3 settembre 2014

GRASSO NON E' BELLO




Non voglio fare che sto posto mi ridiventa il luogo monotematico dove si parla del solito spinoso problema del perdere i chili di troppo. Lo era quando l'ho aperto sette anni fa,  non mi sembra il caso di tornare indietro e scrivere di nuovo della fiera delle banalità che è parlare del problema peso in eccesso barra obesità.

Mi preme pero' di mettere per iscritto alcune considerazioni su quello che ho imparato dalla mia personale esperienza sul faticoso raggiungimento della forma fisica e del benessere psicologico ad essa associato.
A trentacinque anni e mezzo suonati ho capito finalmente cosa voglio diventare.

Io voglio essere una persona di questo tipo:

Voglio essere una persona di quelle che pensa al cibo come ad un piacere della vita e non il come al catalizzatore di tutte le personali bramosie quotidiane. Voglio svegliarmi la mattina, e qualche volta scegliere di fare colazione al bar perché è molto bello fare colazione al bar, andare a cena con gli amici, e non ordinare necessariamente una fetta di carne con l'insalata, ma la pizza e il dolce, e magari anche le patatine fritte, che ci stanno sempre bene, voglio preparare una torta di mele al Santuomo senza sentirmi in colpa per averne mangiato due fette e non giusto una mollichina per assaggiare, e voglio poter leccare il fondo della pentola in cui ho preparato la crema pasticcera, per giunta.
Voglio fare attività fisica per il piacere di muovermi, voglio ballare, camminare, andare in piscina. 
Voglio farlo serenamente, e in maniera equilibrata. Voglio prendermi cura di me stessa a tutto tondo, vestire bene, curarmi, truccarmi usando prodotti di qualità, bere molto, (cosa che per altro faccio, tanto da essere stata ribattezzata dalle mie colleghe cammello ufficiale della stanza), non esagerare con il cibo e con l'alcool, voglio sentire naturalmente il senso di sazietà sociale. 
Non voglio diventare una estremista del salutismo, 
ma semplicemente mangiare meno cibi complessi e super pasticciati.
Per il resto, se ho bisogno di due gelati artigianali di primissima qualità al giorno per essere felice, ben vengano.

Sono circondata da una miriade di donne (e molti uomini) che gestisce la propria giornata mangereccia in questo modo. Magari in alcuni periodi mette su peso, in altri è particolarmente stressato e scende di quei quattro cinque chili che fanno sempre piacere, ma vive la propria giornata senza che il cibo diventi il pensiero ossessivo che invece è stato ed è tutt'ora per me in tutti questi anni.

E' questo il mondo a cui aspiro

Mi rendo conto che la mia richiesta è chiedere la luna, come per tutti coloro che soffrono di disturbi alimentari: Mi rendo conto anche, che non posso accontentarmi di meno, in questa fase della mia vita.
Ed è per questo che sono ancora molto cicciona. 
Ed è soprattutto per questo che sono portatrice non sana di quei 15 - 20 chili in piu' che pesano come macigni.

So anche molto bene pero' che sono quei chili in piu' il prezzo che sto pagando per la lunghissima ricerca del mio equilibrio alimentare definitivo. Ci vorrà molto tempo, probabilmente si parla di anni.

Quello che vedo molto spesso invece, è una cultura che non giudico, ma che è la realtà piu' comune.
E' questa cultura qui:

Se sei in sovrappeso o molto in sovrappeso, i chili in più sono il demonio. 
Bisogna eliminarli tutti , non fare piccoli passi meditati durante il corso degli anni per ritrovare il gusto del cibo e della vita, ma agire definitivamente una volta per tutte. Bisogna diventare magre, che altrimenti non sei sana. Questo è quello che vi diranno la maggior parte dei nutrizionisti o allenatori di palestra o amiche che hanno perso molto peso e ora sono magre.
Ti diranno di metterti sulla bilancia e ti diranno: ecco signora, lei è in sovrappeso di 23 chili, il suo peso ideale è di 62 chilogrammi considerata la struttura ossea molto grande, per cui si metta a dieta e faccia sport, elimini i troppi grassi e il troppo zucchero che sicuramente ingurgita e bla bla bla e vedrà che risultati.
Ecco, sappiamo tutti come si fa, siamo regine e campionesse del "domani devo iniziare la dieta", e ci immaginiamo in una 44 nel giro di sei mesi senza se e senza ma. Poi proviamo a farlo e no. Non ci riusciamo.
Perchè non ci riusciamo.
Semplicemente perchè, e questo l'ho capito solo ora che sono matura,
la vita in cui viviamo è un po' diversa. C'è la socialità, c'è il consumismo, c'è la cena da preparare, c'è il dolcetto portato e arraffato in ufficio dall'amica che festeggia il compleanno. C'è l'aperitivo, c'è la cena aziendale, c'è la mamma dall'Abruzzo che ti impacchetta i manicaretti da surgelare. C'è che hai smesso di fumare e semplicemente vuoi compensare. C'è che esiste lo stress, esiste la felicità, esistono gioia e dolore. C'è che ci hai un sacco di cazzi e cerchi cibo di conforto, ed è inutile che ti dicano che cercare conforto nel cibo sia una disgrazia e non si fa.
Si fa si fa,
lo facciamo da quando siamo bambini, è secondo me innaturale non farlo.

