19 novembre 2014

CI SIAMO (ANCHE) NOI

E tu quando lo fai un figlio?

Con le infinite varianti:

LA DECISIONISTA - Eh, ma se ci pensi troppo non lo fai più. E no invece, se ci penso tanto è perchè questa scelta coinvolge un'altra persona, che poi sarebbe mio figlio, che non sceglie di venire al mondo. Ora si suppone che nel 2014 questa debba essere una scelta per quanto possibile meditata.
Chi mi dice che sono una stupida, semplicemente NON SA. Non sa nulla della mia vita.

LA MONITORATRICE - Eh, ma ci hai il ciclo anche questo mese? Non voglio sentire la parola ciclo, alla tua veneranda età voglio sentire solo la frase : sono incinta! ok, non posso più neanche avere il mio dolorosissimo ciclo in santa pace, qualcuno monitora le mie scadenze mensili al posto mio. Quale profonda gioia.

LA GIOVANE VECCHIA - Sai io i miei figli li ho avuti tardi, quando è nato il secondo avevo già 26 anni. Ma tanto tu hai ancora tempo - Grazie per aver rassicurato questa quasi trentaseienne con la tua comprensione.

LA NOSTALGICA/TERRORISTA- Aahhh, se tornassi indietro i miei figli li farei molto più tardi, anche se li ho desiderati tantissimo, alle volte mi sembra di impazzire, certo loro ti ripagano di tutto, ma insomma, niente più tempo per te, neppure per fare una doccia o per andare in bagno in santa pace, sei totalmente concentrato su di loro, e vogliamo parlare dei soldi che vanno via come se niente fosse? Pannolini, asilo nido, baby sitter, pediatra, solo per citare alcune voci di spesa, e quando si impuntano che vogliono qualcosa, ahh, allora sono cazzi, e infine, vogliamo dire che non si tromba più, manco nei fine settimana? E diciamolo va! No, comunque , sono la cosa più bella della terra. E allora cosa aspetti?  Di incontrare una mamma più ottimista di te che migliori il quadro. Intanto, mi gratto.

LA CATTOLICA: "Non devi temere,  i bambini sono un dono del Signore! - Alle volte anche di un preservativo rotto, di una pillola dimenticata, o di una quaglia saltata male. So' punti di vista.

LA DIRETTA - Ah, e tu, come mai non hai ancora figli? Silenzio assenso, o anche "una manica di cazzi tuoi?"

L'ADULATORE DI SESSO MASCHILE: Nooo, ma tu sei troppo una bella ragazza, ma sei sposata, ah sì? e i bambini li hai fatti? ah no? e che tuo marito non provvede? eh se vuoi ci penso io! Che gentile, grazie ci faro' un pensierino, ma per ora preferisco sognare un figlio con i geni di mio marito, che se no sa, ci rimane male.

Devo continuare?

Ok, ora arriva la parte seria di questo post, perché, se non l'avevate capito, ho intenzione di parlare in maniera abbastanza esplicita del fenomeno che spopola nella mia vita come in quella di tantissime donne che come me, non hanno ancora figli nonostante l'età fertile avanzata. 

Quelle come me, sono semplicemente donne che stanno aspettando per una serie infinita di motivi di mettere al mondo un figlio, pur avendo una relazione stabile da anni.
Quelle come me hanno una vita piena di belle cose, piena di brutte cose, ma soprattutto, a dispetto di quello che la maggior parte delle persone pensano, hanno un desiderio fortissimo di avere un bambino.
Quelle come me stanno affrontando paure primordiali, e problemi concreti e reali, di cui non tutti sono a conoscenza. 
Quelle come me hanno smesso di dichiarare queste paure, come se fosse un incredibile tabù o un affronto al coraggio e alla natura. 
Quelle come noi si riconoscono a vicenda al primo sguardo. Spesso hanno il pudore di non toccare l'argomento, perché sanno quanto faccia male scuotere quella parte profonda e delicata e potente che fa parte del nostro essere donne e che la possibilità di tenere in grembo una nuova vita, di farla crescere dentro di se', di farla venire al mondo.

Non ne ho mai esplicitamente scritto qui perché mi vergogno. Soprattutto della mia mancanza di coraggio, perché da un paio di anni a questa parte sto affrontando delle paure che non fanno male e basta, ma ribaltano e sconquassano le budella, e soprattutto fanno prendere consapevolezza della potenza di questo desiderio, e di quanto questo desiderio possa stravolgere la propria anima, e anche parecchi rapporti umani.

