3 gennaio 2013

CADUTE

Ieri mattina sono caduta come un sacco di patate dalle scale dell'ufficio postale piu' affollato del pianeta. La combinazione scala ripida e stretta piu' scarpone invernale dalla para larga èè sempre micidiale, come ben mi insegnate. E aveva pure piovuto.
E' stata una caduta da film comico muto anni venti. Ho preso di striscio uno scalino decollando a un metro e mezzo di altezza e ricadendo su gomito e chiappa destra.
Una ventina di poveri spettatori della pietosa scena sono accorsi immediatamente,  per trarmi in salvo, per accertarsi se avevo qualcosa di rotto e chiamare l'ambulanza di turno. 
Impietrita e sbiancata dal dolore, ho taciuto per circa un quarto d'ora, dopo di che
HO VOMITATO
Ebbene sì, ho vomitato di fronte a tutti. Poi di nuovo silenzio, e tutti che mi parlavano nelle orecchie, chi batteva le mani, chi schioccava le dita davanti al mio naso,  ammazza che volo, t 'ho visto da un chilometro di distanza, ma che hai battuto la testa? Signo', se lavora all'ENASARCO qua dietro te chiamo l'ambulanza speciale, e lo muovi il braccio, sìì, dai lo muovi vedi? Lo pieghi, non è rotto, hai preso solo una grande grande botta. Riesci a parlare?

Ed è allora che ho iniziato a ridere. Ridere forte. Istericamente. E ho ripreso fiato. E mi sono alzata.
Ho ringraziato tutti, e sono andata via. Verso l'ufficio.

Ieri ho capito quanto io mi senta sola. Sia ben chiaro, non è una solitudine legata alle persone o alla città. Io amo questa città. Roma, oh Roma. Sei tanto grande, ma mi hai accolto come una figlia. Mi hai dato l'uomo che amo. Mi hai dato lavoro, amicizie , crescita, opportunità. Mi hai dato gli autunni e gli inverni piu' belli della mia vita.

Ma sono sola. Ed è una solitudine malinconica, legata alle origini. Io non sono di qui. Non sono cresciuta qui. Questa città mi ha accolto, ma non mi appartiene. E quando mi succedono queste cose, io me lo ricordo.

E' fa un po' male, sentirsi soli, in quel senso li'.


E la solitudine che solo un fuori sede puo' provare. E' come quando dici "voglio la mamma". Ecco, esattamente. Forse per questo voglio ancora essere figlia, e non riesco ad essere madre.


Nota dell'autrice: In allegato la foto del sacco di patate. Che è sempre un piacere. Si sa che la patata sta bene ovunque.


11 commenti:

Memole ha detto...

Qualche settimana fà quando ha nevicato ho fatto un capitombolo in mezzo alla strada...Che non mi sono nemmeno accorta di come sono finita per terra...Ma che male...Mi sono ritrovata con un livido sulla gamba che mi è passato dopo due settimane...E non ti dico l'indolenzimento che ho avuto per parecchi giorni...Per fortuna niente di più grave...Ma come ti capisco anche io mi trovo in una città che non è la mia...E spesso ho la sensazione di sentirmi sola...Intanto ti auguro un Buon anno...

Marco Maroni ha detto...

Bel post divertente" e malinconico

ero Lucy ha detto...

:(
ti abbraccio. E io che ero convinta che fossi romana.

Faith ha detto...

da expat ti capisco e ti abbraccio. A distanza di 5 anni é ancora tanto difficile!

Nina ha detto...

Anche io sono stata accolta da una Roma che non conosco e che forse non mi va di conoscere... Almeno a Roma si è tutti sconosciuti e nessuno ti ricorderà per "quella lì che si è accappottata come un sacco di patate alle poste" :)

Susibita ha detto...

santa cleopatra ma ti sei fatta vedere poi? sta cosa del vomito non mi sembra normale.
Riguardati, sa racumandi.

Susibita

Meladelizia ha detto...

ihhhh!!! ammazza, ma perchè hai vomitato? per la botta o per lo spavento?? che brutta cosa! mannaggia! cmq gli uffici postali sono l'anticamera del purgatorio.

sononera ha detto...

Eh eh eh, Susi, certo che mi son fatta vedere! Nulla di rotto, solo un grande spavento, per cui ho vomitato alla grande.

sononera ha detto...

Eh eh eh, Susi, certo che mi son fatta vedere! Nulla di rotto, solo un grande spavento, per cui ho vomitato alla grande.

verbasequentur ha detto...

arrivo dal "best" di Lucy... se può farti sentire in compagnia, io sono una grandissima esperta di capitomboli ed annessi. Mio moroso dice sempre che se volesse uccidermi, basterebbe lasciare aperte le mensole della cucina...

Ylenia ha detto...

Enasarco+ufficio postale nella mia testa è = via usodimare.
Dove lavoro io.
:)