La cultura, la società ci convincono che non è normale confortarsi con il cibo, che non è bello uscire a cena o semplicemente concedersi uno strappo o piu' strappi al giorno perchè ci fanno felici. NON SI FA. E' una copertura di tutte le problematiche che non si vogliono affrontare. E' un delitto concedersi una vita normale, una vita senza dieta.

Io non lo so mica sapete.

Vedo mia sorella, che è stata in lotta con i chili di troppo per tanti anni, che si sfonda di palestra ed evita la pasta e i carboidrati come la peste e dice che per lei è la cosa piu' normale della terra, perchè solo in una taglia quarantadue si sente bene, e allora dico: non lo so mica se è felice.

Insomma tu sei li' che sei goloso ma non ti strafoghi, semplicemente hai molta piu' fame e hai bisogno di 120 grammi di pasta per saziarti. Il nutrizionista di turno te ne propone 80 al giorno e ti dice di fare piu' movimento e bere molto. E tu sei li' che pensi che non è quello che vuoi per te stesso. Perchè ognuno ha un suo equilibrio specialissimo e personale. Che non viene rispettato.

Io non so dove voglio andare a parare: so cosa non voglio diventare pero': 

-non voglio essere la donna molto in carne che perde peso attraverso un percorso fatto di coraggio e di grande dolore, ma anche di voglia di riscatto e di grande soddisfazione, e lo fa con un sacrificio fuori dalla norma. Se non deve essere non è. Non sono una sportiva ne' una che vuole stare a dieta. Non sono questo tipo di persona. Ne' voglio esserlo.
Ammiro immensamente chi riesce, so che è una delle strade possibili per fare pace con sè stesse. Ma non è la mia strada.

Non voglio essere la donna YO YO. Ne ho fatto parte,  e ne faccio ancora parte, con picchi minori rispetto ad anni fa, ma onestamente vivo molto meglio ora. Preferisco avere da svariati anni venti chili di troppo da smaltire (chilo piu' chilo meno),  piuttosto che perdere velocemente 20 chili e riprenderne 30 e farlo per oltre 10 anni consecutivi. Lo YOYO non è meglio dell'essere costantemente grassi. Mantenere il peso da grassi è già un obiettivo, che insegna l'equilibrio, o almeno ti ci fa avvicinare.

Soprattutto non voglio essere la donna in sovrappeso che "io ho fatto pace con me stessa e mi piaccio così come sono". A parte che le donne non si piacciono a prescindere, e quando decidono di fare pace con loro stesse si fanno il più bel regalo che esista sul pianeta terra,
Pero' c'è un limite. Se sei alta uno e sessanta e pesi 130 chili, io avverto in te un disagio, una problematica sociale piuttosto pesante. E' come vedere qualcuno che si fa di cocaina e dire, vabbe' che male fa, è una cosa che gli piace lui fa quello che vuole. No, non c'è da stare allegri, c'è da trovare una soluzione al problema. Perchè è un problema. Io lo penso ed è inutile negarlo. L'obesità non è sana. Grasso non è bello.

Io sono stata obesa, ora sono in forte sovrappeso e sono consapevole che con questa ciambella sull'addome e questo culo taglia cinquanta non mi accetterò mai veramente. 
E che lo scorso anno, quando ho perso oltre dieci chili in quattro mesi, perchè era il momento, io ero molto piu' felice. 

Scrivo nero su bianco la verità: no, non ho fatto pace con me stessa. Ma provo a volermi bene e a migliorarmi secondo quello che va bene per me. Non secondo quella che la cultura dietologica ha imposto per decine di anni inutilmente. Vi faro sapere.

E voi fatemi sapere: Cosa volete essere voi?