Sì, io faccio parte di quel gruppo donne che hanno paura di fare un figlio.
(vorrei aggiungere, per ragioni estremamente concrete e serie, ma servirebbe a qualcosa? 
No, non lo aggiungo, non devo giustificarmi con nessuno, per questo, chi mi conosce e ha letto di me sa che non sono una superficiale, sa che ci sono motivazioni valide per continuare l'attesa dell'attesa)

Scriverlo apertamente qui sopra serve a chiudere il cerchio, a tracciare il percorso per le scelte successive che vorremo fare, io e mio marito.

So di non essere sola, sono circondata da donne meravigliose che come me,
hanno questo blocco.
Io voglio dirvi che è bene parlarne.
E' bene poter rispondere sinceramente: non ho ancora figli perchè ho paura.
Non so dove mi porterà questa paura, ma l'ho riconosciuta in maniera onesta e ora vado avanti.
Se volete potete farlo anche voi.
Rispondere qui, nei commenti, a quella domanda così bella e inopportuna.
Fatelo per me.
Ne ho un infinito bisogno.
Grazie.




Nota dell'autrice: Anna, è passato un anno, mi manchi tantissimo, non c'è giorno in cui tu non sia insieme a me.

6 novembre 2014

LA CHIAMAVANO GIACOMO LEOPARDI

Immagine tratta da Qui
Quando mi dicono, "Tutto si aggiusta", mi parte l'embolo, ormai è assodato.

Io però lo dico di continuo alle persone che amo, per illuderle, ma non ci credo per niente, 
credo molto nei colpi di fortuna.

Io ne ho avuti tanti, di colpi di fortuna, più di quanti un solo essere umano possa meritare. 
Ma lo so.
So che la mia natura è pessimista.
Da bambina, ne avevo piena consapevolezza.
Alle volte mi sentivo maledetta dal diavolo per essere così incapace alla felicità.
Allora disegnavo e scrivevo il mio mondo, e leggevo favole, per prendere le distanze dalle brutture del mondo e cercare l'unica cosa che mi facesse stare bene: la bellezza.

La trovavo spesso nelle mie fantasie, poco nella realtà,
o forse ce l'avevo vicinissima e allora non capivo. 

Sono passati gli anni, e sono ancora li',
che disegno e cerco la mia àncora di salvezza.
E vi dirò.
Persino io lo so che cosa vuol dire vivere in quello stato di fiducia nei confronti della vita, è come la bassa marea, te la godi finché c'è, ma sai che l'acqua alta tornerà a ricoprire tutto. 
Io lo vedo come è brutto questo mondo ricoperto di cose splendide. 
Lo vedo, e se mi dicono che sono tremenda, non ci faccio caso.

Nel quotidiano sono stoica, sorrido molto, ve l'assicuro.

Perché credo nel prossimo, credo che la linfa da cui trarre il coraggio siano gli altri.
E allora mi fido. Mi lascio andare, cerco il contatto.

Il problema è che di questi tempi quando si sceglie di stare in mezzo agli altri diventa un casino.

Si cerca comprensione, si trovano spesso dei muri di giudizio e atteggiamenti infantili senza pari

Vedo continuamente che il bue dice cornuto all'asino,
senza capire che ci si lamenta solo di quello che vorremmo non essere noi, dando la colpa agli altri,
gli altri, invece, anche quelli che sbagliano i congiuntivi, anche gli scoordinati, i brutti, quelli senza patente, quelli con l'alito cattivo, (vabbè, non esageriamo,va)
quelli con il taglio di capelli più brutto del mondo,
sono nostri carissimi amici.

Tutti.

Perchè abbiamo così paura dell'imperfezione? Delle sbavature? Dell'improvvisazione?  Della precarietà? Della Bruttezza?
Credo non siamo stati educati bene, non siamo stati educati soprattutto a riconoscere quello che conta davvero.
Siamo solo bravi a praticare quel gioco al massacro che è farci la guerra l'un l'altro per vincere a tutti i costi.
Come se la vita fosse una gara a chi sa fare meglio questa cosa del vivere felici e contenti.
E io mi chiedo.
Che ci faccio qui.
Che stupidi che siamo.
La gobba di Giacomo,  è quella la parte da amare.
E' quella la parte che può salvarci tutti.


Nota dell'autrice: E tu caro Elio, sei troppo bello per essere Giacomo, mi spiace.