31 gennaio 2013

QUESTA PARTE QUI

E che io sono così.
Sono quella che appena sveglia pensa che tutto andrà a rotoli.
Sono quella che vede se stessa come una creatura incompleta e solitaria.
E' la storia dello scorpione e della rana.
Sono stata plasmata così da madre natura.
Qualcosa mancherà sempre.
Il bello è che mi sta bene così. Il bello è che non ho intenzione di cambiare.
Io sono già cambiata. Non credo che sia questo il punto.
Non è il cambiamento, il punto.
Il punto è la comprensione.
Non riesco a capire.
Voi capite?
Io no.
Io non lo capisco perchè le cose brutte accadono.
O meglio. Lo capisco. E' la vita.
Quello che non mi è chiaro è come fa la maggior parte della gente.
Come fa a vivere, semplicemente.
Come fa a non farsi toccare.
Come fa ad accettare.
Io non lo accetto.
E ancora non capisco.
Semplicemente, ogni giorno, vado avanti.
Io non la leggo negli occhi della gente, questa parte qui.
Ma so che c'è.

La terra vista da Marte

Nota dell'autrice: va così, ok, sono pesante. Pero' questo è il mio spazio, ed è quello che sento di voler scrivere . E' allora è giusto scriverlo. Onestamente, se c'è una cosa che ho imparato dai tanti anni nel buco nero, è a fottermene un po' di piu' del giudizio della gente. Ma solo un po' .
Il giudizio conta. Eccome.


22 gennaio 2013

IO SEMPLICEMENTE HO SONNO

Ci sono cose che non mi spiego.
Tipo:

Come fanno alcune persone a vivere pienamente le proprie passioni e contemporaneamente lavorare, crescere uno o piu' figli, gestire la casa, pagare i conti.  Giuro che ogni tanto mi domando dove ho sbagliato. Dove è che sta l'errore nella gestione del mio tempo, che sembra non bastare mai.

Me lo chiedo piu' spesso di quanto mi chieda come fanno quasi tutti i popoli del mondo a vivere senza bidet.

Mettiamo il caso che voglia fare un riassunto delle cose fatte nel primo mese , non ancora scaduto, dell'anno 2013.

Sono andata al cinema solo una volta, certo il film che ho visto vale per tre, dato il prezzo del biglietto e la durata (per inciso è questo il film in questione, visto rigorosamente in 3D), ma insomma, potevo fare di piu', che ne so, potevo andare alla prima di questo film di cui tutti parlano bene, che tra l'altro a Roma è possibile vedere in lingua originale.

Ho scritto solo due post, uno dei quali è assolutamente entrato nella top ten dei pianti greci peggiori della storia dell'umanità, ed è pure abbastanza banale. L'altro, per carità, parla della mia visita ad uno dei posti piu' belli del mondo. Ma, onestamente , è borioso. Dovevo parlare dei massimi sistemi. Dovevo consigliare, appassionare, ampliare le vostre menti.
E invece no.
La mia testa straripa di argomenti, il mio foglio è vuoto.

Ho letto un solo libro, ma l'ho iniziato alla fine del 2012. Quindi facciamo che non conta. E tra l'altro, è un libro che non mi è piaciuto. 
E' questo qui. 


E la cosa che mi fa arrabbiare è che è scritto in un modo così originale e inizia in maniera così squisita, che te la fa credere, che sarà un capolavoro. Invece è un guazzabuglio che costa diciannove euro, che francamente, potevo spendere meglio. 
Continuo ad appuntare titoli ed autori sulla mia Moleskine ( a proposito la mia Moleskine è un regalo che un caro amico ha fatto alla gatta nera, ma è stata da me riadattata come Giornale di Bordo per la gatta umana che sono io. Non è meravigliosa? :-) ) ma senza venirne a capo. Non un titolo che mi colpisca veramente, e che mi faccia venire voglia di fare ordini o di cercarlo in libreria.


In compenso, mi sto dando alla cultura. Sono ufficialmente campionessa di Ruzzle. L'accademia della Crusca ringrazia la sottoscritta per le 1540 partite giocate in meno di una settimana, che mi hanno permesso di trovare in meno di due minuti robe come SISA - SISE - GRASSA - INGRASSAI - ADIPE- CIBO-SGRASSARE- SGRASSAI  (ho capito che gli autori del gioco ce l'hanno specificamente con la sottoscritta)
Vi risparmio le parolacce e sconcerie.


