni.   Ora devo solo conciliare questi disastri mentali con il fatto che voglio avere un bambino, il mio bambino, che ogni notte sogno di cullare e abbracciare appena tirato fuori dal mio ventre. Sembra per voi una stupidaggine, ma per me non è così immediata , la cosa. Ma questo desiderio è la cosa piu' deliziosa che il mio cuore abbia provato, ve lo assicuro. Chi è già madre,sa.



9 luglio 2012

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO

Questo mese di luglio sarà lungo e intenso;
Nell'ordine devo ancora.
1) Chiamare la nutrizionista per debellare al fine il mio imbarazzante sovrappeso
2) Prendere appuntamento dall'endocrinologo
3) Fare analizzare il mio sangue in tutti i modi possibili e immaginabili, causa debolezza e latente anemia
3) Curare un dente per la modica cifra di 1500 euro
4) Andare in palestra, che sono tre settimane che non ci metto piede
5) Spalmare una quantità considerevole di crema anticellulite sulle mie chiappone
6) Iniziare la serie televisiva del momento. (REVANGE) che senno' Lucy mi corca
7) Andare dal ginecologo e cercare una soluzione. (a tutto, meglio non specificare, che non me la sento)
8) Smettere di fumare. (certo come no)
9) Bonificare casa (ieri il Santuomo ha pulito tutta casa, vetri e mura sudicie della cucina compresi, ma quanto amo quest'uomo? moltissimo. Pur tutta via rimane da fare una cosa: BUTTARE IL CIARPAME ACCUMULATO, come ad esempio, un paio di tv mal funzionanti dal lontano duemilaotto, che ormai fungono da poggia piante.
10) Avere una vita sociale a costo zero. (per i punti di cui sopra)


Tutto quello che invece sono stata capace di fare in questo periodo è leggere.
I libri mi chiamano, io rispondo. Per me estate è soprattutto lettura, la cosa che mi fa gasare piu' di ogni altra cosa è posizionarmi ALL'OMBRA del mio solido e vecchissimo ombrellone, con il blu del mare di fronte, e perdermi per ore ed ore nelle pagine del mio libro.

Vengo da una lettura impegnativa, fatta in un periodo da mandare ai pazzi, ma inevitabile, perchè quello era IL LIBRO. Ve ne ho riportato uno stralcio in uno dei post piu' recenti, e se leggerete attentamente capirete perchè questo è IL MIO LIBRO, oltre ad essere il libro che tutte le donne devono leggere, e conservare gelosamente sul comodino, per risfogliarlo di tanto in tanto e ricordarsi chi sono, chi siamo, chi saremo e chi siamo state, soprattutto.
Leggere l'ultima pagina mi ha provocato una emozione indescrivibile.



Dopo di cio' ero stremata, ma bramosa di continuare la lettura, e allora mi sono fiondata sull'ultimo, autoreferenziale e autobiografico libro di Gramellini, finendolo in una giornata. Anche questo libro, per quanto imperfetto, mi ha stregata, colpita e affondata , in pieno.



Insomma, mi sono anche un pò rotta i maroni di essere sopraffatta dalle mie letture. Ho cercato qualcosa di leggero, divertente e intrigante sul sito dei desideri, quello in cui vado a spulciare e compro sistematicamente on line. (e grazie al quale mi hanno clonato la Postepay, e fottutto duecento sudatissimi euro de li mortacci loro).

Alla fine ho comprato senza tanto pensare questo libro, fidandomi del giudizio di tutte le donne del mondo. (oh, che cavolo, tutte le donne del mondo avranno pure un pò di sale in zucca)




Non sono amante della lettura erotica da quattro soldi, ma mi sono detta, perchè no, proviamo, sono tutte entusiaste di questo libro, ma sì , che male c'è. Ho bisogno di staccare il cervello per almeno una settimana, mi serve una lettura deficiente, sai come quando ti rivedi Notting Hill a palla e tuo marito ti insulta dicendoti: "Ma che cavolo, è la centoduesima volta che ti vedi sto cazzo di film, questo non ti farà trasferire a Londra, che ti credi" ma tu continui a premere play sul dvd e a sognare la casa degli amici di lui in Kengsinton Road.
Ma non divaghiamo, dove ero rimasta? Ah sì, il libro erotico. Cosa dire. NA CAGATA.

E' di quei libri che ti fanno dire a gran voce: ma non potevo mettermi a scrivere anche io, che è sempre stato il mio sogno fare la scrittrice di romanzi rosa alternativi? E anche: leggo così tanti blog meravigliosi, e i proprietari di questi blog meriterebbero di scrivere un quintale di storie e racconti e romanzi, e invece al mondo scrive questa gentaglia qui. Lo so, sono qualunquista e demolitrice, ma mi ribolle il sangue, e sarà sempre così. Con il cinema mi capita meno, ma per i libri ho una puzza sotto al naso che la metà bassa. Lo scrittore è un mestiere vecchio praticamente come l'uomo, lasciamo scrivere chi ha qualcosa da raccontare.

Ma la cosa ancora piu' tragica, è che questo libro per quanto pessimo, si lascia leggere benissimo, e si lascia pure finire. E finisce in una maniera che dire scontata è dire poco. Mi dicono che la scrittrice ne ha fatto una trilogia. Molto molto male. Perchè ovviamente io sono un'appassionata di storie e ora vorrei andare comunque avanti e vedere come va a finire sta schifezza. Povera me, in che guaio mi sono cacciata.


E invece io avrei bisogno di un libro bello come, che ne so, La Versione Di Barney. Ecco che cosa ti fanno i libri. Ti cacciano in un guaio senza fine, ognuno di loro ti dà una sensazione diversa e unica, e passi tutta la vita a cercare di riprovare quella stessa identica emozione, senza riuscirci mai veramente.

Vabbè, vi dedico questa , che mi pare veramente essere la canzone dell'estate 2012, nonchè adattissima interpretazione di quello in cui possiamo incappare nella vita.

Non dimenticatelo.

5 luglio 2012

NEL VERDE

Per quanto mi riguarda, grande caldo uguale grande abbassamento delle facoltà mentali.
Per cui dato che Caronte non ha ancora finito di traghettare le nostre povere anime all'inferno, direi che il mio stato depressivo ha raggiunto livelli esponenziali e stabili da circa due settimane.
Non è un periodo in cui tutti i semafori sono verdi. E' tutto uguale, ma c'è sempre un cavolo che arriva a merenda a scombinare i piani. Sotto forma di emicrania, ciclo anticipato durante il viaggio regalatomi dal Santuomo per il nostro primo anniversario, pressione a 55-90, sguaraus da aria condizionata. In poche parole, sono una sfigata che deambula.
Ed è luglio e io devo lavorare ancora e ancora, e tanto tanto intensamente.

In ogni caso almeno il fine settimana scorsa ho visitato un angolo di paradiso: IL CHIANTI.
Mai visto posto piu' verde e rigoglioso. Oddio non è proprio vero, dato che sono cresciuta tra i monti come Heidi, ma insomma, l'Abruzzo è piu' aspro e selvatico, mentre la Toscana è di una dolcezza senza pari, è morbida, come una madre che ti accoglie nel suo abbraccio.
Ed è lì, contemplando le verdi distese in fiore, il cielo terso , e la Piazza piu' bella che abbia mai visto (a Siena, of course) che ho finalmente realizzato di non essere sana di mente.
NO, non lo sono.
A me la campagna MI METTE L'ANSIA. E anche un pò di rompimento di balle. Non ci siamo. Non mi rigenera. Mi scarica, ma non mi ricarica. Quattro giorni a Londra nella bolgia generale della metropolitana e di Camden, sono per me il toccasana e la cura.
C'è chi è così, spero di non essere l'unica pazza del creato.

Prossimo viaggio: TOKYO. Certo, come no.

Fatto sta che sono rientrata a Roma con un leggero esaurimento nervoso da "eccesso di PAESAGGIO bucolico", come lo chiamo io. Sono bastati 3 giorni nello smog a quaranta gradi con emicrania per farmi tornare in me.
Forse è il caso di pubblicare qualche foto, sia mai che mi venga voglia di nuovo verde.
Siccome fa molto figo pubblicare foto da Instagram , eccone qualcuna tratta dal mio profilo. Come sono Geek.








No, vabbè mi rimangio quello che ho detto. Vi prego, ve ne supplico, fatemi tornare nel verde.