16 ottobre 2014

TIPO

E' vero, ci sono cose che nessuno ti può portare via.

E no, non sto parlando della cellulite sulle cosce, o dei peli superflui, o del tarallo addominale perenne. Quelle robe li' non mollano mai, che Dio le abbia in gloria e le custodisca.

Sto parlando di certezze improvvise che arrivano da molto lontano e si posano preziose sulla superficie delle cose, rendendole semplicemente degne di essere vissute.

Tipo le sere che sei nel lettone con i gatti acciambellati e il marito abbarbicato al braccio, e sei felice perché sai che nonostante tutta la merda piovuta addosso a voi, sai che c'è ancora molto da fare e molto da costruire insieme.

Tipo quando ascolti certe canzoni che non sentivi da un po', tipo questa  o questa o questa o anche questa, e non credi ci sia bisogno di dire altro, perché è già tutto detto.

Tipo quando pensi a Londra, e al fatto che se Dio vorrà la rivedrai presto, e ti senti fortunata perché hai trovato IL TUO POSTO NEL MONDO, il posto dove sei perfettamente felice.
E quel posto non è così impossibile da raggiungere.

Tipo quando ti ripeti, NO, non ce la farò mai, e invece sei lì che ce la stai facendo, e a un certo punto, semplicemente, LO CAPISCI.

Tipo quando a dispetto della tua natura umana giudicante ed invidiosa e negativa, scopri che il mondo non è solo il posto in cui abiti, alle volte, per fortuna, alle volte purtroppo , e ti ricordi di pensarci bene molto bene a questa cosa, prima di dichiarare definitivamente MA ALLORA E' TUTTO QUI.

Tipo quando arrivi molto presto al lavoro, l'ufficio è ancora deserto e la temperatura è ancora così fresca, ma così tremendamente estiva, e  guardi fuori dalla finestra e pensi che  almeno per un minuto della tua vita non devi avere paura, e ti sale quella fiducia incondizionata e senza seguito che molti chiamano serenità.

Tipo quando pensi, ma no, è ora di chiuderlo, questo posto, e poi ti dici, chissenefrega, questo è il posto che conservo gelosamente per la me del futuro, che è già presente, o forse lo sarà.
E alla me del futuro dedico questa. 



9 commenti:

Susibita ha detto...

Dunque io non ho capito se alla fine andrete a Londra oppure no, né per quanto.
Ma mi par di capire che ce la stai facendo.
Chissà io, invece.
Dio come capisco quella cosa dell'avere un momento in cui non sentire la paura.


Susibita

Lagattallardo ha detto...

Susi: parto oggi per Londra..e torno lunedì :) ..magari potessi trasferirmi lì a tempo indeterminato.

IO CE LA STO FACENDO solo per scelta. Me lo ripeto davanti allo specchio. E mi sento una cretina.
Un grande passo per me, un piccolo (quasi nullo) passo per l'umanità.:-) ..e tu non è che ce la stai facendo. Tu ce l'hai già fatta, e tanto, tantissimo. giuro.

Anonimo ha detto...

Tipo questo Blog. .non ti venisse in mente di chiudere che noi qui si legge abbestia��

Lyndin ha detto...

Sono le piccole cose che danno la stabilità necessaria per fare tutto e per andare avanti, ne sono convinta da sempre.

Ho appena letto che hanno addobbato Oxford street, e mi si è stretto il cuore, salutamela tanto tantissimo Londra (mi manca tanto T_T),ma conto di tornarci presto.

Ti lascio un bacione! :*
(E un "ron ron" da parte del piccolo amore peloso, Otis :3 )

Mafalda funambola ha detto...

Ecco! Brava! Non chiudere! Perché ci piace leggerti! :-)
Ti invidio! Vorrei averla anch'io la fiducia che tu hai in te stessa!

Lagattallardo ha detto...

fiducia in me stessa non pervenuta :-)
ma invece ho fiducia nella vita, che aggiusta a suo modo le cose rotte. Magari vengono male, ma occorre pensare che alla fine qualcosa di buono c'è. Questo pensiero dura un minuto al mese, non di piu' sia chiaro :-)

Susibita ha detto...

Sononera.
Io avrei bisogno, in questo momento, di persone come te che mi ripetessero quello che hai scritto sempre. ma le mie amiche sono lontano, e incasinate altrettanto.
E io -da sola- non me lo so dire che ce la sto facendo o che ce la farò. O meglio, me lo dico erp un secondo come te, ma la maggior parte del tempo ho la paura addosso come un'ombra nera fra i coglioni.
Io detesto avere paura.

Susibita

Carolina G. ha detto...

Invece io è dai primi di luglio che vivo in un uragano, anzi uno tsunami, e mi sembra che proprio non ce la sto facendo... sono riuscita a perdere l'equilibrio che mi ero conquistata con tanta fatica ed ora mi ritrovo triste e con le unghie tutte completamente mangiate.
Ditemi che ce la posso fare pure io! Plisss!

Lagattallardo ha detto...

@ozi: anche tu stai nella fase: non ce la sto facendo, e invece ce la stai facendo eccome, ma proprio tanto tanto. E io lo so. Ps: poi ci sentiamo per le dritte su Londra :-)