27 giugno 2013

ULTIME CARTUCCE

Sono nella fase in cui sento di dover sparare le mie ultime cartucce.
Il che vuol dire che il tempo è scaduto, che è ora di fare i conti, che è il momento in cui
tutti i nodi sono venuti al pettine.
Quindi, ultime cartucce siano.

Ora, io non sono mai stata molto brava in questa cosa di godersi la vita, cogliere l'attimo, prendere al volo l'occasione.
Dire che sono riflessiva è dire poco.
Sono una che si frena, che vive fuori casa da sedici anni e provvede a sè stessa da oltre sei, e in questi casi,se non sei morigerato, finisci nel bidone della spazzatura come minimo.

Quindi non c'è l'ho proprio questa cosa del dire:
ma sì, vai, spendiamo gli ultimi soldi che mi rimangono per. Per? PER???
Boh. Non lo so.
Ecco, quando ci penso mi blocco.
Non saprei cosa fare.
Oddio, ho una miriade di cose che voglio fare prima che sia troppo tardi,
un giorno ci scriverò un post a parte.
Ma se dovessi decidere ora direi: 
FACCIO UN VIAGGIO.
Anzi! Faccio il viaggio della vita.

Sappiate che nella mia testa il viaggio di nozze coast to coast negli Stati Uniti era "un assaggino",
e che il viaggio della vita deve ancora venire.
Ecco.
Io non lo so qual è il viaggio della vita.
Per lo meno non ancora.
Mi piacerebbe vedere ogni posto della Terra.
Ma ora come ora se potessi sceglierei penserei a questi posti:
Sud America.(Superbo) Africa (oddio svengo al solo pensiero), Giappone (adoro) , India (meraviglioso)  Australia (il top)

Vorrei vedere tutto, ma ipoteticamente non posso andare che in un posto soltanto.
Quindi devo scegliere bene, molto bene. Accuratamente.
E quindi rimando rimando rimando.
Ho sempre detto che nella vita per essere felici basta saper fare bene una cosa, una soltanto
Ecco, io so fare bene una sola cosa:
PROCRASTINARE.
Bella consolazione.

Comunque si accettano consigli.
Se avete avuto la fortuna di partire per mete lontane,  mi piacerebbe sapere qual è stato il viaggio della vostra vita, il posto dove mi consiglieste di andare a tutti i costi prima che io passi i trentacinque e debba pensare a mettere la testa sulle spalle.

Nota dell'autrice: prima o poi vi parlero' dettagliatamente della fase che sto vivendo, del mio rapporto di ODIO assoluto verso il genere umano nella sua totalità, (dicono si chiami misantropia, o roba simile, ecco, io sono in quella piena fase li'), vi parlero' del fatto che sono davvero stufa di dare spiegazioni sulla mia vita e sulle mie scelte, di quanto io mi senta irrisolta e tuttavia non riesca a superare la cosa.
Ma per ora no.
Si accettano solo consigli su dove come , perchè e quando partire.
Fatemi scappare.
 Grazie

Il film a cui non posso smettere di pensare (questa volta è una serie tv, ma vale quanto un film di altissimo livello)


Il Libro che non posso smettere di leggere


Il posto che non posso smettere di sognare

Uluru - Australia - Immagine Tratta da Qui
La canzone che non posso smettere di ascoltare.

20 giugno 2013

MONTAGNE RUSSE

Ieri ho letto d'un fiato l'ultimo post di Chiara del blog Machedavvero (credo la conosciate tutti, Chiara non ha bisogno di presentazioni)
Ecco, è un post che ho sentito subito mio, che capita a fagiolo in questo particolare periodo della mia vita in cui tutto è immobile, tutto è fermo, tutto tace.
E' un post che mi descrive perfettamente.

