18 luglio 2014

VIETATO FUMARE



E' da un po' che volevo scrivere questo post, sapete, io scrivo qui su più per darmi addosso e sminuire le mie capacità che per riconoscere i traguardi piccoli o grandi che alle volte riesco a raggiungere.

Beh, smettere di fumare è uno di quei traguardi. 
E io oggi lo voglio mettere per iscritto.
Tra pochi mesi sarà passato un anno e mezzo senza passare dal via e soprattutto dal tabaccaio.

No more cigarettes. Per me e per il Santuomo. Da un anno e mezzo. Siamo stati bravi e coraggiosi.
Vedo intorno a me tantissimi che ci provano da anni, e non ci sono mai riusciti.

E no, se ve lo state chiedendo, non eravamo di quelli che fumano ogni tanto per dare aria ai polmoni, non eravamo quelli che accendono la sigaretta solo se offerta in occasioni mondane. 
Noi eravamo e sempre saremo, è bene specificare, due esseri umani dipendenti dalla nicotina e dalla gestualità legata ad essa.
Per noi era un rito quotidiano da ripetere almeno venti volte al giorno , se non di più.
Per anni e anni e anni. 
Io ho fumato per quindici anni, il Santuomo per oltre venticinque.

Ditelo, voi che non avete mai fumato, che tutto ciò fa davvero schifo, puzza e fa male alla salute.
Ebbene, ha fatto schifo anche a noi,  ad un certo punto.
Così ci siamo guardati e abbiamo deciso, coadiuvati dalla gran moda della sigaretta elettronica.

Non è un percorso facile.

Nella realtà per raggiungere l'obiettivo ho rinunciato 
all' UNICO ELEMENTO DI VERA TRASGRESSIONE 
che avessi nella mia vita.
Non posso negarlo. E soprattutto ho rinunciato 
all'unica alternativa al cibo che fosse veramente soddisfacente
Per me, che da sempre lotto con il peso e con il desiderio di mangiare molto piu' di quello che serve al mio fisico,  è stata una rivoluzione.

La mia vita è cambiata.
Il mio approccio al cibo è cambiato, e sta evolvendo , in peggio.

Durante la giornata di lavoro, ce la posso fare.
Penso poco alla sigaretta e mi faccio coraggio pensando alla salute, e perchè no, ai soldi che sto risparmiando.
(Vi ricordate il viaggio in Giappone? Vi posso assicurare che una buona fetta di quel viaggio è stata pagata con i soldi risparmiati in un anno da non fumatori)
E' quando torno a casa che si scatena in putiferio. E' quando mi rilasso. E li' che arriva il nemico.
LA SENSAZIONE DEL VUOTO DA RIEMPIRE A TUTTI I COSTI.
E quella sensazione lì, è davvero difficile da gestire. 
E' vero, anni di pratica mi hanno insegnato che basta aspettare, basta aspettare MOLTO,  ma alla fine quella sensazione di FAME ASSASSINA passa da sè.
E' vero, passa, ma io non sono lì davanti al frigo che cerco non so cosa perchè ho una fame assassina e basta. Io sono li' spesso e volentieri perchè ho una fame assassina che prima tamponavo con una bella, turgida e sporchissima sigaretta. 
Ora , mi dite voi che diavolo posso fare per arginare il problema?

Ho deciso di mettere nero su bianco le possibili soluzioni per schiarire le idee già molto confuse, che a trentacinque anni si inizia ad invecchiare e perdere neuroni funzionanti (e che vi credete), e c'è bisogno di un promemoria:

A) Ho capito che devo fare movimento. e farlo divertendomi. Non ci sono scuse. Non ci sono giri di parole.
MOVE YOUR ASS. Anche se il movimento aumenta la fame assassina, io devo provarci, io devo stare fuori di casa. Ora, ultime vicende favorevoli nell'ambito lavorativo,  mi dicono che posso trovare del tempo dedicato al movimento. E quindi vi faro' sapere, che tra l'altro ho una voglia matta di andare in palestra- piscina - o anche solo fare la cyclette a casa vestita come una babbiona con i leggings piu' brutti e vecchi e bucati della terra, e chi se ne frega. Ho voglia. Lo faro'. Da oggi. Vedi post precedente.

B) Ho capito che devo trasgredire. Ovvero: devo trovare una forma di trasgressione vera e alternativa al cibo e alle sigarette. O piccole, e possibilissime trasgressioni quotidiane, un po' come consiglia la Gamberale nel suo libro "Per dieci minuti" (che non mi ha fatto impazzire, ma di cui mi è piaciuta molto l'idea di fondo) . Io per ora sono alla fase: mi piacerebbe fare questa cosa che non ho mai fatto, che figata e bla bla bla ..e poi non concludo un cazzo. Ecco, mi impegno, almeno una volta a settimana, a concludere qualcosa di nuovo, a farmi un regalo, a cambiare direzione. Potrebbe essere molto utile a riempire quel vuoto.

