21 dicembre 2014

A NATALE SIAMO TUTTI PIU' CATTIVI



Una collega (inglese) molto saggia dice che io sono accondiscendente oltre ogni limite.
Quasi nessuno mi sta davvero sulle palle, giustifico, incoraggio, comprendo la maggior parte della casistica umana con cui ho a che fare ogni giorno.

Nulla di piu' vero. Ho grande rispetto anche per la gente profondamente antipatica, sono meno noiosi, tra l'altro mi domando perchè continuo a perdere tempo a rendermi simpatica alla gente quando detesto quelli che si fanno voler bene a tutti i costi.
Chi mi capisce è bravo.

Ad ogni modo c'è un periodo dell'anno in cui invece la mia proverbiale pazienza verso il prossimo si va a far benedire con tutti i Santi del Calendario.
Stiamo parlando delle feste Natalizie.
Ora , Io non voglio fare il solito Grinch della situazione.
Ma la gente sopportabile in qualunque periodo dell'anno, durante il periodo natalizio, si trasforma nel DEMONIO.
Ma andiamo per punti, così capite meglio:

Quelli che: hai già fatto i regali? I super organizzati da liste excel e carta da pacchi ricamata, che hanno già comprato tutto lo scibile umano per i loro cari prima della fine dell'estate, e giudicano te, comune mortale, che negli ultimi tre mesi hai a mala pena avuto il tempo di andare in bagno, e scrivi compulsivamente la tua misera lista su un post-it rimediato in ufficio nella speranza di recuperare tempo.
Sapete che vi dico? Ce la posso fare pure io, e non importa se ci sarà come ogni anno uno scambio dei contenuti dei pacchetti che mi farà vergognare come una ladra di fronte al povero malcapitato di turno. Conta il pensiero. Il pensiero è grande, ho avuto tante idee, ma non ho avuto il tempo di metterle in pratica.

Quelli che: a Natale devi ingrassare, è assurdo e impossibile non magnà e non alcolizzarsi senza pudore, devi prendere almeno tre chili se no non sei nessuno. POI DOPO LE FESTE , CI SI PENSA.
Ora, se io timidamente accenno al fatto che a causa di irripetibili eventi e della mia cojonaggine, ultimamente ho ripreso TUTTI i chili e dico TUTTI, faticosamente persi durante lo scorso anno, e quindi dovrei iniziare a stare attenta, arriva il monito assoluto.
Eeeeeehh, NO! la dieta si inizia dopo la Befana. E guarda un po' arriva sempre da donne molto in forma che rischiano solo i canonici due chili di gonfiore natalizio facilmente superabili attraverso un paio di giorni di detox, o di una gastroenterite, (sono pessima, lo so.)
Io invece ho una teoria diversa: visto che oramai per "Natale" si intende un periodo che va dalla fine di ottobre a metà gennaio, magari è il caso di darsi un contegno, se no tra feste aziendali, pacchi regalo, aperitivi di auguri, rischio la trasformazione in ippopotamo spiaggiato prima dei quarantanni. E non è cosa buona e giusta.

Quelli che: e VOI cosa fate a Capodanno? Risposta: faccio cadere le palle dell'albero di Natale.
Io di solito a Capodanno mi impegno solo a dimenticare l'anno demmerda appena trascorso, (questo in particolare non è stato dei migliori, che poi devo sempre ringraziare che c'è stato il Giappone,
devo sempre ringraziare per un milione di cose) Ciò nonostante , non siamo negli Stati Uniti a ringraziare, non è il Thanksgiving day, qui siamo in Italia e stiamo parlando di una vecchia fine e di un nuovo inizio, niente di cui ringraziare, quindi ci sarà solo da stare in pace, raccogliere le forze, e cercare di attutire il colpo di un altro anno che se ne va. E farlo in amena compagnia, mangiando molto bene, bevendo anche di piu'. Non chiedo altro.

Quelli che: OGNI CINQUE di Gennaio devono comunicare a tutte le parenti e amiche di sesso femminile, attraverso i social o quel che è peggio, dal vivo, che è ora di prepararsi, prendere la scopa e iniziare il proprio turno da Befana, e se non rispondi allo scherzo con sorrisi, risate e altre amenità, sei tacciata di non saper stare allo scherzo, di essere femminista, acida, di non aver trombato durante le feste, di non sapere dove stanno di casa il sarcasmo e l'ironia. Ma invece, non vi è mai venuto in mente, che semplicemente 'sta battuta a rotto i cojoni e non fa ridere?

NOTA DELL'AUTRICE: A tutte le persone che invece passano ancora di qui, auguro un magnifico periodo delle Feste e uno splendido Natale.
Vi auguro soprattutto moltissima pace interiore, che, a dispetto di tutti i pacchetti che scarterete sotto l'albero, è il regalo più grande che la vita possa farvi.
Vi auguro prosperità, e la voglia di cambiamento e di novità, che sono il motore del mondo e dell'animo umano.
Vi auguro di essere migliori come persone, e di non pensare mai più no, io non ce la farò mai.
Vi auguro di capire gli altri, di aprire la mente, di aprire in particolar modo il cuore.
E tutto questo, soprattutto, lo auguro a me.

19 novembre 2014

CI SIAMO (ANCHE) NOI

E tu quando lo fai un figlio?

Con le infinite varianti:

LA DECISIONISTA - Eh, ma se ci pensi troppo non lo fai più. E no invece, se ci penso tanto è perchè questa scelta coinvolge un'altra persona, che poi sarebbe mio figlio, che non sceglie di venire al mondo. Ora si suppone che nel 2014 questa debba essere una scelta per quanto possibile meditata.
Chi mi dice che sono una stupida, semplicemente NON SA. Non sa nulla della mia vita.

LA MONITORATRICE - Eh, ma ci hai il ciclo anche questo mese? Non voglio sentire la parola ciclo, alla tua veneranda età voglio sentire solo la frase : sono incinta! ok, non posso più neanche avere il mio dolorosissimo ciclo in santa pace, qualcuno monitora le mie scadenze mensili al posto mio. Quale profonda gioia.

LA GIOVANE VECCHIA - Sai io i miei figli li ho avuti tardi, quando è nato il secondo avevo già 26 anni. Ma tanto tu hai ancora tempo - Grazie per aver rassicurato questa quasi trentaseienne con la tua comprensione.

LA NOSTALGICA/TERRORISTA- Aahhh, se tornassi indietro i miei figli li farei molto più tardi, anche se li ho desiderati tantissimo, alle volte mi sembra di impazzire, certo loro ti ripagano di tutto, ma insomma, niente più tempo per te, neppure per fare una doccia o per andare in bagno in santa pace, sei totalmente concentrato su di loro, e vogliamo parlare dei soldi che vanno via come se niente fosse? Pannolini, asilo nido, baby sitter, pediatra, solo per citare alcune voci di spesa, e quando si impuntano che vogliono qualcosa, ahh, allora sono cazzi, e infine, vogliamo dire che non si tromba più, manco nei fine settimana? E diciamolo va! No, comunque , sono la cosa più bella della terra. E allora cosa aspetti?  Di incontrare una mamma più ottimista di te che migliori il quadro. Intanto, mi gratto.

