22 marzo 2015

36 (CINQUANTA SFUMATURE DELLA GATTA AL LARDO)


Sarà una domanda strana da farsi, ma vorrei capire quando è successo che io,  e insieme a me tanti personaggi illustri, (vedi alla voce Candy Candy) ci siamo avviati alla quarantina. Non mi capacito.

Per me il giro di boa verso i quaranta è avvenuto in data cinque marzo , e non è un fenomeno reversibile, la vecchiaia incombe insieme a occhiaie viola bluastre che si impossessano ogni giorno di piu' del mio contorno occhi , pelle secca e  tette flaccide che manco una super madre di venti figli post allattamento.

Devo dire che non mi sono mai sentita meno a posto con me stessa dal punto di vista fisico come in questo periodo, quando invece la parte morale, psicologica e sociale va piuttosto bene.

E' che nella vita ci deve essere qualcosa che non va, se no non è divertente, giusto?

E pensavo di scrivere qui cosa ho imparato in questi ultimi anni, perché se penso alla me ventiseienne che si affacciava al mondo del lavoro, la bellezza di DIECI anni fa, penso ad una giovane donna che vedeva tutto bianco o tutto nero.
Questi anni sono serviti ad imparare le sfumature, ben prima che quella cogliona scrivesse un pessimo libro di successo su un uomo figo e ricco con turbe psichiche e della sua imbranata lei che lo redime, che tra l'altro è una storia che non merita di essere vissuta, ma se volete leggere il libro o vedere il film, fate pure, io il libro l'ho letto quattro anni or sono, e molti puritani della lettura me lo rinfacciano ancora, e io dico, e che sarà mai, voi non siete mai stati curiosi nei confronti di cose brutte e pessime? io moltissimo.

Ed ecco quello che ho imparato sulle mie, di sfumature.

Ho imparato che sono anni che cerco di essere quella donna che tutti la guardano in faccia e pensano: eh, pero' , questa qui, ci ha qualcosa. Sono anni che lotto per avere quella specialità che mi fa restare tanto affascinata da certi tipi di persona. Ma non ce l'ho, quel qualcosa, non ce l'ho come dico io, e non posso farmene una malattia. Sono irrimediabilmente comune, e per la prima volta in trentasei anni,ho fatto pace con questa cosa.

Ho imparato che tutti hanno da dire la loro, hanno una logica e un pensiero che va dritto al sodo, e per carità è un sacrosanto diritto, ma vi dirò che il mondo andrebbe un pochino meglio se a comandare fossero i deboli, gli incerti o quelli che si accontentano. Perché il dubbio e la tolleranza sono bisfrattate e invece sono l'unico modo che abbiamo per vivere una vita degna di essere vissuta.
Invece tutti a lottare per non fare gli ipocriti, quando irrimediabilmente lo siamo, semplicemente perchè è nella nostra natura esserlo, siamo umani, ce la prendiamo troppo con gli altri e soprattutto con noi stessi per il fatto che ci manca la coerenza, ma quando mai, abbiamo talmente tante cose, siamo talmente tante cose, che non dobbiamo cercare di raccapezzarci, non servirebbe.

Ho imparato che il dolore arriva sordo e non fa sconti, e altri tremendi dolori arriveranno, bisogna allenarsi*, soprattutto a convivere con questo pensiero, e io mi chiedo ancora come fate voi a stare così sereni, ma anche questa cosa devo imparare ad accettarla , questa cosa di me stessa che non capisce tutte queste grandi speranze e profonda fiducia sempre presenti nelle vite degli altri,
vorrei capire, ma proprio non mi viene bene questa roba della positività, quindi lasciamo spazio solo al senso pratico e all'organizzazione, che il resto vien da sé,
E accettiamo il fatto che dentro tutto questo pessimismo ci saranno grandi sorrisi, vanterie, momenti di estasi e  molte risate, sono il senso irrefrenabile dell'esistenza e dell'essere me, accettatemi così come sono.

