7 aprile 2015

I BLOG DI UNA VOLTA

Il blog, versione 2.0.
Che figata, per carità.
Ci trovi di tutto, dagli studi di settore, a pezzi scritti talmente bene da far impallidire i migliori premi Pulitzer,  a foto stupende ed emozionanti, a sarcasmo ed ironia a profusione.
Ci sono i blog collegati ai relativi canali youtube, ci sono quelli che approfondiscono temi di qualunque genere, food, travel, trucco, parrucco, arredamento, libri, cinema, teatro, sport, dieta, cura del corpo.
Potrei continuare per ore, non lo faccio perchè ho pietà di voi.

Lo affermo con forza: quello che è diventato il mondo blog nel 2015, a dispetto di quelli che dicono che i blog sono morti, è a dir poco entusiasmante.
Il blog è vivo, W il Blog.

Eppure confesso: quello che erano i blog quando IO ho iniziato a scrivere il mio blog, ecco, quello è un mondo che non esiste piu'.
Ed è un mondo che mi manca davvero tanto.
Era il 2006, era Splinder. In Italia facebook non era che un barlume, Twitter era un perfetto estraneo, i social di nicchia non erano stati creati.
E oltre tutto questo, non esistevano gli smart-phone.

Era semplice. Si scriveva per raccontare se stessi.

Questo era il fenomeno bellissimo, che mi rappresentava, e rappresentava il nuovo popolo di Internet. 
Poter raccontarci a perfetti estranei.

I blog nel periodo d'oro erano la parte buona di una comunità di persone che scriveva come valvola di sfogo, avvicinando persone affini, alla ricerca di un confronto.
I blog a tema erano sconosciuti, si parlava random di quello che era la propria vita, ricevendo in cambio un saluto, un' opinione,  il sostegno di un amico virtuale.
Molto spesso si finiva nel desiderio di conoscersi,  attratti da persone vicine oltre che geograficamente, soprattutto mentalmente. Da questi incontri venivano fuori connessioni bellissime, ibride e inclassificabili, durature nel tempo o esili come soffi, ma sempre nuove e arricchenti.

Alcune delle persone migliori che conosca, (e che, lasciatemelo dire, non riesco a frequentare fisicamente quanto vorrei), provengono da questo mondo.
La maggior parte di loro ha smesso di scrivere.

Con l'avvento di Facebook, e dei social piu' immediati, il blog personale ha perso in maniera eclatante il suo appeal, e nel giro di pochi anni, è sprofondato nel dimenticatoio.
Un po' mi dispiace, un po' mi fa venire voglia di chiudere questo posto così com' è, per creare qualcosa tipo Lagattallardo 2.0, un pò mi fa venire voglia di chiudere e basta.
Sono stanca e sicuramente avro' stancato pure voi, di scrivere un post dietro l'altro in un crescendo di argomenti nebulosi senza alcun filo conduttore. Alla fine Lagattallardo si riduce alle solite tre cagate sul peso in eccesso, la mancanza totale di desiderio di diventare adulta,  Roma, Londra, Bonovox, il peso in eccesso, il peso in eccesso.
Ma la verità è che mi piace ancora, perchè per me è rimasto un modo per dare continuità alla
me stessa virtuale, che è molto presente nella mia vita reale, e grida a gran voce per uscire fuori.
E allora scrivo e basta.

Ma veniamo alla parte scomoda di questo post.
Ci sono fenomeni fastidiosi.
Questi fenomeni c'erano in misura minore una decina di anni fa.
Questi fenomeni forse non c'erano per nulla.

E' possibile che essere blogger sia diventato per alcuni, un vero e proprio lavoro retribuito.
E io da un lato, credo che sia una delle cose piu' magnifiche che questo mondo abbia generato. 
Nello stesso tempo credo sia una delle cose piu' tristi a cui stiamo assistendo, soprattutto quando si ha a che fare con una totale mancanza di professionalità.
Soprattutto quando tutto si riduce ad una sola parola: paraculaggine.
Le odiose marchette, la totale indifferenza nei confronti di coloro che leggono quello che scrivi perchè ti sono affezionati. La mancanza di empatia, l'urgenza di fare pubblicità. 

