23 maggio 2013

GREAT EXPECTATIONS

Da bambina avevo la convinzione assoluta che sarei riuscita a sfondare nella vita. Mi piaceva tantissimo immaginarmi portatrice di un idea straordinaria.
Di seguito trascrivo un reperto scritto risalente all'età del paleolitico, rinvenuto pochi giorni fa tra i diari della sottoscritta

Abruzzo, 18 giugno 1989.

"QUANDO SARO' GRANDE INVENTERO' UNA COSA  ECCEZIONALE,  UNICA, INIMITABILE e il mondo intero  sarà talmente colpito che mi darà una medaglia d'onore e mi coprirà di oro e di argento (??) per poterla comprare e venderla a quelli che la vorranno. Diventero' ricca e famosa e non avro' bisogno di lavorare per il resto della vita. Avro' una casa magnifica con una grande scala, e vi potro' scendere tutte le volte che voglio in abito da sera, da me disegnato per l'occasione."

Cosa fosse questa mirabolante e straordinaria invenzione non è dato sapere. Ma leggere questa roba qui mi ha fatto una tenerezza infinita. Insomma. Avevo dieci anni e manie di grandezza che neanche Nicole Minetti prima di conoscere l'adorato Silvio. Puntavo in alto io. Le avessi conservate quelle manie, anche in età adulta, mi sarebbero tornate utili per affrontare il triste mondo materialista dell'epoca in cui ci troviamo. E vabbè, almeno sono modesta e simpatica a tutti, vuoi mettere.

Continuo tuttavia a chiedermi cosa è che mi è mancato dopo per fare il salto di qualità. Avevo grandi ambizioni da ragazzina. Mi piaceva la musica, disegnavo per delle ore, amavo leggere e e soprattutto scrivere moltissimo. Riempivo pagine e pagine di diari di errori di ortografia e punti e virgole e concetti di una straordinaria bellezza. L'imperfezione non mi faceva paura. Ero mediocre, ma avevo grandi speranze.
Forse eravamo tutte così? O ero davvero l'unica con la testa tra le nuvole e con una miriade di sogni in tasca pronti per essere tirati fuori in caso di necessità?

La fiducia in me stessa è passata poco dopo quell'età dell'oro, sostituita da una crisi adolescenziale di quelle coi controcazzi. I problemi alimentari hanno iniziato a fare capolino proprio allora, e a lasciare segni e zavorre che tutt'ora pesano come macigni. Ho cominciato ad ipotizzare che dietro le mie spalle vi fosse una cospirazione fatta apposta per rendermi infelice. Ricordo grandi tormenti, intervallati da sprazzi di entusiasmo e di follia mediocre e creativa. Ricordo una pesantezza infinita.
Dentro di me bolliva il sacro fuoco dell'ambizione, ma era seppellito da una tonnellata di paure e idiosincrasie. Sarò abbanzanza bella brava spigliata intelligente brillante sicura di me per poter affrontare tutto cio'? La risposta era sempre NO, NON LO SONO.

Invece lo sono. Io sono quella bambina che vuole scendere la lunga scalinata indossando il vestito da sera.
Ma a voi non capita mai di pensare: e se avessi avuto successo nella vita, se fossi riuscita a creare davvero qualcosa di speciale che mi avesse permesso di uscire dall'anonimato, cosa starei facendo ora? Sarei felice?
Per una volta , mi piacerebbe sentirmi come l'inventore della valigia con le rotelle del film THIS MUST BE THE PLACE. Ma ho ancora 34 anni. Non è detto che non succederà.




Il Libro che non posso smettere di leggere:



                                              Il Posto che non posso smettere di sognare:



Il Film  a cui non posso smettere di pensare:



La canzone che non posso smettere di ascoltare:





20 maggio 2013

DIVERTIAMOCI

Ho sempre pensato che se una cosa ti sembra impossibile, molto probabilmente lo è.
Ci sono le dovute eccezioni , però. Esempio. Credevo fosse passato per me il tempo del divertimento, pensavo fossi entrata nel pieno della responsabilità adulta, che non lascia scampo. Pensavo che per me sarebbe stato impossibile divertirmi ancora, come a vent'anni. E invece ho scoperto che no, che senza cercare alcun tipo di passatempo particolare questo Maggio 2013 si sta rivelando ricco di divertimento.
E io che pensavo che mi sarei annoiata a morte. E invece, nonostante, nell'ordine, la dieta, il fatto di non poter bere, di non poter sedere all'aperto e fumare venti sigarette in una serata, e, soprattutto, nonostante le enormi pezze al culo, sono stata bene in mezzo alla gente. E per me che sono un orso affetto da letargia perenne , è un grande passo avanti.
Spotify mi ha aiutato tantissimo in questo percorso di ricerca del divertimento perduto.
Spendo una parola a favore di questo nuovo programma per l'ascolto della musica. Se non vi siete ancora iscritti , fatelo, e fatene buon uso. Io mi sono creata , tra le altre, la  play list dei miei vent'anni ed è stato un po' come aprire il vaso di Pandora.
Perché io da adolescente, ero molto più tosta di ora, in fatto di musica. Ascoltavo roba grossa, molto sputtanata, ma grossa. Tipo i Blur, gli Yes, I Pink Floyd, La Dave Matthews Band, I RadioHead, gli U2 solo per citarne alcuni. E quindi quando posso faccio partire la musica e canto a squarciagola, per far tornare l'adolescente che è in me. Sono una bomba.
E ho imparato anche a ballare con il Santuomo la dance contemporanea di dubbio gusto (vedi alla voce David Guetta) sparata a palla in cucina mentre facciamo i piatti, senza preoccuparci che i dirimpettai ci denuncino per atti osceni in luogo pubblico. Perché, ve lo dico, facciamo tutto a finestre aperte.
Ho speso dei soldi per dei buoni libri, di quelli cazzuti, e mi sto entusiasmando a leggere frasi scritte bene senza dovermi allarmare se la storia mi deluderà o prima o poi prenderà una piega noiosa o avrà un finale deludente. Ho scelto i libri migliori, non c'è pericolo. E me la godo.
Ho detto no alla vergogna. Nel senso che la mia riservatezza ha lasciato il posto ad una donna piuttosto brillante. Non me ne frega piu' un cazzo di apparire ridicola. Per questo mi diverto. Certe volte penso di aprire un canale Youtube, e farmi vedere in faccia da voi, e raccontarvi della delle mirabolanti avventure di Penelope e Ulisse e della nostra vita con i gatti. Magari domani magari. E mi sparo le pose su Istagram senza ritegno. Un anno fa non l'avrei mai fatto. Ma inizio a pensare di avere un bel viso, perchè negarlo, e mi piace ricevere complimenti. E quindi complimenti siano. Mi divertono. Che male c'è. . Mi sono creata una cartellina nel computer con tutte le foto di BONOVOX. Me le rimiro di tanto in tanto, come facevo con quelle cartacee quando ero adolescente. E sono felice come una bambina.
Cerco leggerezza, nella mia vita, che altrimenti sono fottuta.
Per cui divertiamoci, anche se il mondo intorno a noi ci dice che ORA è il momento di diventare ADULTI.

Nota dell'autrice numero 1: Avevo deciso di chiudere il blog, ma siccome mi diverte scrivere, ho deciso di riaprire.

Nota dell'autrice numero 2: alla fine di ogni post condividero'con voi il titolo di un libro, di un film di una canzone e il nome di una meta da sogno. L'iniziativa si chiama "non posso smettere di". Ho scoperto che sognare è importante, condividere ancora di piu'. E se non riusciro' a fare breccia nei vostri cuori poco male. Dunque partiamo:

Il libro che non posso smettere di leggere:




Il posto che non posso smettere di sognare


Il film a cui non posso smettere di pensare



La canzone che non posso smettere di ascoltare: