6 novembre 2014

LA CHIAMAVANO GIACOMO LEOPARDI

Immagine tratta da Qui
Quando mi dicono, "Tutto si aggiusta", mi parte l'embolo, ormai è assodato.

Io però lo dico di continuo alle persone che amo, per illuderle, ma non ci credo per niente, 
credo molto nei colpi di fortuna.

Io ne ho avuti tanti, di colpi di fortuna, più di quanti un solo essere umano possa meritare. 
Ma lo so.
So che la mia natura è pessimista.
Da bambina, ne avevo piena consapevolezza.
Alle volte mi sentivo maledetta dal diavolo per essere così incapace alla felicità.
Allora disegnavo e scrivevo il mio mondo, e leggevo favole, per prendere le distanze dalle brutture del mondo e cercare l'unica cosa che mi facesse stare bene: la bellezza.

La trovavo spesso nelle mie fantasie, poco nella realtà,
o forse ce l'avevo vicinissima e allora non capivo. 

Sono passati gli anni, e sono ancora li',
che disegno e cerco la mia àncora di salvezza.
E vi dirò.
Persino io lo so che cosa vuol dire vivere in quello stato di fiducia nei confronti della vita, è come la bassa marea, te la godi finché c'è, ma sai che l'acqua alta tornerà a ricoprire tutto. 
Io lo vedo come è brutto questo mondo ricoperto di cose splendide. 
Lo vedo, e se mi dicono che sono tremenda, non ci faccio caso.

Nel quotidiano sono stoica, sorrido molto, ve l'assicuro.

Perché credo nel prossimo, credo che la linfa da cui trarre il coraggio siano gli altri.
E allora mi fido. Mi lascio andare, cerco il contatto.

Il problema è che di questi tempi quando si sceglie di stare in mezzo agli altri diventa un casino.

Si cerca comprensione, si trovano spesso dei muri di giudizio e atteggiamenti infantili senza pari

Vedo continuamente che il bue dice cornuto all'asino,
senza capire che ci si lamenta solo di quello che vorremmo non essere noi, dando la colpa agli altri,
gli altri, invece, anche quelli che sbagliano i congiuntivi, anche gli scoordinati, i brutti, quelli senza patente, quelli con l'alito cattivo, (vabbè, non esageriamo,va)
quelli con il taglio di capelli più brutto del mondo,
sono nostri carissimi amici.

Tutti.

Perchè abbiamo così paura dell'imperfezione? Delle sbavature? Dell'improvvisazione?  Della precarietà? Della Bruttezza?
Credo non siamo stati educati bene, non siamo stati educati soprattutto a riconoscere quello che conta davvero.
Siamo solo bravi a praticare quel gioco al massacro che è farci la guerra l'un l'altro per vincere a tutti i costi.
Come se la vita fosse una gara a chi sa fare meglio questa cosa del vivere felici e contenti.
E io mi chiedo.
Che ci faccio qui.
Che stupidi che siamo.
La gobba di Giacomo,  è quella la parte da amare.
E' quella la parte che può salvarci tutti.


Nota dell'autrice: E tu caro Elio, sei troppo bello per essere Giacomo, mi spiace.

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