Nel 2015 non si è blogger: 
Nel 2015 si è:

Influencer (bah)
Vlogger 
Promoter
Fashion blogger
Food Blogger
Food Blogger + Travel Blogger
Curvy Blogger
Lifestyle Blogger
Travel Blogger
Mommy Blogger
Mommy Blogger + Lifestyle
Mommy Blogger + Food
Mommy Blogger + Travel
Anti - Mommy Blogger 
Youtubestar con blog incorporato.

Tante cose. Belle? Molto spesso magnifiche. Altre volte pessime.

Forse è il caso di ricordare che magari siamo ancora persone.

E allora mi chiedo se questo fastidio di sottofondo che avverto da un po' di mesi a questa parte sia solo un mio problema. 
E chiedo a voi : non provate un leggero senso di nausea quando cogliete questa totale mancanza di spontaneità? Tutta questa importanza al dettaglio, alla bellezza del post, all'ortografia, alle foto scelte, alla pubblicità da far girare sul paginone.
Da Blogger vecchio stampo mi sento defraudata del mio ruolo di scrittrice paranoica e imperfetta dei cavoli miei. 

Vorrei trovare davvero quello che è stato, vorrei tornare a leggere i blog di una volta, che sono ancora li' piu' vivi che mai. Magari ho smesso di cercarli, è semplicemente ora di ricominciare a farlo.

E per queste robe qui , vale un po' come per i programmi della tv, Se ti annoi, se non ti piace, semplicemente è bene ricordare che si puo' cambiare canale.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

L'unica cosa che trovo magnifica di questi tempi è lo smartphone. E' uno strumento utilissimo e non rimpiango i vecchi cellulari, eccezion fatta per il Nokia 3210, con il suo snake e la capacità di rimanere intatto anche cadendo dalla finestra del terzo piano.
Per il resto trovo davvero triste il mondo dei blogger 2.0, la pubblicità, gli sponsor, il modo di comunicare attraverso i social, le foto anche al gabinetto, i gruppi di ragazzini fuori dal mio palazzo che una volta chiacchieravano e facevano casino, ora se ne stanno ognuno per conto suo a scorrere la Home di Facebook come degli automi, senza interagire tra loro.
Per rispondere alla tua domanda sì, ho la nausea, per questo continuo ad avere un blog d'altri tempi, aperto nel lontano e non lontano 2007, anche se forse i lettori sono rimasti 4 gatti. Ho chiuso Facebook, e non lo rimpiango minimamente, nessuna crisi di astinenza. Non ho Instagram o altre app simili. Mi ispira più Twitter, forse, ma ancora non mi sono decisa ad aprire un account. Credevo fosse un problema d'età, mi dicevo: "avendo superato i 25 forse è normale non sentirsi parte della generazione 2. ". E invece no, vedo miei coetanei , o coetanei delle mie zie, pienamente immersi in questo mondo. Mi sentirò sempre un po' tagliata fuori per questa ragione, ma non credo riuscirò mai ad adeguarmi, a meno di non averne bisogno in futuro per esigenze lavorative. Ma anche lì, credo sarebbe un grossissimo sforzo.
La cosa più divertente sai qual'è? Le persone che ti chiedono dove tu sia sparita, eppure hanno il tuo numero di cellulare, ed uso pure Whatsapp santo cielo.
Perdona lo sfogo, ma ho amato il tuo post.
BlackTea, una blogger d'altri tempi
http://viaggimentali.iobloggo.com/

Mamiga ha detto...

Quanto mi piace questo post!
Ho aperto il mio blog anch'io nel 2006, in una sera afosa di inizio estate, e anch'io lo avevo aperto sul caro vecchio Splinder. L'ho importato su Blogspot nel periodo in cui Splinder stava per chiudere, perdendo tante immagini, mantenendo parte della formattazione originale. Altri tempi.
E' vero. Condivido parola per parola quello che hai scritto, e se permetti metto un feedback sul mio blog rimandando qui, alla lettura. Erano altri tempi, io pure ho aperto due altri blog a tema, ma onestamente di guadagnarci non mi è mai passato per la testa. Perchè io ho sempre e solo scritto perchè mi piace farlo. Era il "raccontarsi" e per me lo è ancora. Soprattutto nel periodo pesante della malattia oncologica il blog è stato uno strumento insostituibile per non sprofondare nella solitudine, e per non macinarmi dentro tutto quello che provavo, paure, piccole vittorie, ansie. Che puoi scriverle su un diario cartaceo e tenerlo per te, o confidarti con qualcuno di cui ti fidi, ma "sbloggare" è altro. E sappiamo in che senso.
Facebook è bello, ma il blog è insostituibile. E sono ben contenta che ci sia qualcuno che la pensa ancora così.