LA CATTOLICA: "Non devi temere,  i bambini sono un dono del Signore! - Alle volte anche di un preservativo rotto, di una pillola dimenticata, o di una quaglia saltata male. So' punti di vista.

LA DIRETTA - Ah, e tu, come mai non hai ancora figli? Silenzio assenso, o anche "una manica di cazzi tuoi?"

L'ADULATORE DI SESSO MASCHILE: Nooo, ma tu sei troppo una bella ragazza, ma sei sposata, ah sì? e i bambini li hai fatti? ah no? e che tuo marito non provvede? eh se vuoi ci penso io! Che gentile, grazie ci faro' un pensierino, ma per ora preferisco sognare un figlio con i geni di mio marito, che se no sa, ci rimane male.

Devo continuare?

Ok, ora arriva la parte seria di questo post, perché, se non l'avevate capito, ho intenzione di parlare in maniera abbastanza esplicita del fenomeno che spopola nella mia vita come in quella di tantissime donne che come me, non hanno ancora figli nonostante l'età fertile avanzata. 

Quelle come me, sono semplicemente donne che stanno aspettando per una serie infinita di motivi di mettere al mondo un figlio, pur avendo una relazione stabile da anni.
Quelle come me hanno una vita piena di belle cose, piena di brutte cose, ma soprattutto, a dispetto di quello che la maggior parte delle persone pensano, hanno un desiderio fortissimo di avere un bambino.
Quelle come me stanno affrontando paure primordiali, e problemi concreti e reali, di cui non tutti sono a conoscenza. 
Quelle come me hanno smesso di dichiarare queste paure, come se fosse un incredibile tabù o un affronto al coraggio e alla natura. 
Quelle come noi si riconoscono a vicenda al primo sguardo. Spesso hanno il pudore di non toccare l'argomento, perché sanno quanto faccia male scuotere quella parte profonda e delicata e potente che fa parte del nostro essere donne e che la possibilità di tenere in grembo una nuova vita, di farla crescere dentro di se', di farla venire al mondo.

Non ne ho mai esplicitamente scritto qui perché mi vergogno. Soprattutto della mia mancanza di coraggio, perché da un paio di anni a questa parte sto affrontando delle paure che non fanno male e basta, ma ribaltano e sconquassano le budella, e soprattutto fanno prendere consapevolezza della potenza di questo desiderio, e di quanto questo desiderio possa stravolgere la propria anima, e anche parecchi rapporti umani.

Sì, io faccio parte di quel gruppo donne che hanno paura di fare un figlio.
(vorrei aggiungere, per ragioni estremamente concrete e serie, ma servirebbe a qualcosa? 
No, non lo aggiungo, non devo giustificarmi con nessuno, per questo, chi mi conosce e ha letto di me sa che non sono una superficiale, sa che ci sono motivazioni valide per continuare l'attesa dell'attesa)

Scriverlo apertamente qui sopra serve a chiudere il cerchio, a tracciare il percorso per le scelte successive che vorremo fare, io e mio marito.

So di non essere sola, sono circondata da donne meravigliose che come me,
hanno questo blocco.
Io voglio dirvi che è bene parlarne.
E' bene poter rispondere sinceramente: non ho ancora figli perchè ho paura.
Non so dove mi porterà questa paura, ma l'ho riconosciuta in maniera onesta e ora vado avanti.
Se volete potete farlo anche voi.
Rispondere qui, nei commenti, a quella domanda così bella e inopportuna.
Fatelo per me.
Ne ho un infinito bisogno.
Grazie.




Nota dell'autrice: Anna, è passato un anno, mi manchi tantissimo, non c'è giorno in cui tu non sia insieme a me.

6 novembre 2014

LA CHIAMAVANO GIACOMO LEOPARDI

Immagine tratta da Qui
Quando mi dicono, "Tutto si aggiusta", mi parte l'embolo, ormai è assodato.

Io però lo dico di continuo alle persone che amo, per illuderle, ma non ci credo per niente, 
credo molto nei colpi di fortuna.

Io ne ho avuti tanti, di colpi di fortuna, più di quanti un solo essere umano possa meritare. 
Ma lo so.
So che la mia natura è pessimista.
Da bambina, ne avevo piena consapevolezza.
Alle volte mi sentivo maledetta dal diavolo per essere così incapace alla felicità.
Allora disegnavo e scrivevo il mio mondo, e leggevo favole, per prendere le distanze dalle brutture del mondo e cercare l'unica cosa che mi facesse stare bene: la bellezza.

La trovavo spesso nelle mie fantasie, poco nella realtà,
o forse ce l'avevo vicinissima e allora non capivo. 

Sono passati gli anni, e sono ancora li',
che disegno e cerco la mia àncora di salvezza.
E vi dirò.
Persino io lo so che cosa vuol dire vivere in quello stato di fiducia nei confronti della vita, è come la bassa marea, te la godi finché c'è, ma sai che l'acqua alta tornerà a ricoprire tutto. 
Io lo vedo come è brutto questo mondo ricoperto di cose splendide. 
Lo vedo, e se mi dicono che sono tremenda, non ci faccio caso.

Nel quotidiano sono stoica, sorrido molto, ve l'assicuro.

Perché credo nel prossimo, credo che la linfa da cui trarre il coraggio siano gli altri.
E allora mi fido. Mi lascio andare, cerco il contatto.

Il problema è che di questi tempi quando si sceglie di stare in mezzo agli altri diventa un casino.

Si cerca comprensione, si trovano spesso dei muri di giudizio e atteggiamenti infantili senza pari

Vedo continuamente che il bue dice cornuto all'asino,
senza capire che ci si lamenta solo di quello che vorremmo non essere noi, dando la colpa agli altri,
gli altri, invece, anche quelli che sbagliano i congiuntivi, anche gli scoordinati, i brutti, quelli senza patente, quelli con l'alito cattivo, (vabbè, non esageriamo,va)
quelli con il taglio di capelli più brutto del mondo,
sono nostri carissimi amici.

Tutti.

Perchè abbiamo così paura dell'imperfezione? Delle sbavature? Dell'improvvisazione?  Della precarietà? Della Bruttezza?
Credo non siamo stati educati bene, non siamo stati educati soprattutto a riconoscere quello che conta davvero.
Siamo solo bravi a praticare quel gioco al massacro che è farci la guerra l'un l'altro per vincere a tutti i costi.
Come se la vita fosse una gara a chi sa fare meglio questa cosa del vivere felici e contenti.
E io mi chiedo.
Che ci faccio qui.
Che stupidi che siamo.
La gobba di Giacomo,  è quella la parte da amare.
E' quella la parte che può salvarci tutti.


Nota dell'autrice: E tu caro Elio, sei troppo bello per essere Giacomo, mi spiace.

16 ottobre 2014

TIPO

E' vero, ci sono cose che nessuno ti può portare via.

E no, non sto parlando della cellulite sulle cosce, o dei peli superflui, o del tarallo addominale perenne. Quelle robe li' non mollano mai, che Dio le abbia in gloria e le custodisca.

Sto parlando di certezze improvvise che arrivano da molto lontano e si posano preziose sulla superficie delle cose, rendendole semplicemente degne di essere vissute.

Tipo le sere che sei nel lettone con i gatti acciambellati e il marito abbarbicato al braccio, e sei felice perché sai che nonostante tutta la merda piovuta addosso a voi, sai che c'è ancora molto da fare e molto da costruire insieme.