Quindi sì, la vita va sfumata, e di meglio io non so fare. Non posso pretendere la perfezione , nè il completo disastro, devo accettare che il bello andrà sempre a braccetto con le brutture, che queste due componenti si mescoleranno tra di loro fino a non distinguerne contorni e colori, e quello che era prima inaccettabile diventa accettabilissimo, e quello che prima sembrava impossibile diventa possibilissimo, e anzi, diventa nella maggior parte dei casi, la fonte della nostra più assoluta felicità.

*La mia allenatrice è sempre LEI, e io so che quando leggerò il suo libro ci sarà tanto dolore ma anche molta gioia. E quindi Anna mia , non vedo l'ora.

7 commenti:

ioticerco ha detto...

Tantissimi Auguri di Buon Compleanno!!!

Canterei la canzoncina "tanti auguri a te" ma sono stonatissimo.

Auguri, davvero tanti ma tanti Auguri.

Lagattallardo ha detto...

ioticerco, grazie mille di cuore

Anonimo ha detto...

Be' insomma, direi che ne hai imparate di cose. Ci sono persone che certi pensieri non li fanno neanche alla fine della loro vita, vivendo asserragliati nelle loro granitiche certezze pensando di aver capito tutto dall'età di 6 anni.
Hai fatto bene a condividere il tuo "sapere": hai messo nero su bianco pensieri che in modo informe e evanescente magari molti di noi hanno, io per prima ;) .
Buon compleanno e credimi che per i tuoi 36 ani sei avanti.
ELLEVIBI

Lagattallardo ha detto...

Ellevibi. la strada è lunga e tortuosa. Ad ogni modo non credo sia questione di maturità ma di essenza, Io queste cose le pensavo da bambina, non le sapevo mettere nero su bianco. Ora a 36 anni, con le mie rughe e la mia pelle ballonzolante e il mio essere sempre nel limbo, ci riesco. Grazie per gli auguri e per leggermi sempre. <3

Giulia ha detto...

Non so cosa intendi di preciso quando dici di non avere "quel qualcosa", ma per me non sono affatto comuni le cose che scrivi, anzi: quando le leggo mi fanno pensare che tu sia molto più originale e autentica di tanti altri, e a me piace tutto ciò :-)
Ciao!

Lagattallardo ha detto...

Giulia: grazie di cuore, non credo di essere autentica, credo pero' nella trasparenza. Se provo un sentimento negativo, cerco di ammetterlo a me stessa, cerco soprattutto di riconoscere che è quello che provo, e c'è poco da fare. Fa aprire il cervello pensarla così. Vuoi sapere cosa vuol dire avere quel qualcosa? Vuol dire avere la dote fisica di essere luminosi , di quella luminosità che viene da dentro. Ecco, io quella cosa non ce l'ho. Bramo per averla. Ma non ce l'ho. Sono piuttosto anonima. Pero' la so riconoscere negli altri, quindi va benissimo lo stesso. giuro :-)
Un abbraccio e grazie per leggermi sempre.



Barbara ha detto...

Ciao e buon compleanno anche da parte mia.
Io quest anno (ma mancano ancora un tot di mesi, quindi ci penso poco) arriverò alle 46 primavere, ed anche io mi domando come ho fatto ad arrivarci ecc ecc.
Mi piace come scrivi, mi piace sempre leggerti, anche se è da molto che non passavo da queste parti, è che la vita ti prende e ti porta da altre parti.
Le sfumature non sono ancora finite, nè per te nè per me, ma prenderne coscienza è importante.
Ti auguro di avere tutto ciò che desideri visto che è il tuo compleanno (anzi lo è stato) anche se sei già dotata di intelligenza ed ironia, doti che apprezzo moltissimo, e che raramente riscontro nella gente che frequento.
Non sono una di quelle che cerca di andare d'accordo con tutti, anzi, io sono proprio quella che definiscono "stro..." quella che dice sempre quello che pensa, sono 45 anni che ne pago le conseguenze, ho anche provato a cambiare, ma non ci riesco!
Non cambiare nemmeno tu, sei cosi, e vai benissimo, tanti auguri ancora.
Barbara