Oddio, mi fa un po' specie che una ragazza come Chiara descriva se stessa in questi termini:
"Sono una maestra nel tirarmi indietro. Nell’appigliarmi al ‘non ho voglia’ per evitare di mettermi alla prova. Sono una fifona, ho paura di tutto"

Perchè se questa splendida trentenne bionda dalla scrittura graffiante e conivolgente, 
che ha scritto un libro bellissimo, che ha avuto il coraggio di tenere sua figlia pur non essendo ancora pronta, che si è trasferita nella città piu' bella del mondo (vabbè non lo è per tutti, ma per me Londra è la città piu' bella del mondo, e quindi, oh) per cercare la sua strada, beh, se una come lei si definisce una che non si butta e che non rischia, ecco, 
POTETE IMMAGINARE COME MI SENTA IO.

'NA CACASOTTO DI NATURA.

Non voglio scrivere un post vittimista sia chiaro.
Sono semplicemente oggettiva. 
Io ho paura di tutto quello che va oltre l'ordinario.
Ho paura del precario e dell'incerto.
Ho bisogno di sentirmi sempre al sicuro.
Ho bisogno di tenermi strette le cose che amo.
Ho paura di perdere, ho paura dell'irreparabile.
Il mio motto è:
"Quello di cui abbiamo paura non succede quasi mai. 
Purtroppo pero' succede tutt'altro, e alla fine siamo pari"

Capite bene che la frustrazione sia molta, in questo ambito.
Le persone che ammiro di piu' sono quelle che si buttano e lo fanno con il sorriso, senza pensare troppo.
Dicono si chiamino persone coraggiose. Io ne conosco moltissime.
Praticamente mi circondo di persone coraggiose.
Quelle per intenderci, che se si trovano di fronte alla montagna russa piu' alta del mondo, 
dicono a se stesse "non vedo l'ora di salirci".
Sono le persone che si lasciano andare.
Io non la faccio mai, questa cosa del lasciarmi andare.
Ho paura sempre del punto del non ritorno.
Io rimugino, per giorni, settimane, mesi, spesso per anni.
Quando da piccola mi hanno portata per la prima volta in un parco divertimenti, ricordo che il primo pensiero è stato:
"Vediamo che scusa posso inventare per evitare di salire su sti cavoli di giochi da cardiopalma"
Ecco. Questa sono io.
Lo ero ventanni fa.
Lo sono oggi.
Sì, anche io tante volte nella mia vita ho spostato quella linea di cui parla Chiara nel suo post, un po' piu' in là. L'ho fatto, dicono si chiami TIRARE FUORI LE PALLE.
 Mi domando quando sia stata l'ultima volta in cui ci sono riuscita. Forse è stato quando all'età di diciotto anni ho pensato: ok, lascio il paesello, me ne vado a studiare a Roma?
O quando ho scelto di cambiare strada, e di non fare il mestiere che ero destinata a fare (l'avvocato, per chi se lo chiedesse)? O quando nel 2008, dopo 12 anni dall'ultima volta, sono salita di nuovo su aereo, "superando" la fobia di volare?
O quando sono entrata per la prima volta nel reparto oncologico del Policlinico per accompagnare mia sorella? O quando sulla Tour Eiffel ho detto a Lui: "Sì, ok, facciamolo, sposiamoci per davvero, anche se me la faccio sotto di paura"?
Non lo so, so che piu' vado avanti con l'età, meno ho coraggio di provare per una volta, quel brivido adrenalinico che ti fa dire: si , mi butto.
Ma qualcosa deve cambiare.
Io voglio cambiare
Non credo di poter aspettare ancora un minuto di piu'.

 Il libro che non posso smettere di leggere:




Il posto che non posso smettere di sognare

Mosca
Il film a cui non riesco a smettere di pensare


La canzone che non posso smettere di ascoltare.


17 giugno 2013

IO TI HO SCELTO, E HO SCELTO BENE.

Il primo anno di matrimonio è stato l'anno migliore della mia vita.
Mi sono rilassata, ci siamo riscoperti, io sono rifiorita e dimagrita.
Ci siamo amati molto.
Abbiamo viaggiato, abbiamo festeggiato il nostro amore, le nostre mete raggiunte, i nostri traguardi, senza pensare di aggiungerne nuovi.
Abbiamo scoperto cosa vuol dire stare bene così.

