27 febbraio 2015

THE THEORY OF EVERYTHING

Immagine Tratta da qui

"Look at what we made"

Premessa: Questo post non sarà la mia personale disquisizione sul film citato nel titolo, ad ogni modo se volete emozionarvi e uscire dalla sala arricchiti e commossi, andate a vederlo, unico consiglio spassionato, fatevi accompagnate da qualcuno che conosca davvero bene la vostra sensibilità e la vostra storia, e che soprattutto capisca perchè piangete come LEMMERDE, onde evitare figure barbine e singhiozzanti.

Questo post parlerà della riflessione che questo film ha generato nel post -visione.
Questo post parlerà di bruttezza, di bellezza, di canoni e pregiudizi, e soprattutto di parlerà della leggerezza con cui additiamo le persone di essere brutte fisicamente.
Un fenomeno che infastidisce e scuote la parte migliore di me.
Una roba che mi fa rigirare le budella mano mano che divento vecchia , e quindi, meno tollerante.

La verità è che sono stufa dei commenti gratuiti sulla fisicità delle persone, sono esausta della superficialità con cui additiamo i nostri simili di essere brutti dal punto di vista fisico.
"Quello è brutto, quello è bello,  quello è uno strafigo, ma ci ha la moglie grassa, quella è una gnocca, ma ci ha l'uomo basso.
Quello ha il naso che gli piscia in bocca, guarda che tizia sta invecchiando proprio male, hai visto che culo ha messo su caia, quella gonna a palloncino le sta davvero male."
E non vado avanti a disquisire sul giudizio che le persone hanno su qualsiasi aspetto della vita altri. Quasi mai sulla propria, sempre su quella degli altri. La verità è che la gente ha un 'opinione su tutto.

E' un continuo blaterale sulla perfezione delle proprie scelte e sulla imperfezione delle fallimentari vite degli altri.
Lo facciamo tutti, lo faccio anche io. ANZI NO.
Io Non lo faccio, Io lo dico, o l'ho detto, per omologazione, per superficialità, per non litigare.
Io pero' non lo penso.
Ecco cosa penso:


Da sempre rifletto su cosa rappresenta la bruttezza, in generale la bruttezza della vita, nello specifico la bruttezza fisica.
Mi accorgo sempre più spesso di come fin da bambina io sia attratta da qualcosa di molto lontano dalla bellezza oggettiva e molto vicino alla potenza interiore dell' anima delle persone.
Allora non lo capivo. Spesso ero presa in giro perché per me era naturale scegliere il più debole e sfigato e provare empatia, sentirmi capita.
Accompagnarsi con i brutti, perchè non li si vede brutti. Essere felici con loro.
Che tabu' è mai questo?
Io dico che la parte bella sta nella bruttura. La forza non è nella bellezza ma nella grazia di portare con disinvoltura il dolore, fisico e mentale. Sono attratta da questa forza, e non sono sicura di capire perchè. Faccio il tifo per gli imperfetti, perchè trovo li il senso della vita, non nelle vite da copertina e nello spiattellamento delle proprie perfezioni. Io queste persone qui, le trovo assolutamente patetiche.
L'essenza è nella imperfezione, nell'inadeguatezza, in quel gesto del guardarsi allo specchio durante una mattina come tante altre,  dentro quel tempo che scorre così banale, e statico e privo di riferimenti e di scalpore, e dichiarare ardentemente amore verso se stessi, e amore per la vita.

E sapete cosa? Che io non ci sto più ad accettare questi continui commenti sulla bruttezza dell uomo e sulla fisicità che non rientra nello standard imposto dal momento.  Sono stufa delle critiche soggettive sugli standard fisici che hanno nulla di costruttivo, spesso giustificate da una finta ironia che non fa ridere nessuno. Io signori miei, ho il diritto di non dargli ascolto, di fregarmene e di dichiarare che il bello è dove dico io. In una cosa che si chiama dignità.

Stephen Hawking, immagine tratta da qui

1 commento:

MichiVolo ha detto...

Come darti torto?