C) Ho capito che ci sono delle volte in cui bisogna volersi bene, bisogna essere indulgenti. E' stato ed è tutt'ora un periodo di merda, senza andare nello specifico, io e il Santuomo abbiamo e stiamo affrontando i nostri demoni di coppia, e, cazzo, lo abbiamo fatto senza toccare una sigaretta (so far) .
Dobbiamo riconoscere la nostra forza, io devo riconoscere la MIA FORZA. E poco conta che lo specchio  rimbalza una immagine terribile di noi due, sempre troppo brutti , bassi, grassi, panzuti, e pieni di cellulite, ma che dico cellulite, parliamo proprio di MATERASSO.
E tra l'altro anche bianchi come due mozzarelle, perchè, fino ad ora, chi mai è potuto andare al mare? 
Siamo stati bravi, sono stata brava. Punto.

D) Ho capito soprattutto  che devo smettere di sentirmi inadeguata di fronte a coloro che ce la fanno a mangiare in modo sano, che ce la fanno a fare la dieta, quelli che hanno perso molto peso e giustamente lo gridano ai quattro venti, sui social , in ufficio, a tua madre, a tuo marito, e sembra sempre che loro riescano e invece tu no, proprio sta cosa del dimagrire non ce l'hai nel Dna. Questo è un atteggiamento da ragazzina deficiente, oltretutto controproducente.Viva DIO, fanno bene.
Ma io non ho niente meno di loro. 
Avevo perso undici chili prima di smettere di fumare, nel giro di un anno e mezzo ne ho ripresi sei. 
So che non voglio andare oltre, ma cazzo, ho fatto una scelta. Piu' importante dell'estetica. E sono stata molto piu' intelligente della me stessa che diceva sempre: OH no, io non smettero' mai di fumare , se lo faccio, il mio destino è di trasformarmi in un ippopotamo ambulante.
La verità è che non è detto, è solo mia responsabilità non trasformarmi in un ippopotamo. Come è mia responsabilità  prendermi cura di me. Sempre. In ogni modo.

Vi faro' sapere.

Intanto pero' , mi sento di dare un consiglio a tutti i fumatori (spero pochi) che leggeranno questo post.
SMETTERE DI FUMARE SI PUO'
Oh, sì. Sarete sempre fumatori. Ma senza sigaretta in mano. Io e il Santuomo siamo fumatori che giorno per giorno scelgono di non fumare. Magari riprenderemo molto presto con gli interessi. Ora pero' c'è una differenza rispetto a prima .Ora io e mio Marito sappiamo che si puo' vivere senza.
E ve lo devo dire. Liberarsi da una dipendenza è il piu' grande regalo che ci si possa fare. 
Semplicemente perchè sei 
FINALMENTE LIBERO.

4 luglio 2014

DO, OR DO NOT. THERE IS NO TRY

Io non lo so come si affronta il dolore. 
Ognuno a modo suo. In maniera corretta. 
In maniera scorretta. 
Dignitosa o indegna. 
Ognuno di noi ha un suo modo di passarci dentro e di uscire fuori dall'altra parte.
 Bene o male, non si sa. 
L'arte del giudicare è sempre la più praticata, ma di fronte alla sofferenza
evitiamo persino di puntare il dito. 
Che bravi che siamo.

Io non lo so che momento attraversiamo io e te, accavallati l'uno sull'altro senza sapere che ne sarà del nostro futuro, senza certezze, senza novità. So che ci amiamo molto, so anche che la crisi economica sta rovinando il nostro rapporto. Il dolore è sordo e fa male, ma non abbastanza da non essere ancora tremendamente attaccati alle cose belle della vita e a noi stessi.

Io mi guardo insieme a te, sdraiata sul letto finalmente comodo della nostra casa in affitto, sento i gatti che strusciano la testolina sulle caviglie e capisco il senso. 
Capisco che qualcosa manca, e non possiamo fare molto se non fare, e continuare a fare, nonostante il lavoro che non c'è, l'aiuto che non c'è , i soldi che ci sono ma mai abbastanza. Nonostante la lontananza dalle persone che contano davvero. 
Capisco che la vita è più forte e si fa strada anche quando si vuole mollare. 
Capisco che le persone che ci amano ce lo leggono negli occhi, che siamo molto tristi.
Capisco che alle volte le cose non vanno come vorremmo. 
Soprattutto capisco che il tempo è tiranno.
Ma per me vale una sola regola.

Fare o non fare, non c'è provare. 

Me lo tatuerò il prossimo autunno sul polso. 
Perchè è il mio motto, ed è la cosa in cui credo di piu' nella vita. 
Se ho paura di andare sulle motagne russe, semplicemente non ci salgo. 
Se voglio vincere quella paura, devo salirci sopra.

E questo è tutto.