20 giugno 2013

MONTAGNE RUSSE

Ieri ho letto d'un fiato l'ultimo post di Chiara del blog Machedavvero (credo la conosciate tutti, Chiara non ha bisogno di presentazioni)
Ecco, è un post che ho sentito subito mio, che capita a fagiolo in questo particolare periodo della mia vita in cui tutto è immobile, tutto è fermo, tutto tace.
E' un post che mi descrive perfettamente.

Oddio, mi fa un po' specie che una ragazza come Chiara descriva se stessa in questi termini:
"Sono una maestra nel tirarmi indietro. Nell’appigliarmi al ‘non ho voglia’ per evitare di mettermi alla prova. Sono una fifona, ho paura di tutto"

Perchè se questa splendida trentenne bionda dalla scrittura graffiante e conivolgente, 
che ha scritto un libro bellissimo, che ha avuto il coraggio di tenere sua figlia pur non essendo ancora pronta, che si è trasferita nella città piu' bella del mondo (vabbè non lo è per tutti, ma per me Londra è la città piu' bella del mondo, e quindi, oh) per cercare la sua strada, beh, se una come lei si definisce una che non si butta e che non rischia, ecco, 
POTETE IMMAGINARE COME MI SENTA IO.

'NA CACASOTTO DI NATURA.

Non voglio scrivere un post vittimista sia chiaro.
Sono semplicemente oggettiva. 
Io ho paura di tutto quello che va oltre l'ordinario.
Ho paura del precario e dell'incerto.
Ho bisogno di sentirmi sempre al sicuro.
Ho bisogno di tenermi strette le cose che amo.
Ho paura di perdere, ho paura dell'irreparabile.
Il mio motto è:
"Quello di cui abbiamo paura non succede quasi mai. 
Purtroppo pero' succede tutt'altro, e alla fine siamo pari"

Capite bene che la frustrazione sia molta, in questo ambito.
Le persone che ammiro di piu' sono quelle che si buttano e lo fanno con il sorriso, senza pensare troppo.
Dicono si chiamino persone coraggiose. Io ne conosco moltissime.
Praticamente mi circondo di persone coraggiose.
Quelle per intenderci, che se si trovano di fronte alla montagna russa piu' alta del mondo, 
dicono a se stesse "non vedo l'ora di salirci".
Sono le persone che si lasciano andare.
Io non la faccio mai, questa cosa del lasciarmi andare.
Ho paura sempre del punto del non ritorno.
Io rimugino, per giorni, settimane, mesi, spesso per anni.
Quando da piccola mi hanno portata per la prima volta in un parco divertimenti, ricordo che il primo pensiero è stato:
"Vediamo che scusa posso inventare per evitare di salire su sti cavoli di giochi da cardiopalma"
Ecco. Questa sono io.
Lo ero ventanni fa.
Lo sono oggi.
Sì, anche io tante volte nella mia vita ho spostato quella linea di cui parla Chiara nel suo post, un po' piu' in là. L'ho fatto, dicono si chiami TIRARE FUORI LE PALLE.
 Mi domando quando sia stata l'ultima volta in cui ci sono riuscita. Forse è stato quando all'età di diciotto anni ho pensato: ok, lascio il paesello, me ne vado a studiare a Roma?
O quando ho scelto di cambiare strada, e di non fare il mestiere che ero destinata a fare (l'avvocato, per chi se lo chiedesse)? O quando nel 2008, dopo 12 anni dall'ultima volta, sono salita di nuovo su aereo, "superando" la fobia di volare?
O quando sono entrata per la prima volta nel reparto oncologico del Policlinico per accompagnare mia sorella? O quando sulla Tour Eiffel ho detto a Lui: "Sì, ok, facciamolo, sposiamoci per davvero, anche se me la faccio sotto di paura"?
Non lo so, so che piu' vado avanti con l'età, meno ho coraggio di provare per una volta, quel brivido adrenalinico che ti fa dire: si , mi butto.
Ma qualcosa deve cambiare.
Io voglio cambiare
Non credo di poter aspettare ancora un minuto di piu'.

 Il libro che non posso smettere di leggere:




Il posto che non posso smettere di sognare

Mosca
Il film a cui non riesco a smettere di pensare


La canzone che non posso smettere di ascoltare.


2 commenti:

Calzino ha detto...

Io sto ammucchiando un po' di coraggio ultimamente. Alla cieca, con incoscienza... ma vado. OSARE!!!!

Anonimo ha detto...

Te pensa che io ho fatto ingegneria perché sono talmente vigliacca che la vedevo come l'unica facoltà che mi avrebbe assicurato un lavoro, non ho pensato nemmeno per un momento a quello che mi sarebbe piaciuto, ma solo a dare da mangiare al mio bimbo e a me. Inutile dire che al Nano ripeterò sempre di non aver paura, e di rincorrere i suoi sogni. Se trovi la ricetta per cambiare qualcosa fammi un fischio. Ne avrei bisogno anche io. Ps: Freedom è molto bello, davvero, ora ho per le mani Le correzioni e Franzen è davvero un signor scrittore!
Apina sloggata