21 gennaio 2014

SOTTO LO STESSO TETTO

Lei lo ha detto meglio di me: sta sfornando un post dietro l'altro così pieni di poesia da sentirsi quasi soffocare per la bellezza.
Nell'ultimo si parla di quadri capovolti, si parla del fatto che ad un certo punto facciamo una scoperta, e quello che ci è sempre sembrato, in modo confortante, fatto in un modo, appare diverso, e il diverso ci rende felici.

Fino ad ora a me è successo il contrario.
Ma c'è una piccola storia che è capitata in mezzo al tanto dolore di questo periodo, che mi ha fatto capire che siamo davvero bloccati dalle intenzioni sbagliate, dalla visione della vita sempre uguale a sè stessa, dalle convinzioni radicate nel nostro cervello che si ripercuotono nel quotidiano in maniera sfiancante.
E' successo sabato scorso. I miei gatti dopo due anni di lotte, soffiate, scornate e ingrossamenti di code e di pelo, che ci costringevano a tenerli separati con buona pace del nostro salotto trasformato in camera studentesca per micio Ulisse, hanno iniziato ad andare d'accordo. Senza preavviso. Da un momento all'altro, hanno deciso che sì, potevano vivere sotto lo stesso tetto.

Io e il Santuomo li guardiamo allibiti mentre seguono l'uno l'ombra dell'altro con occhi amorevoli, mentre dormono guardandosi negli occhi o ignorandosi in maniera totalizzante. Ogni tanto la gatta nera ringhia. Ma non per attaccare. Semplicemente perché lui le fa stalking e la segue dappertutto. E lei si incazza rivendicando il diritto di restare sola. Come la padrona. 
Per il resto, è tutto finito.
Hanno seguito la loro natura, e il loro istinto. 
Dal caos hanno creato la pace.


E noi che pensavamo di dover portare lui a casa dei miei, per incompatibilità. E noi che pensavamo che non sarebbero MAI andati d'accordo. Ed eravamo piuttosto incazzati per questo. 
Invece no. 
Vanno d'accordo.
BISOGNAVA SOLO ASPETTARE


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il mio Mosé, quando ha visto Sefora la prima volta, ha sbavato. E non perché lei fosse figa e irresistibile, ma per panico. Schiuma bianca come se fosse idrofobo. Ora passano le serate a leccarsi amorevolmente. Poi è arrivata Birba, ed è tornato il caos. Si odiano, poi mangiano insieme, poi litigano, poi dormono insieme, poi si odiano di nuovo. La notte si rincorrono cercando di uccidersi, io lancio pantofole e colpisco puntualmente il mio santo cane, che si sveglia e si guarda intorno con aria smarrita.
Adoro i tuoi post. Ciao!
sciacallo

sononera ha detto...

Sciacallo grazie :-)

Carolina G. ha detto...

Ti leggo da un pò e volevo approfittarne per delurkarmi ora che ho riaperto il blog dopo tanti anni!
Ci siamo parlate su Instagram qualche volta (lì sono ozygrrl).

http://coccolealcaffe.blogspot.it/

Anael ha detto...

Bello questo post.
Mi dice che alla fine tutto trova la sua pace.
Basta aspettare.
<3

melaluna ha detto...

Che carini! :)