Il secondo anno di matrimonio è stato uno dei piu' difficili anni della mia vita.
Perchè?
Perchè abbiamo fatto i conti con la realtà.
Ed è una dura realtà.
Premessa: siamo in salute, siamo ancora tutti interi, non ci manca niente,
dobbiamo ringraziare SEMPRE per quello che abbiamo.
Mi sembra doveroso riconoscerlo.
Lui, mio marito, lo fa di continuo, questa cosa del ringraziare e del non invidiare gli altri,
ed essere felici di quello che abbiamo.
Ve l'ho detto, è un essere speciale.
 E' un ottimista per natura, ed ha il carattere più forte che si possa immaginare.
Mio marito è migliore di me.
Io non sono nè troppo, nè troppo poco. Sono media. Lui è un puro.
Io arranco. Perchè so cosa vuol dire essere invidiosi e amareggiati.
Io sono la frustrazione fatta persona.
Ci sto lavorando molto su questa cosa, che andando avanti con l'età sta peggiorando miseramente.
Accettarlo forse, è già andare avanti.
Ma non è sufficiente.
L'invidia è un veleno, che rende schiavi.
Io voglio essere una donna libera.
E' vero, siamo in una fase in cui nella nostra vita di coppia c'è poco posto per il superfluo.
Ma voglio credere che sia una fase.
Il contorno sociale e familiare non aiuta.
Ma voglio credere che passerà.
E tanto tanto tanto lavoro dovrà essere fatto su me stessa, e su di noi come coppia.
E non è semplice.
E si', molti non capiranno il perchè di alcune scelte.
Ma noi siamo tranquilli.
Perchè davvero noi non ci pemettiamo mai di giudicare le scelte delle coppie che conosciamo.
E non vedo perchè gli altri debbano farlo con le solite scontatissime domande di cui preferisco non parlare in questa sede.
Voglio credere che ci riprenderemo il nostro spazio e la nostra progettualità.
Ma devo dare tempo al tempo.
Oggi è tutto fermo e va bene così.
Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze.
Come sono stati i vostri primi anni di convivenza e di matrimonio.
E come vi hanno percepito le persone che vi circondano.

Io penso, al di là di tutti i giudizi e le pressioni sociali che in Italia pesano moltissimo, che è vero che devo ringraziare. 
Perchè se ho scelto un marito migliore di me stessa, vuol dire che ho scelto bene.


Il Libro che non posso smettere di leggere:


Il posto che non posso smettere di sognare:

Immagine tratta da Qui

Il film a cui non posso smettere di pensare:


Un minuto di raccoglimento per la incredibile interpretazione di Daniel Day-Lewis
La canzone che non posso smettere di ascoltare.


                 E un minuto di raccoglimento per la incredibile bellezza di Alex Ebert

5 giugno 2013

IL MANTENIMENTO, QUESTO SCONOSCIUTO

"..e quando ti viene fame, mangia una mela.."