Tipo quando ascolti certe canzoni che non sentivi da un po', tipo questa  o questa o questa o anche questa, e non credi ci sia bisogno di dire altro, perché è già tutto detto.

Tipo quando pensi a Londra, e al fatto che se Dio vorrà la rivedrai presto, e ti senti fortunata perché hai trovato IL TUO POSTO NEL MONDO, il posto dove sei perfettamente felice.
E quel posto non è così impossibile da raggiungere.

Tipo quando ti ripeti, NO, non ce la farò mai, e invece sei lì che ce la stai facendo, e a un certo punto, semplicemente, LO CAPISCI.

Tipo quando a dispetto della tua natura umana giudicante ed invidiosa e negativa, scopri che il mondo non è solo il posto in cui abiti, alle volte, per fortuna, alle volte purtroppo , e ti ricordi di pensarci bene molto bene a questa cosa, prima di dichiarare definitivamente MA ALLORA E' TUTTO QUI.

Tipo quando arrivi molto presto al lavoro, l'ufficio è ancora deserto e la temperatura è ancora così fresca, ma così tremendamente estiva, e  guardi fuori dalla finestra e pensi che  almeno per un minuto della tua vita non devi avere paura, e ti sale quella fiducia incondizionata e senza seguito che molti chiamano serenità.

Tipo quando pensi, ma no, è ora di chiuderlo, questo posto, e poi ti dici, chissenefrega, questo è il posto che conservo gelosamente per la me del futuro, che è già presente, o forse lo sarà.
E alla me del futuro dedico questa. 



3 settembre 2014

GRASSO NON E' BELLO




Non voglio fare che sto posto mi ridiventa il luogo monotematico dove si parla del solito spinoso problema del perdere i chili di troppo. Lo era quando l'ho aperto sette anni fa,  non mi sembra il caso di tornare indietro e scrivere di nuovo della fiera delle banalità che è parlare del problema peso in eccesso barra obesità.

Mi preme pero' di mettere per iscritto alcune considerazioni su quello che ho imparato dalla mia personale esperienza sul faticoso raggiungimento della forma fisica e del benessere psicologico ad essa associato.
A trentacinque anni e mezzo suonati ho capito finalmente cosa voglio diventare.

Io voglio essere una persona di questo tipo:

Voglio essere una persona di quelle che pensa al cibo come ad un piacere della vita e non il come al catalizzatore di tutte le personali bramosie quotidiane. Voglio svegliarmi la mattina, e qualche volta scegliere di fare colazione al bar perché è molto bello fare colazione al bar, andare a cena con gli amici, e non ordinare necessariamente una fetta di carne con l'insalata, ma la pizza e il dolce, e magari anche le patatine fritte, che ci stanno sempre bene, voglio preparare una torta di mele al Santuomo senza sentirmi in colpa per averne mangiato due fette e non giusto una mollichina per assaggiare, e voglio poter leccare il fondo della pentola in cui ho preparato la crema pasticcera, per giunta.
Voglio fare attività fisica per il piacere di muovermi, voglio ballare, camminare, andare in piscina. 
Voglio farlo serenamente, e in maniera equilibrata. Voglio prendermi cura di me stessa a tutto tondo, vestire bene, curarmi, truccarmi usando prodotti di qualità, bere molto, (cosa che per altro faccio, tanto da essere stata ribattezzata dalle mie colleghe cammello ufficiale della stanza), non esagerare con il cibo e con l'alcool, voglio sentire naturalmente il senso di sazietà sociale. 
Non voglio diventare una estremista del salutismo, 
ma semplicemente mangiare meno cibi complessi e super pasticciati.
Per il resto, se ho bisogno di due gelati artigianali di primissima qualità al giorno per essere felice, ben vengano.

Sono circondata da una miriade di donne (e molti uomini) che gestisce la propria giornata mangereccia in questo modo. Magari in alcuni periodi mette su peso, in altri è particolarmente stressato e scende di quei quattro cinque chili che fanno sempre piacere, ma vive la propria giornata senza che il cibo diventi il pensiero ossessivo che invece è stato ed è tutt'ora per me in tutti questi anni.

E' questo il mondo a cui aspiro

Mi rendo conto che la mia richiesta è chiedere la luna, come per tutti coloro che soffrono di disturbi alimentari: Mi rendo conto anche, che non posso accontentarmi di meno, in questa fase della mia vita.
Ed è per questo che sono ancora molto cicciona. 
Ed è soprattutto per questo che sono portatrice non sana di quei 15 - 20 chili in piu' che pesano come macigni.

So anche molto bene pero' che sono quei chili in piu' il prezzo che sto pagando per la lunghissima ricerca del mio equilibrio alimentare definitivo. Ci vorrà molto tempo, probabilmente si parla di anni.

Quello che vedo molto spesso invece, è una cultura che non giudico, ma che è la realtà piu' comune.
E' questa cultura qui:

Se sei in sovrappeso o molto in sovrappeso, i chili in più sono il demonio. 
Bisogna eliminarli tutti , non fare piccoli passi meditati durante il corso degli anni per ritrovare il gusto del cibo e della vita, ma agire definitivamente una volta per tutte. Bisogna diventare magre, che altrimenti non sei sana. Questo è quello che vi diranno la maggior parte dei nutrizionisti o allenatori di palestra o amiche che hanno perso molto peso e ora sono magre.
Ti diranno di metterti sulla bilancia e ti diranno: ecco signora, lei è in sovrappeso di 23 chili, il suo peso ideale è di 62 chilogrammi considerata la struttura ossea molto grande, per cui si metta a dieta e faccia sport, elimini i troppi grassi e il troppo zucchero che sicuramente ingurgita e bla bla bla e vedrà che risultati.
Ecco, sappiamo tutti come si fa, siamo regine e campionesse del "domani devo iniziare la dieta", e ci immaginiamo in una 44 nel giro di sei mesi senza se e senza ma. Poi proviamo a farlo e no. Non ci riusciamo.
Perchè non ci riusciamo.
Semplicemente perchè, e questo l'ho capito solo ora che sono matura,
la vita in cui viviamo è un po' diversa. C'è la socialità, c'è il consumismo, c'è la cena da preparare, c'è il dolcetto portato e arraffato in ufficio dall'amica che festeggia il compleanno. C'è l'aperitivo, c'è la cena aziendale, c'è la mamma dall'Abruzzo che ti impacchetta i manicaretti da surgelare. C'è che hai smesso di fumare e semplicemente vuoi compensare. C'è che esiste lo stress, esiste la felicità, esistono gioia e dolore. C'è che ci hai un sacco di cazzi e cerchi cibo di conforto, ed è inutile che ti dicano che cercare conforto nel cibo sia una disgrazia e non si fa.
Si fa si fa,
lo facciamo da quando siamo bambini, è secondo me innaturale non farlo.

La cultura, la società ci convincono che non è normale confortarsi con il cibo, che non è bello uscire a cena o semplicemente concedersi uno strappo o piu' strappi al giorno perchè ci fanno felici. NON SI FA. E' una copertura di tutte le problematiche che non si vogliono affrontare. E' un delitto concedersi una vita normale, una vita senza dieta.

Io non lo so mica sapete.

Vedo mia sorella, che è stata in lotta con i chili di troppo per tanti anni, che si sfonda di palestra ed evita la pasta e i carboidrati come la peste e dice che per lei è la cosa piu' normale della terra, perchè solo in una taglia quarantadue si sente bene, e allora dico: non lo so mica se è felice.

Insomma tu sei li' che sei goloso ma non ti strafoghi, semplicemente hai molta piu' fame e hai bisogno di 120 grammi di pasta per saziarti. Il nutrizionista di turno te ne propone 80 al giorno e ti dice di fare piu' movimento e bere molto. E tu sei li' che pensi che non è quello che vuoi per te stesso. Perchè ognuno ha un suo equilibrio specialissimo e personale. Che non viene rispettato.

Io non so dove voglio andare a parare: so cosa non voglio diventare pero': 

-non voglio essere la donna molto in carne che perde peso attraverso un percorso fatto di coraggio e di grande dolore, ma anche di voglia di riscatto e di grande soddisfazione, e lo fa con un sacrificio fuori dalla norma. Se non deve essere non è. Non sono una sportiva ne' una che vuole stare a dieta. Non sono questo tipo di persona. Ne' voglio esserlo.
Ammiro immensamente chi riesce, so che è una delle strade possibili per fare pace con sè stesse. Ma non è la mia strada.

Non voglio essere la donna YO YO. Ne ho fatto parte,  e ne faccio ancora parte, con picchi minori rispetto ad anni fa, ma onestamente vivo molto meglio ora. Preferisco avere da svariati anni venti chili di troppo da smaltire (chilo piu' chilo meno),  piuttosto che perdere velocemente 20 chili e riprenderne 30 e farlo per oltre 10 anni consecutivi. Lo YOYO non è meglio dell'essere costantemente grassi. Mantenere il peso da grassi è già un obiettivo, che insegna l'equilibrio, o almeno ti ci fa avvicinare.

Soprattutto non voglio essere la donna in sovrappeso che "io ho fatto pace con me stessa e mi piaccio così come sono". A parte che le donne non si piacciono a prescindere, e quando decidono di fare pace con loro stesse si fanno il più bel regalo che esista sul pianeta terra,
Pero' c'è un limite. Se sei alta uno e sessanta e pesi 130 chili, io avverto in te un disagio, una problematica sociale piuttosto pesante. E' come vedere qualcuno che si fa di cocaina e dire, vabbe' che male fa, è una cosa che gli piace lui fa quello che vuole. No, non c'è da stare allegri, c'è da trovare una soluzione al problema. Perchè è un problema. Io lo penso ed è inutile negarlo. L'obesità non è sana. Grasso non è bello.

Io sono stata obesa, ora sono in forte sovrappeso e sono consapevole che con questa ciambella sull'addome e questo culo taglia cinquanta non mi accetterò mai veramente. 
E che lo scorso anno, quando ho perso oltre dieci chili in quattro mesi, perchè era il momento, io ero molto piu' felice. 

Scrivo nero su bianco la verità: no, non ho fatto pace con me stessa. Ma provo a volermi bene e a migliorarmi secondo quello che va bene per me. Non secondo quella che la cultura dietologica ha imposto per decine di anni inutilmente. Vi faro sapere.

E voi fatemi sapere: Cosa volete essere voi?

29 agosto 2014

SIAMO SALVI

No, non lo siamo. Ma abbiamo questa.

2 agosto 2014

NATA SOTTO IL SEGNO DEI PESCI

Negli ultimi anni della mia vita, pensavo,  non sto facendo onore al mio segno zodiacale.
Mi sono trasformata in un Caterpillar.
Sono concreta, pratica, e avverto l'importante desiderio di migliorare me stessa sempre e comunque. Mi piace molto la disciplina che regna sovrana nella mia non piu' tanto giovane vita, il fatto che non abbia neanche bisogno della sveglia per alzarmi dal letto.
Tutto mi sembra nel posto sbagliato e quindi io DEVO METTERE ORDINE.
La vera me non è così.
E sì, ci ho l'ascendente Toro, ma insomma, il misero pragmatismo della bestia con le corna, non può neutralizzare di punto in bianco anni e anni di castelli in aria, lobotomie immaginarie, sogni ad occhi aperti e assoluta voglia di fuggire via lontano verso mete sconosciute. 
La domanda sorge spontanea.
Io dove sono finita?
Di seguito le ipotetiche risposte:
Sono finita dentro il cesto di panni da lavare, nel pavimento perennemente pieno di peli di gatto (la domanda vera è : quanti peli di gatto avrò ingurgitato nella mia vita? Tanti , troppi , ma sono palle di pelo d'amore, e quindi bon) , nella me che va a fare la spesa lì perché lì costa meno, nel questo non lo faccio perché poi chi si sveglia domattina? Nel questo nemmeno lo faccio perché devo arrivare a fine mese, nel continuo senso di frustrazione verso i miei che devono aiutarci perché non ci si arriva mai, a fare le cose che si vogliono fare.
Sono finita nello zucchero raffinato che fa male, nel pacchetto di sigarette che proprio non si può comprare, nelle scatole di biscotti che vorrei mangiare e nelle torte che vorrei cucinare, e in tutte quelle volte in cui i miei orari non coincidono con quelli del resto del mondo e allora arriva lei, la NOIA, e io non la so tamponare. Sono finita certamente in quella frase che ogni mattina riecheggia nel mio cervello appena desto, e che mi accompagna incessantemente per il resto della giornata: OGGI DEVI INIZIARE LA DIETA. E che resta una frase.
Sono finita nella stanchezza serale che mi porta a chiudere le pagine del libro bellissimo che sto leggendo e ad aprire la pagina facebook del mio telefonino e pretendere di non essere una testa pensante ma solo un anonimo utente che fluttua nella rete in cerca di novità, o alle volte di pettegolezzo.
Sono finita nelle responsabilità del mio lavoro, fonte inesauribile di energia, gioia, soddisfazione e un forte e sano esaurimento nervoso di fine luglio. Sono finita nella me che ci ha provato ad essere meno brava in quello che sa fare, ma che ha una cosa che si chiama senso del dovere,  che la porta ad essere quella che viene definita una persona in gamba, e allora questa cosa le ha procurato alti picchi di stima in se stessa, e quindi che vuoi fare , buttare tutta all'aria per quella stronzata chiamata irrazionalità?
Sono finita nei sogni di quella ragazza che diciottenne si è trasferita a Roma dal piccolo paesello sui monti, e non ce la faceva proprio a stare sola in una città così grande, si sentiva eternamente persa e anche un po' pazza, e così ha deciso di fare spazio alla razionalità che era l'unica cosa che poteva aiutarla con gli studi. Questo le costò un bel po' di pelle a materasso sulle gambe e la fece arrivare a sfiorare il quintale, ma poi, che bello prendere la laurea, e iniziare di nuovo da capo.
Sono finita in quelli che ti dicono che l'amore si trasforma, il matrimonio non è per tutti e vedrete quando avrete figli, e non si può costruire nulla se mancano soldi, e la casa quando la comprate, e un figlio quando lo fate, e sei troppo vecchia, ma io ancora ci credo che non è vero, e che noi mi sa che ci amiamo molto più ora di molto tempo fa, e siamo definitivamente anime gemelle e io non ho mai avuto così tanto amore da nessun altro che non sia tu. Perchè:
Tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi, corri amore, corri non aver paura.
E voi dove siete finiti?


18 luglio 2014

VIETATO FUMARE



E' da un po' che volevo scrivere questo post, sapete, io scrivo qui su più per darmi addosso e sminuire le mie capacità che per riconoscere i traguardi piccoli o grandi che alle volte riesco a raggiungere.

Beh, smettere di fumare è uno di quei traguardi. 
E io oggi lo voglio mettere per iscritto.
Tra pochi mesi sarà passato un anno e mezzo senza passare dal via e soprattutto dal tabaccaio.

No more cigarettes. Per me e per il Santuomo. Da un anno e mezzo. Siamo stati bravi e coraggiosi.
Vedo intorno a me tantissimi che ci provano da anni, e non ci sono mai riusciti.

E no, se ve lo state chiedendo, non eravamo di quelli che fumano ogni tanto per dare aria ai polmoni, non eravamo quelli che accendono la sigaretta solo se offerta in occasioni mondane. 
Noi eravamo e sempre saremo, è bene specificare, due esseri umani dipendenti dalla nicotina e dalla gestualità legata ad essa.
Per noi era un rito quotidiano da ripetere almeno venti volte al giorno , se non di più.
Per anni e anni e anni. 
Io ho fumato per quindici anni, il Santuomo per oltre venticinque.

Ditelo, voi che non avete mai fumato, che tutto ciò fa davvero schifo, puzza e fa male alla salute.
Ebbene, ha fatto schifo anche a noi,  ad un certo punto.
Così ci siamo guardati e abbiamo deciso, coadiuvati dalla gran moda della sigaretta elettronica.

Non è un percorso facile.

Nella realtà per raggiungere l'obiettivo ho rinunciato 
all' UNICO ELEMENTO DI VERA TRASGRESSIONE 
che avessi nella mia vita.
Non posso negarlo. E soprattutto ho rinunciato 
all'unica alternativa al cibo che fosse veramente soddisfacente
Per me, che da sempre lotto con il peso e con il desiderio di mangiare molto piu' di quello che serve al mio fisico,  è stata una rivoluzione.

La mia vita è cambiata.
Il mio approccio al cibo è cambiato, e sta evolvendo , in peggio.

Durante la giornata di lavoro, ce la posso fare.
Penso poco alla sigaretta e mi faccio coraggio pensando alla salute, e perchè no, ai soldi che sto risparmiando.
(Vi ricordate il viaggio in Giappone? Vi posso assicurare che una buona fetta di quel viaggio è stata pagata con i soldi risparmiati in un anno da non fumatori)
E' quando torno a casa che si scatena in putiferio. E' quando mi rilasso. E li' che arriva il nemico.
LA SENSAZIONE DEL VUOTO DA RIEMPIRE A TUTTI I COSTI.
E quella sensazione lì, è davvero difficile da gestire. 
E' vero, anni di pratica mi hanno insegnato che basta aspettare, basta aspettare MOLTO,  ma alla fine quella sensazione di FAME ASSASSINA passa da sè.
E' vero, passa, ma io non sono lì davanti al frigo che cerco non so cosa perchè ho una fame assassina e basta. Io sono li' spesso e volentieri perchè ho una fame assassina che prima tamponavo con una bella, turgida e sporchissima sigaretta. 
Ora , mi dite voi che diavolo posso fare per arginare il problema?

Ho deciso di mettere nero su bianco le possibili soluzioni per schiarire le idee già molto confuse, che a trentacinque anni si inizia ad invecchiare e perdere neuroni funzionanti (e che vi credete), e c'è bisogno di un promemoria:

A) Ho capito che devo fare movimento. e farlo divertendomi. Non ci sono scuse. Non ci sono giri di parole.
MOVE YOUR ASS. Anche se il movimento aumenta la fame assassina, io devo provarci, io devo stare fuori di casa. Ora, ultime vicende favorevoli nell'ambito lavorativo,  mi dicono che posso trovare del tempo dedicato al movimento. E quindi vi faro' sapere, che tra l'altro ho una voglia matta di andare in palestra- piscina - o anche solo fare la cyclette a casa vestita come una babbiona con i leggings piu' brutti e vecchi e bucati della terra, e chi se ne frega. Ho voglia. Lo faro'. Da oggi. Vedi post precedente.

B) Ho capito che devo trasgredire. Ovvero: devo trovare una forma di trasgressione vera e alternativa al cibo e alle sigarette. O piccole, e possibilissime trasgressioni quotidiane, un po' come consiglia la Gamberale nel suo libro "Per dieci minuti" (che non mi ha fatto impazzire, ma di cui mi è piaciuta molto l'idea di fondo) . Io per ora sono alla fase: mi piacerebbe fare questa cosa che non ho mai fatto, che figata e bla bla bla ..e poi non concludo un cazzo. Ecco, mi impegno, almeno una volta a settimana, a concludere qualcosa di nuovo, a farmi un regalo, a cambiare direzione. Potrebbe essere molto utile a riempire quel vuoto.

C) Ho capito che ci sono delle volte in cui bisogna volersi bene, bisogna essere indulgenti. E' stato ed è tutt'ora un periodo di merda, senza andare nello specifico, io e il Santuomo abbiamo e stiamo affrontando i nostri demoni di coppia, e, cazzo, lo abbiamo fatto senza toccare una sigaretta (so far) .
Dobbiamo riconoscere la nostra forza, io devo riconoscere la MIA FORZA. E poco conta che lo specchio  rimbalza una immagine terribile di noi due, sempre troppo brutti , bassi, grassi, panzuti, e pieni di cellulite, ma che dico cellulite, parliamo proprio di MATERASSO.
E tra l'altro anche bianchi come due mozzarelle, perchè, fino ad ora, chi mai è potuto andare al mare? 
Siamo stati bravi, sono stata brava. Punto.

D) Ho capito soprattutto  che devo smettere di sentirmi inadeguata di fronte a coloro che ce la fanno a mangiare in modo sano, che ce la fanno a fare la dieta, quelli che hanno perso molto peso e giustamente lo gridano ai quattro venti, sui social , in ufficio, a tua madre, a tuo marito, e sembra sempre che loro riescano e invece tu no, proprio sta cosa del dimagrire non ce l'hai nel Dna. Questo è un atteggiamento da ragazzina deficiente, oltretutto controproducente.Viva DIO, fanno bene.
Ma io non ho niente meno di loro. 
Avevo perso undici chili prima di smettere di fumare, nel giro di un anno e mezzo ne ho ripresi sei. 
So che non voglio andare oltre, ma cazzo, ho fatto una scelta. Piu' importante dell'estetica. E sono stata molto piu' intelligente della me stessa che diceva sempre: OH no, io non smettero' mai di fumare , se lo faccio, il mio destino è di trasformarmi in un ippopotamo ambulante.
La verità è che non è detto, è solo mia responsabilità non trasformarmi in un ippopotamo. Come è mia responsabilità  prendermi cura di me. Sempre. In ogni modo.

Vi faro' sapere.

Intanto pero' , mi sento di dare un consiglio a tutti i fumatori (spero pochi) che leggeranno questo post.
SMETTERE DI FUMARE SI PUO'
Oh, sì. Sarete sempre fumatori. Ma senza sigaretta in mano. Io e il Santuomo siamo fumatori che giorno per giorno scelgono di non fumare. Magari riprenderemo molto presto con gli interessi. Ora pero' c'è una differenza rispetto a prima .Ora io e mio Marito sappiamo che si puo' vivere senza.
E ve lo devo dire. Liberarsi da una dipendenza è il piu' grande regalo che ci si possa fare. 
Semplicemente perchè sei 
FINALMENTE LIBERO.

4 luglio 2014

DO, OR DO NOT. THERE IS NO TRY

Io non lo so come si affronta il dolore. 
Ognuno a modo suo. In maniera corretta. 
In maniera scorretta. 
Dignitosa o indegna. 
Ognuno di noi ha un suo modo di passarci dentro e di uscire fuori dall'altra parte.
 Bene o male, non si sa. 
L'arte del giudicare è sempre la più praticata, ma di fronte alla sofferenza
evitiamo persino di puntare il dito. 
Che bravi che siamo.

Io non lo so che momento attraversiamo io e te, accavallati l'uno sull'altro senza sapere che ne sarà del nostro futuro, senza certezze, senza novità. So che ci amiamo molto, so anche che la crisi economica sta rovinando il nostro rapporto. Il dolore è sordo e fa male, ma non abbastanza da non essere ancora tremendamente attaccati alle cose belle della vita e a noi stessi.

Io mi guardo insieme a te, sdraiata sul letto finalmente comodo della nostra casa in affitto, sento i gatti che strusciano la testolina sulle caviglie e capisco il senso. 
Capisco che qualcosa manca, e non possiamo fare molto se non fare, e continuare a fare, nonostante il lavoro che non c'è, l'aiuto che non c'è , i soldi che ci sono ma mai abbastanza. Nonostante la lontananza dalle persone che contano davvero. 
Capisco che la vita è più forte e si fa strada anche quando si vuole mollare. 
Capisco che le persone che ci amano ce lo leggono negli occhi, che siamo molto tristi.
Capisco che alle volte le cose non vanno come vorremmo. 
Soprattutto capisco che il tempo è tiranno.
Ma per me vale una sola regola.

Fare o non fare, non c'è provare. 

Me lo tatuerò il prossimo autunno sul polso. 
Perchè è il mio motto, ed è la cosa in cui credo di piu' nella vita. 
Se ho paura di andare sulle motagne russe, semplicemente non ci salgo. 
Se voglio vincere quella paura, devo salirci sopra.

E questo è tutto.



5 giugno 2014

LUOGHI COMUNI

-Magrezza mezza bellezza. (sono grassa, MOLTO GRASSA, e alcuni mi dicono che sono gnocca, quindi, diciamo che hanno ragione loro).
-Quelli di destra hanno sempre torto (per niente invece, ho letto recentemente l'ultimo romanzo di Francesco Piccolo e ho molto riflettuto, non assolvo così facilmente la mia sinistra come fa lui).
-Pagare l'affitto è uno spreco di denaro (accollarsi un mutuo che non ci si può permettere invece è da emeriti cazzoni, nonchè da totali incoscienti).
-La palestra fa dimagrire (tranne me, tranne me tranne me tranne meeeee)
-Non frequentare gente che ti sta sulle palle (invece si', dico io, altrimenti dove impareremmo ad essere quello che vogliamo essere, se non frequentiamo chi non vorremmo mai essere)
-La speranza è l'ultima a morire (stronzate, quella muore subito, MA. Si sopravvive benissimo lo stesso).
-Altezza mezza bellezza (io ho sposato un bassetto, è davvero l'uomo migliore della terra).
-Non esistono più le mezze stagioni (esistono eccome, solo che le quattro stagioni esistono tutte contemporaneamente)
-Occhio non vede cuore non duole (duole, eccome se duole)
-Dopo i trentacinque bisogna scegliere un taglio corto (giuro che farò crescere i capelli fino ai piedi, solo per andare contro a questa eresia pronunciata da un'amica, mi trasformerò in Raperonzolo, se necessario)
- Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi ( facciamo che in occasione di ciascuna festività comandata si parte verso mete esotiche da oggi fino all'eternità, facciamo)
-Mai dire mai (ci sono cose che MAI, davvero, MAI)

Andare contro i luoghi comuni è la mia specialità. Lo faccio da anni, ed è il mio secondo lavoro. Pratico talmente bene l'attività, che fino ad ora se ne è mai accorto. 
Invece per me probabilmente è la missione della vita.


Ce ne è soltanto uno che è matematicamente invincibile e mi da' del vero filo da torcere.

Ed è questo qui.
CHI NON RISICA NON ROSICA. 
E' che io mi aspetto che prima o poi la vita mi sorprenda.
Invece se voglio una cosa me la devo andare a prendere con forza e sacrificio.
Non ce ne è.
Lottare. Osare. 
MEMENTO AUDERE SEMPER 
(anche se tu, oh D'annunzio, al liceo mi stavi molto sulle palle, su questo devo darti ragione)
Anche se spero sempre che una folata di vento fresco e rinnovatore mi accarezzi il viso proprio quando penso che no, non succederà più.


Lascio a voi la parola, qual è il luogo comune che non riuscite a sfatare e che sperate di sconfiggere definitivamente ?


14 maggio 2014

JAPAN FOR DUMMIES

A fine aprile io e mio marito abbiamo realizzato un sogno. Vedere il Giappone.
Questo sogno ci è costato un paio di mesi di sonni tranquilli e qualche migliaia euro sul conto in banca,
oltre all'ascolto continuativo dell'affermazione più intelligente della terra da parte di molte delle nostre conoscenze che ribadivano con forza:
"Ma in Giappone per sette giorni soltanto? Ma chi ve lo fa fare, NON VEDRETE NULLA"
Vogliamo rassicurarvi. 
Abbiamo visto tantissimo.

L'unico sacrificio richiesto per vedere così tanto in così breve periodo è rinunciare al sonno. Ma è una sofferenza sopportabilissima, dato il grado di euforia e pura felicità che provoca trovarsi dall'altro lato del mondo.

Tornati alla realtà, essa come al solito non ci ha messo tanto a portare complicazioni di varia natura (leggi, merda su merda da spalare) Come da copione, come alla fine della realizzazione di ogni desiderio, la soddisfazione lascia il posto alla preoccupazione e alla tristezza del cuore. 
Eppure, nonostante tutto, vale la pena, sempre.
Di seguito  una  parte di quello che abbiamo visto, e che porteremo nel cuore, perché ci ha fatto bene e ci ha resi felici.
Enjoy!











































16 aprile 2014

IL CINQUECENTESIMO POST

Perchè la mattina appena sveglia lego con una mollettone i miei inguardabili capelli, in maniera del tutto casuale e non studiata,  e mi trasformo istantaneamente in una discreta gnocca, senza avere fatto nulla, che quasi quasi mi sparerei un selfie immediato, e poi li slego, perchè si sa, non mi posso presentare al lavoro con una pinza per la doccia in testa (non si puo' giusto?)  e li pettino con tutta la cura possibile, e solo allora il mio crine decide di trasformarsi in una massa informe orribile e stopposa, trasformando me medesima in un emerito cesso?

Perchè ci sono persone che ti guardano in faccia mentre parlano al telefono muniti di auricolare, tu le saluti e dici: scusa dici a me? E sti cafoni, SOLO ALLORA ti gettano addosso l'occhiata stizzita di chi viene disturbato durante la telefonata della vita, e ti voltano le spalle, e tu ti senti un emerito cazzone perchè invece quasi quasi, guarda un po', proprio oggi ti andava di socializzare?

Perchè alcuni (tutta la popolazione italiana) continuano ad usare una tantum per intendere una volta ogni tanto, perchè altri si ostinano a scrivere il qual è con l'apostrofo, perché altri ancora  traducono la locuzione nomina sunt Omina, con "nei nomi sono gli UOMINI". Idioti, destìni, capito destìni!!!

Perchè alla stragrande maggioranza delle donne il leopardato sta demmerda, e poi c'è quella ragazza normalissima e anche piuttosto anonima, che ci fa una grandissima figura e risulta chiccosissima tutta maculata dalla testa ai piedi?

Perchè il Natale è sempre caldo e la Pasqua si sta anno dopo anno trasformando nella festa della Resurrezione dei pupazzi di neve e nell'ameno paesello abruzzese allo stato attuale ci sono venti centimetri di amata coltre bianca, e questo due giorni dopo avere tirato giu' tutti i miei datatissimi vestiti e giacche della stagione primavera estate, e messo via il piumino invernale?
Perchè uno deve credere che il proprio matrimonio sopravviva una vita intera, se se so lasciati pure Gwinet e Chris, e vi giuro che c'erano rimasti solo loro, ad essere così biondi e belli e facoltosi, così vegani, tremendamente fatti l'uno per l'altra, e con qui marmocchietti dai nomi deliziosi (Apple? just adorable) . E capite bene che se so lasciati. Mi direte voi succede. No cazzo, a quelli come loro non deve succedere. Perchè se succede a loro, che speranza abbiamo noi?
Perchè le persone che piacciono a tutti, ma proprio a tutti, mi stanno matematicamente sui coglioni? Ma soprattutto, perchè l'unico vero scopo della mia esistenza vissuta fino ad ora, è stato quello di piacere a tutti , proprio a tutti?
Perché amo profondamente Sorrentino, e l'Oscar che ha vinto è strameritato ed è una delle poche belle cose che sono successe all'Italia e anche alla sottoscritta nel 2014, e difendero' la sua vittoria fino alla morte, ma se devo proprio dirlo, c'è questo film che mi ha sconquassato le budella e e se vogliamo proprio essere sinceri, meritava di essere premiato sotto ogni punto di vista, perché di storie d'amore raccontate bene al cinema ce ne è davvero troppo poche e questa è una storia meravigliosa e struggente che non dimenticherò mica facilmente?



Questi e altri numerosi dubbi amletici mi corrodono il cervello di donna bacata e matura senza trovare alcuna risposta o soluzione rapida.  E sì che sono domande di vitale importanza. E si' che sono arrivata al cinquecentesimo post pubblicato e ancora mi domando che cosa ci faccio qui.
Perché scrivo ancora cose che io per prima mi rifiuterei di leggere. Non lo so. Per ora vi auguro buona Pasqua. Il Resto magari ve lo dico fra tra un po'.
Poco alla volta.
Se vi va.

24 marzo 2014

TMI

  1. Che cosa indossi? La fedelissima gonna nera a tubo sotto il ginocchio, i soliti tronchetti neri che mi tolgono 5 chili ogni mattina, una maglia grigia, e la mia camicia preferita con i frou frou. Very Classic. Ma io sono punk- rock inside.
  2. Sei mai stata innamorata? Sì.
  3. E’ mai finita davvero male con qualcuno? Sì, con qualcuno è finita con la distruzione della sua stanza da letto da parte mia. Se lo meritava.
  4. Quanto sei alta? 1.72
  5. Quanto pesi? 83 chili, otto mesi fa avevo raggiunto i 77, ma ho smesso di fumare e sono tornata cicciona. Fatica sprecata. Ma non demordo.
  6. Hai dei tatuaggi? No, ma li adoro. Soprattutto sugli altri.
  7. Hai dei piercing? Avevo il piecing al naso, miseramente richiuso a causa di una bruttissima infezione. E' una storia lunga. Ma vale come per i tatuaggi. Li adoro.
  8. Coppia preferita nella finzione? Sicuramente Carl e Ellie di Up. Lo so sono una romanticona.
  9. Programma tv preferito? Attualmente Mastechef.
  10. Band preferita? Probabilmente i Pink Floyd
  11. Ti manca qualcosa? O qualcuno…? Un figlio.
  12. Canzone preferita? Impossibile rispondere. This Must Be The Place, probabilmente è la canzone perfetta. Dico quella.
  13. Qual è la tua ossessione in fatto di makeup? Avere una bella pelle, un incarnato luminoso, infatti uso prodotti molto costosi per fare la base, e non prendo sole sul viso. Praticamente un cadavere.
  14. Il tuo segno zodiacale? Pesci ascendente toro. Sulla carta, la donna perfetta
  15. Hai un talento nascosto? Ho tantissimi talenti, tutti nascosti, grazie.
  16. La tua citazione preferita? Ultimamente sono in fissa con questa di Walter Witman, perchè credo fortemente nella incoerenza dell'essere umano come punto di forza e arricchimento:" Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself, I am large, I contain multitudes."
  17. Attore preferito? Troppo difficile rispondere. Ma ultimamente sto amando moltissimo Di Caprio, e quel gran figo di Joaquin Phoenix. 
  18. Qual è il tuo colore preferito? Il blu e un particolare tono di rosa, che non saprei descrivere.
  19. Preferisci la musica a tutto volume o no? no, soffro di emicrania. Ma la musica la amo tutta.
  20. Dove vai quando sei triste? In camera, sul mio letto, con i miei gatti. Nessun posto è bello, consolatorio e completo come quello.
  21. Quanto ci metti a farti la doccia? due minuti. Ma la faccio due volte al giorno. Due minuti sono sufficienti.
  22. Quanto ci metti a prepararti la mattina? molto, me la prendo comoda. 
  23. Ti sei mai trovata in mezzo a una rissa? mai, ma una volta ho tirato uno schiaffo alla mia piu' cara amica di allora. Mi ha fatto bene.
  24. Cibo preferito? La crostata di frolla che mi faceva mia madre da bambina. I
  25. Il tuo libro preferito? “La versione di Barney” - ma siete cattivi, non si puo' citarne uno solo. 
  26. Perchè hai iniziato a bloggare? Mi piace scrivere e condividere.
  27. Quali sono le tue paure? Perdere la speranza.
  28. L’ultima cosa che ti ha fatto piangere? Passo. Sono una piagnona, tutto mi commuove, tutto mi addolora.
  29. L’ultima volta che hai detto di amare qualcuno? Oggi, sempre, per sempre.
  30. Qual è il significato del nome del tuo blog? Sononera possiede una particolare propensione a vedere negativo e a non godere delle cose belle che possiede. Vive in un perenne stato di incazzatura. In piu' possiede una gatta nera. Fate voi.
  31. L’ultimo libro che hai letto? "PASTORALE AMERICANA" superbo e crudele, un libro difficile.
  32. Che libro stai leggendo? Un libro facile. " Il centenario che salto' dalla finestra e scomparve" molto carino. Ho scoperto che ne faranno un film.
  33. L’ultimo programma tv che hai visto? Ho visto amori criminali sabato scorso e sono rimasta sconvolta dalla crudeltà delle ricostruzioni. Un programma pessimo.
  34. L’ultima persona con cui hai parlato? Mia sorella, ovviamente. 
  35. Che rapporto hai con l’ultima persona a cui hai scritto un messaggio? é mio marito.
  36. Il tuo luogo preferito in cui stare? Camden Town, Londra. Io vivrei lì, se potessi scegliere.
  37. Un luogo che ti piacerebbe visitare? Il mondo intero, se si tratta di viaggi, non escludo nulla.
  38. L’ultimo luogo in cui sei stata? In Abruzzo dai miei.
  39. Hai una cotta? Certo!
  40. L’ultima volta che hai baciato qualcuno? Stamattina, mio marito, e i miei gatti.
  41. L’ultima volta che sei stata insultata? mai stata insultata, grazie a Dio. Ma gli insulti non sono solo verbali, alle volte. 
  42. Qual è il tuo dolce preferito? Strudel o crostata di male, quella americana, tipo apple pie.
  43. Suoni uno strumento musicale? Chitarra classica, sono brava.
  44. Il tuo gioiello preferito? Orecchini, ho una collezione di orecchini a forma di gatto. Un giorno, se mi andrà ve la mostrero'.
  45. L’ultimo sport che hai praticato? Due anni fa, la solita boriosa palestra alternata ad acqua gym. Ho smesso, mi faceva troppo bene.
  46. L’ultima canzone che hai cantato? “Absolute Beginners" di David Bowie, insieme a mio marito, ieri mattina, mentre cucinavo. La trovo semplicemente meravigliosa.
  47. La tua frase preferita per attaccare bottone? Una frase da cazzara simpaticona, di sicuro. La battutina la devo sempre fare. 
  48. L’hai mai usata? E certo tutte le volte.
  49. L’ultima volta che hai frequentato qualcuno? Frequento tutti i giorni mio marito. Basta e avanza. 
  50. Chi dovrebbe essere il prossimo a rispondere a queste domande? Chi lascerà un commento qui sotto, avrà il sacrosanto diritto di rispondere alle domande di questo tag così di moda. Quando vi ricapita.

20 marzo 2014

LA SERENITA' SUSSURRA, LA FELICITA' NON FA RUMORE

In questi giorni di serenità ritrovata, in cui l'unico triste pensiero sono i chili ripresi a causa della solita inconsulta voglia di sigaretta che mi prende nel cuore della notte e mi costringe ad alcune superflue magnate compensative di giorno, rifletto sulla stupidità dei disfattisti tanto quando su quella degli eterni entusiasti. 
Non so quale delle due categorie mi faccia più penare. Molto probabilmente la seconda.
Sulla spinosa questione sono felice della mia vita e soddisfatta delle mie scelte a mio avviso, 
bisogna mantenere un profilo basso e umile.
Nei periodi bui ho passato mesi interi a dichiarare che la mia vita fosse un totale fallimento.
Nei periodi felici ho sempre taciuto. Per pudore. Per incapacità di provare il puro godimento.
Non sopporto coloro che sbandierano la loro felicità e il loro amore per la vita. 
Li trovo privi di tatto. 
Non ne faccio una questione scaramantica. 
Semplicemente, osservo questo tipo di persone da lontano e mi domando: ma questa gente come fa, a fare finta di niente, nella sua onnipotenza?  Mi sembra manchi di rispetto al profondo dolore oggettivo con cui molti  degli esseri umani è costretto a confrontarsi ogni giorno.
La vita è incredibilmente bella, per alcuni, per altri, solo alle volte, per altri ancora molto, molto meno.
Questa è la realtà dei fatti.
Sentirsi fortunati è un regalo che facciamo a noi stessi.
Gridarlo ai quattro venti non è una cosa che per ora non mi riesce.
Forse, semplicemente è una filosofia che non condivido,
perchè per me
la serenità sussurra,
e la felicità non fa rumore.


Nota dell'autrice che non c'entra na fava o quasi con il tema di questo mini-post buttato qui senza alcun senso:
Ma quanto diavolo è figo Joaquin Phoenix in questo film che ho visto l'altro ieri con una delle persone piu' belle che conosca? Eh?? quanto sei bono!!!! questo si' che va gridato ai quattro venti. 

Nota dell'autrice assolutamente pertinente al tema del post: MI DICONO ESSERE LA GIORNATA MONDIALE DELLA FELICITA'.
Questo post spiega cosa è per me la felicità. In tutti i sensi.

27 febbraio 2014

35 (ALMOST)

Orcocazzo, è arrivato febbraio.
Mi correggo. Sta finendo febbraio.
E siamo nel 2014.
Cioè, quando metti per iscritto DUEMILAQUATTORDICI, suona piuttosto strano.
Quando lo pronunci poi,suona come: te stai a fa vecchia, orcocazzo.
Suona come: te stai a fa vecchia e non hai concluso una cippa nella tua vita, orcocazzo al quadrato.
Mi sembra di essere finita in Back to the future part II, quando Martin Mcfly viaggia davvero nel futuro insieme a Doc (anche se l'anno citato nel film è il 2015), e scopre con orrore che la sua vita è un totale fallimento. Ecco, se siete quasi trentacinquenni come me, sapete di che parlo.
Orcocazzo al cubo (l'ho già detto?)

Mi ricordo di quando avevo ventanni e mi figuravo vicina all'età dei 35, (a quei tempi il  mio cervello di gallina ventenne denominava le trentacinquenni "signore grandi"),  immaginandomi come donna realizzata e di successo in ambito lavorativo, casa munita, due figlie rigorosamente femmine a carico, un marito con il viso non ancora identificato, ma di sicuro dolcissimo, lavoratore, scuro di capelli, non troppo alto (Vabbè, tipo Bonovox per intendeci, ma con la voce piu' brutta e meno in giro per il mondo in tourne').
Mi immaginavo ovviamente gnocca, senza rughe, senza cellulite, sicuramente magra.

Ora, diciamocelo francamente.
Pensare a cosa sognavamo per noi a vent'anni e confrontarci con quello che siamo diventati quindici anni piu' tardi è un gioco al massacro di natura circolare.
Eppure in questo periodo non faccio altro.
Questa cosa mi impedisce di fare quello che vorrei fare spontaneamente.
Ovvero : godermi la vita
Pare peccato, di questi tempi.
Eppure è il regalo piu' bello che possiamo fare a noi stessi e agli altri.
E che diamine.

Quindi obiettivo dai 35 ai 36:

La leggerezza del vivere.
E ancora di più la capacità di guardare oltre e di capire a fondo le cose. Come quando inizi un libro difficile e fai fatica per molto tempo e il libro non ingrana. E tutti coloro che l hanno già letto dicono che devi tenere duro. 
E infatti ad un tratto improvvisamente lo capisci. E tutto diventa facile. E straordinario.
  
Ah , dimenticavo. Vorrei anche degli occhiali stile DOC.