Ora che sono un po'dimagrita, come sempre accade, ho smesso di usare la Reflex nei conforti della mia persona. Evito del tutto di  farmi scattare fotografie. A parte che devo ancora comprendere la causa della repentina e smisurata crescita delle mie borse sotto gli occhi, che nel giro di un mese e mezzo sono triplicate di volume, ODIO scattare foto. E ODIO essere oggetto dell'obiettivo. 
Per la mia parte vanesia, c'è sempre INSTAGRAM. 
Là, mi sparo le pose, ogni tanto.
Che tra l'altro, a capacità di utilizzo della suddetta Reflex , sto a meno venti. Urge corso di fotografia, devo solo capire come recuperare il denaro. Magari mi rivendo la protesi dentaria che il dentista ha dovuto estrarre e buttare alla spazzatura e che valeva la bellezza di 750 euro (era d'oro e materie prime preziose, mica pizza e fichi) a causa dell'infezione che ci era cresciuta sotto durante le feste di Natale.
Se qualcuno è interessato all'acquisto, si faccia avanti, tutta robba bona., prezzi modici.

E basta. Nulla piu'.

Certo, di contro abbiamo 5 giorni su 7 di lavoro full time, ma proprio full, e la (falsa) ricerca della casa da acquistare. 
(ve ne parlerò in un post apposito, perchè ne ho di ogni da raccontare, sull'argomento casa)

Ma insomma per una che ha la passione per le cose della vita che ho io, è un po' pochino.
E per una coppia che non ha ancora figli, è pochissimo.
Scrivo questo post per ringraziare e complimentarmi con chi ce la fa.
Volevo dirvi: siete bravi. 
A fare corsi di cucina, corsi di teatro, corsi di fotografia, a vedere cinque film alla settimana, ad andare a teatro, a ridecorare casa, a produrre un intero corredo all'uncinetto, a cambiare finalmente quel lampadario rotto appeso da oltre cinque anni in salone e ormai pieno di polvere. A dipingere la stanza di vostro figlio con le nuvole blu. A girare di sabato sera nel centro commerciale preso d'assalto, e trovare in occasione proprio quel paio di stivali lì. Ad aggiornare quotidianamente il blog, a scrivere in italiano corretto su twitter, a caricare le foto del vostro ultimo viaggio su facebook. 

Vi stimo, tantissimo.
Io, semplicemente, ho sonno.


7 gennaio 2013

RISALITE

E basta co sti post da vittimista!
Mi sono riletta negli ultimi due mesi, e onestamente, mi sono cascate le palle per terra. Non se ne puo' piu'. Urge un piano d'attacco.
Si chiama: facciamo finta di nulla.
E' un po' debuluccia come strategia, ma vi diro'. Su di me funziona alla grande.
Quindi.
Ecco quello che di bello c'è nella mia vita di questi tempi:
A) molte idee, di cambiamento, nel mondo virtuale. Questo posto è poco frequentato, ma è frequentato e letto da persone belle e valide. E secondo me, queste persone hanno la stessa curiosità verso il mondo che ho io. 
Lasciamola uscire, questa voglia.
Voglio trasformare questo posto in un luogo di condivisione di cose belle.
Si parlerà di cinema, teatro, concerti, musica, serie tv, arredamento, viaggi, cibo, e si parlerà di libri, soprattutto. Ma anche di abbigliamento, e di come valorizzare i fisici rotondi come il mio.
Si parlerà di risparmio in generale, di come passare una serata senza alleggerire troppo il portafogli, o vestirsi da capo a piedi in maniera carina senza dilapidare il patrimonio di famiglia.
Si parlerà di makeup, altra mia grande passione.
Insomma, si parlerà di quello che ci piace, del bello e possibile, e di come la futilità alle volte, ci semplifica la vita.
Coming soon. 

B) La perdita di peso. Ce ne è poca, rispetto a quanto si dovrebbe. Ma c'è. Ho fatto shopping con il cuore un po' piu' leggero. Per me è un traguardo importante. Anche se sono ancora una abbondante 48, le robe, putroppo non tutte, cadono meglio. Certo, Zara è ancora un sogno proibito. Ma ora posso indossare i vestitini colorati che mi piaccono tanto e mettere anche una CINTURA (accessorio totalmente sconosciuto al mio guardaroba, fino ad ora) in vita, e NON sembrare un sacco di patate (eh, già, il sacco di patate si ripropone di quando in quando) . Non pensavo. Invece sì.

C) La diminuzione drastica delle emicranie. Ecco, ora io non voglio dire che sto molto meglio, sarebbe una falsità. Ma passare da 20 - 30 attacchi al mese, a 9 - 10 in totale, è un grandissimo risultato. E' stata la dieta, e la diminuzione degli zuccheri raffinati. E io godo. E anche il mio stomaco ulceroso gode, visto che non lo faccio straripare di antidolorifici come un tempo.

 D) La visita al Colosseo a sorpresa, organizzata dall'amica piu' stupenda che si possa avere, il giorno della Befana. Lei mi conosce anche qui sopra, e secondo me, dopo aver letto il post precedente ha pensato: Madonna che palle questa , tiriamola un po' su! E avendo lei i potenti mezzi, ha invitato me e il Santuomo a partecipare ad una visita guidata specialissima, e pure in inglese, che, si sa, per fare pratica non guasta mai. E quindi ho visto il Colosseo per la prima volta da una posizione privilegiata.
Meraviglioso.
E ieri era una giornata tersa, che solo Roma puo' offrire in questa stagione.
E sono stata felice. Quindi ringrazio.
Molto, moltissimo.
In questo periodo le priorità sono altre, non ho tempo e soldi per viaggiare, ma grazie a un piccolo regalo, ieri, ho viaggiato restando a pochi chilometri da casa.







3 gennaio 2013

CADUTE

Ieri mattina sono caduta come un sacco di patate dalle scale dell'ufficio postale piu' affollato del pianeta. La combinazione scala ripida e stretta piu' scarpone invernale dalla para larga èè sempre micidiale, come ben mi insegnate. E aveva pure piovuto.
E' stata una caduta da film comico muto anni venti. Ho preso di striscio uno scalino decollando a un metro e mezzo di altezza e ricadendo su gomito e chiappa destra.
Una ventina di poveri spettatori della pietosa scena sono accorsi immediatamente,  per trarmi in salvo, per accertarsi se avevo qualcosa di rotto e chiamare l'ambulanza di turno. 
Impietrita e sbiancata dal dolore, ho taciuto per circa un quarto d'ora, dopo di che
HO VOMITATO
Ebbene sì, ho vomitato di fronte a tutti. Poi di nuovo silenzio, e tutti che mi parlavano nelle orecchie, chi batteva le mani, chi schioccava le dita davanti al mio naso,  ammazza che volo, t 'ho visto da un chilometro di distanza, ma che hai battuto la testa? Signo', se lavora all'ENASARCO qua dietro te chiamo l'ambulanza speciale, e lo muovi il braccio, sìì, dai lo muovi vedi? Lo pieghi, non è rotto, hai preso solo una grande grande botta. Riesci a parlare?

Ed è allora che ho iniziato a ridere. Ridere forte. Istericamente. E ho ripreso fiato. E mi sono alzata.
Ho ringraziato tutti, e sono andata via. Verso l'ufficio.

Ieri ho capito quanto io mi senta sola. Sia ben chiaro, non è una solitudine legata alle persone o alla città. Io amo questa città. Roma, oh Roma. Sei tanto grande, ma mi hai accolto come una figlia. Mi hai dato l'uomo che amo. Mi hai dato lavoro, amicizie , crescita, opportunità. Mi hai dato gli autunni e gli inverni piu' belli della mia vita.

Ma sono sola. Ed è una solitudine malinconica, legata alle origini. Io non sono di qui. Non sono cresciuta qui. Questa città mi ha accolto, ma non mi appartiene. E quando mi succedono queste cose, io me lo ricordo.

E' fa un po' male, sentirsi soli, in quel senso li'.


E la solitudine che solo un fuori sede puo' provare. E' come quando dici "voglio la mamma". Ecco, esattamente. Forse per questo voglio ancora essere figlia, e non riesco ad essere madre.


Nota dell'autrice: In allegato la foto del sacco di patate. Che è sempre un piacere. Si sa che la patata sta bene ovunque.