Questa è la regola per il mantenimento del peso della donna a cui voglio piu' bene su questa terra.
Mia madre.
Ed è la regola piu' errata che potessi mai sperimentare sulla mia pelle.
Dunque , prendiamo il toro per le corna e affrontiamo l'argomento una volta per tutte.
L'argomento è: come diavolo si fa a manterenere il peso, una volta che si è perso peso.
Mi spiago meglio: conosco moltissime donne che sono dimagrite.
Hanno perso tanti chili, attraversato il sacrificio, la malattia alimentare, le abbuffate, i digiuni, i cazzi, i mazzi e tutto quello che gira intorno all'argomento dieta.
Ebbene. Non ho mai visto queste donne mantenere il peso ideale.
Hanno continuato a perdere troppi chili, e a combattere contro chili in piu' esistenti nella dietologia classica, ma oggettivamente inesistenti nel mondo reale.
Oppure non  hanno ripreso peso come prima, ma continuano ad oscillare di quattro cinque chili su e giu', per anni interi.
Ecco, io faccio parte di questa categoria.
Mi attesto su un peso . Mi vado bene con quel peso. Non so mantenere quel peso.
(Sono molto brava a conservarmi obesa, tuttavia)
Ora, premesso che sono ancora  in sovrappeso, che allo stato attuale ho già ripreso due chili causa assenza di sigarette e di ripresa della "vita mondana", e che avrei bisogno di perdere altri 7 chili per ritenermi davvero soddisfatta, il mio cervello ha deciso che non vuole piu' scendere.
E a 34 anni, ho deciso di assecondarlo.
Non sarà la scelta giusta dal punto di vista nutrizionale
Ma è la scelta giusta per me, e io vengo prima delle tabelle, e dei BMI dei miei coglioni.
Io non credo a Babbo Natale, non credo alle persone coerenti e per ultimo non credo al BMI.
Faccio male? Non lo so.
Io credo nel cervello sano.
Il cervello sano aiuta a mantenere il peso.
E allora, manteniamo il peso.
Il problema è:
Sono nervosa.
Sono in una fase delicatissima della mia vita. (leggi tra le righe - periodo de merda)
Insomma ho un sacco di pensieri negativi e la vita non mi aiuta a venirne fuori tipo, che so,
con una botta di culo tipo vincere sessanta milioni di euro al superenalotto.
Ma ho pensato da persona a cui il cervello funziona.
E ho deciso che in ogni caso queste che ho scritto qui sopra
sono tutte scuse.
Quando penso alla causa del mio sovrappeso, penso di essermi riparata dietro una miriade di scuse.
Analizziamole una per volta:
1) Prendo il ferro per l'anemia, e si sa, il ferro mette fame.
2) Ho smesso di fumare, ed è scontato, smettendo di fumare si prendono 10 chili, quindi io riprendero' tutti i chili che ho perso con tanta fatica.
3) E' una vita che combatto con il sovrappeso, ho la capoccia con la tara del problema alimentare, non saranno dieci chili di meno ad aver modificato questa cosa.
4) Non posso viaggiare, non posso comprare vestiti, non posso comprare trucchi, non posso uscire tutte le sere e fare bisboccia, se no chi si alza la mattina, non posso non posso fare quel diavolo che mi pare, potro' almeno sfondarmi di cibo?
5) Ho dovuto affrontare troppe cose nella vita, e quindi ho avuto bisogno di mangiare molto.
6) Vivo a Roma. Questo basta per essere nervosa e incazzata con la vita, e quindi avere fame.
7) Odio la palestra, si sa che sono un tipo intellettuale. E chi non fa sport è destinato ad ingrassare.
8) Spesso mi sento svenire, e quindi devo mangiare molti zuccheri e molti condimenti per riprendere le forze
9) Lavoro in un ambiente in cui indirettamente sono circondata da cibi di ogni qualità e dimensione, e spesso è tutto molto buono, ed è anche offerto. E si sa che non si butta via il cibo, se viene offerto.
10) Sono golosa di biscotti al burro inglesi. Questo è sufficiente, direi.

Dopo questo elenco, una sola certezza: non riusciro' a tenere duro per molto, senza una vera motivazione.

Mi piacerebbe sentire la vostra, mi piacerebbe che mi lasciaste un commento e mi diceste che è possibile andare oltre tutte le scuse e non riprendere peso tanto facilmente, una volta che si è perso.
Mi piacerebbe che mi raccontaste che con il vostro metodo infallibile o i vostri  trucchetti si riesce a restare in forma e a fare parte del mondo dei normali, di quelli cioè, che non sono mai ingrassati o dimagriti piu' di tanto nella vita.
Perchè io purtroppo non ci credo.
Quello in cui credo è che tornero' grassa.
Intanto, pero', vado a mangiare una mela.

Bellissima immagine tratta da qui


Il libro che non posso smettere di leggere:




Il posto che non posso smettere di sognare
Istanbul
Il film a cui non posso smettere di pensare

La canzone che non posso smettere di ascoltare: