30 agosto 2012

OPEN

Sto leggendo questo libro.



Io , che non ho MAI letto una biografia in vita mia, me lo sono ritrovato tra le mani quasi per caso.

Trovo ridicolo far fare soldi a palate a chi ne ha già moltissimi, soprattutto a chi non è uno scrittore, ma utilizza la brevura di un Ghostwriter per rendere enfatica una vita già sbandierata ai quattro venti dai rotocalchi.

Ma l'altra sera ero nel mio tempio, LA FELTRINELLI, e questo libro era in sconto, proprio all'ingresso. E mi ha chiamata. Il Santuomo me lo ha messo sotto il naso, e cinque minuti dopo era mio. Non so per quale motivo. Mi piaceva il titolo, e lo sguardo di Agassi in copertina. E' tutto studiato, tutto calcolato, mi dicevo. Ma. Lui era il mito mio quando il tennis non era ancora uno spot da Pay Tv, e si vedeva in chiaro su TELEMONTECARLO. Erano gli anni novanta, avevo i suoi poster attaccati all'interno delle ante del mio armadio, vicino a quelli di Bonovox e di Freddie Mercury. Mi piacevano i suoi capelli da Moicano. Mia sorella amava Pete Sampras, ma non gli dispiaceva certamente vedere un altro bel pezzo di ragazzo ogni volta che apriva l'armadio.
Dopo aver fatto i compiti, stavamo per ore in cucina a guardare il torneo di turno, sognando di poter essere un giorno tra il pubblico di Wilbledon o tra quello del Roland Garros .Mia sorella mi spiegava le regole del tennis, che per me erano un caos indecifrabile. E tra un set, un net, un ace e un tie break, rimiravamo i nostri idoli senza mezzi termini. E' piu' bello Agassi, è piu' tozzo, a me piacciono i tozzi tamarri amerricani, facevo io, Ma che dici, ma Dio mio, hai visto il culo e la faccia da bravo ragazzo di Pete, non c'è storia, Agassi con quei capelli non si affronta, anche se devo ammettere che ha degli occhi meravigliosi, ribatteva mia sorella.
Ebbene, quegli occhi mi hanno ricordato una parte della mia adolescenza, così ho deciso di comprarla alla modica cifra di sedici euro.


Mi aspettavo la solita americanata deludente. Invece mi sta piacendo un casino.
Volevo ritrovare una parte della mia adolescenza.
Ci sto trovando tutte le debolezze dell'età adulta.
La parte incoerente di me stessa, che è quella predominante, si sente capita.
Ci sono storie infinitamente piu' belle,  piu' eroiche, piu' significative, piu' emozionanti di questa.
Non vedo l'ora di trovarle. O meglio, non vedo l'ora che quelle storie trovino me. 
Ma in questa fase della mia vita (vedi post precedente) è questa la storia che ha trovato me.

In questa storia, piu' che di sport si parla di come far pace con la parte di sè che non si riesce a perdonare.
Eccomi, presente, anche io ho quella parte di me in esposizione,
anche io provo quel senso di sconfitta che mi fa compagnia e mi dice buongiorno ogni mattina quando mi guardo allo specchio o salgo sulla bilancia.
Paure che non riesco a sconfiggere, e di cui purtroppo non posso fare a meno.
E' questo il punto. non poterne fare a meno, di tutto questo dolore, di questa delusione, di questo senso di sconfitta.
Come se fossi predestinata. Perchè sono stata educata così.
Ok, dato che non sarò mai pienamente fiduciosa della vita, voglio imparare a gestirlo, questo dolore.

"Ben presto il dolore mi è sembrato meraviglioso, quasi dolce, perchè riconoscevo quel tipo di sofferenza che precede il sollievo. Ma a ben pensare forse, il dolore è sempre così."
 
Questa biografia potrebbe essere un romanzo inventato di sana pianta.
E se lo prendete per quello che è, beh, devo dire che è uno dei romanzi piu' belli che abbia letto in vita mia.

Nota dell'autrice: qui il link per saperne di piu' sul meraviglioso Ghostwriter che ha scritto così bene questa storia.

21 agosto 2012

LA LEGGE DEL CAOS

Le ferie sono volate in un lampo. Mi sono riposata, Dio sa quanto ne avevo bisogno, sono stata al mare a NON abbronzarmi, ma non me ne frega un cazzo. Il mare per me è altro. E' letture, è bagni nell'acqua cristallina, è protezione cinquanta/trenta, è relax sotto l'ombra, è fare foto, è aperitivi al tramonto, è visitare posti nuovi.
Ecco tipo così, tipo:


Ho fatto tutto questo, non posso lamentarmi.
Sulla spiaggia ho persino trovato il tempo di fare una lista. Dei progetti per il futuro, eh già, che lista banale. E' che ne ho moltissimi. E' stato un attimo scriverli tutti e iniziare a piangere tutte le lacrime del mondo.

Ok, ok, stiamo calmi, mi sono detta. Non puoi iniziare a progettare tutte queste cose contemporaneamente, ce ne sarà una piu' importante delle altre dalla quale partire, qual è dunque la cosa a cui tieni di piu'? La risposta è:

SONO TUTTE COSE IMPORTANTI, TUTTE HANNO LA PRIORITA'.

E da lì, la valle di lacrime.

La lista piu' o meno sarebbe questa:

- Chiedere un mutuo per comprare casa a Roma (che non vuol dire comprare casa, ma chiedere, che grazie a Dio non costa nulla (o sì?) . Ovvio che la risposta del consulente bancario sarà: Signora, ci rivediamo quando avrà vinto al SuperEnalotto)

Chiamare la nutrizionista (capite bene che dopo una decade di diete fallimentari, spendere i soldi che non ho per fallire di nuovo mi fa specie. Quindi ci sto riflettendo troppo, e intanto il tempo passa e io sono sempre allo stesso punto, e la cosa peggiore è che sul mio cammino, in particolare questa estate, la vita mette sempre amiche/ragazze che sono riuscite a perdere peso, in maniera sana anche se con tanti sacrifici, e adesso sono fiere di loro stesse. Quindi sto nella fase vittima della vita e mi rode il culo. Fate voi)


- Iniziare una terapia. Se devo proprio scegliere quella delle cose che mi sta piu' a cuore, ecco, questa sarebbe al primo posto. L'irrisolto è il mio credo, non posso pensare a quanto ho procrastinato su questo punto. La bolla di certezze nella quale mi sono avvolta per non soffrire, o meglio, per soffrire come una cristiana normale e non come una depressa cronica, deve essere distrutta. E io non so come fare. E a trentatreanni e mezzo mi chiedo ancora se solo io vivo così, o se anche gli altri hanno innalzato muri di difesa tanto alti da non vedere piu' il fondo della loro anima.


- Pensare finalmente che è tempo di diventare mamma. Non riesco a non pensarci, in verità ci penso ogni minuto. E non so gestire la cosa, per niente. Dico a me stessa, semplicemente: perchè no? Perchè non sarei una brava mamma, perchè non sono risolta, ho troppi casini mentali, fumo, sono troppo egoista, non ho aiuti, lavoro dodici ore al giorno, non ho una casa, non ho soldi, non ho testa. Non sono in grado.
Sono in loop, forse, semplicemente, non sono ancora pronta. Per cui, vedi punto sopra.


Ora, questa lista forse, nei miei cinque anni di blog, l'avro' fatta ad ogni fine agosto, e avrò sicuramente rincarato la dose a fine anno.
E' difficile essere credibili verso se stessi, se sta roba è ancora qui, con tutto il suo peso e la sua tragicità.
Non sono credibile, dai.
Io non ne posso piu' di fare liste di buoni propositi. Perchè? Perchè c'ho l'ansia.

Dunque ho deciso:
Procedero' secondo il metodo piu' infallibile del pianeta. 
La legge del CAOS

Basta progettare, fare cose, vedere gente, costruire.
Che palle. Vado random vediamo che accade.
C'è qualcosa di piu' importante dietro tutto questo progettare a vuoto: vivere la mia vita.