Lagattallardo ha detto...

Blacktea: ma allora ci sei ! Ti leggevo sempre tramite il blog di Giuliana (cupcake)ma con la caduta del regno Splider ho perso di vista molte di voi.
Sei molto molto giovane, non sentirti tagliata fuori, senti piuttosto di essere una ragazza senza dipendenze da social, vero grande problema della nostra generazione, e della nostra realtà. ti abbraccio. e Passa quando vuoi. Io passerò molto volentieri a leggerti

MAMIGA': tu sei una di quelle persone meravigliose di cui parlavo..<3

Angie ha detto...

finalmente!! ed io che pensavo di essere la sola....fuori moda!!! ho cominciato a "navigare" nel lontanissimo 2003 (ma quanto sono vecchia???!!??), quando si cominciavano a vedere i primi blog, i forum.... e quanto mi piaceva!!! ogni tanto, scrivevo qualcosa, commentavo , ma + di tutti mi piaceva leggere delle vite e capire un pò il mondo al di fuori della mia realtà..... poi, nel tempo, superata un pò la timidezza e la diffidenza, ho commentato sempre di più, interagendo con tante persone (ho anche avuto qualche batosta, ma comunque, in genere ho "incontrato" belle persone...); poi improvvisamente (almeno, io ho questo ricordo, i blog che frequentavo, si andavano...come dire...."impolverando" sempre di più, moltissimi abbandonati, ancora di più chiusi...era arrivato Fb!!!! orrore! (ripeto, sarà la vecchiaia!!!) in tutto questo bailamme tecnologico, ho pensato di aprire un blog!!!.... che sto cercando di curare al meglio, utilizzando il web e lo smarthphone, per renderlo + gradevole innanzitutto a me, ai miei lavori ed anche a chi lo segue (3persone3!)
scusa il papiro!!, ma mi faceva piacere dire la mia!!
ciaooo
A, Ct

Anonimo ha detto...

Anche io ho sempre continuato a leggerti tramite il blog di Giuliana, anche se sempre silenziosamente :) passa quando vuoi, un abbraccio
Blacktea

Lagattallardo ha detto...

Angie: hai fatto bene a creare e mantenere uno spazio che sia tuo, finchè ti da' gusto, finchè ti fa tenere il punto della situazione. Finchè ha senso. Scrivi, Scrivere fa bene. Un abbraccio forte forte da una blogger very old style.<3

Carolina G. ha detto...

Sono completamente d'accordo con te. Con l'avvento dei social è complicato scrivere liberamente di sè come facevamo ai tempi di Splinder (c'ero anch'io gente!) cioè io non ci riuscirei a farmi le paranoie virtuali come un tempo quando ero coperta dall'anonimato... e poi oggi bisogna essere puntuali e scrivere spesso e scrivere a tema... ufff non può diventare un lavoro ciò che dovrebbe essere un piacere. Per quello continuerò a postare ogni morte di papa. E comunque anche a me mancano i vecchi tempi.

Lyndin ha detto...

La penso esattamente come te.
Ai tempi di Splinder c'ero anche io, ed è stato bello fino a che è saltato fuori facebook, ma non tanto per il social in se, quanto per il fatto che ha buttato giù la questione dell'anonimato che secondo me era quasi sacra. E tutti hanno preso a sbandierare la propria identità, a volte in maniera inconsapevole poi.
A me questa cosa ancora non va giù.
Ho provato a mandare avanti altri blog negli anni...ma ultimamente, per quanto mi manchi poi scrivere, e per quanto mi ostini a farlo sul blog non personale, ho proprio gettato la spugna.
Ultimamente poi son tutte con lo stampino...travel/mummy/fashion blogger and so on..e io finisco per essere la lamentosa nostalgica polemica di turno e preferisco tenermele per me le paranoie che metterle sul blog, con l'ansia che mi telefoni la vicina di casa e mi dica "ho letto questo e questo."
Non esiste più la privacy, e se in parte è colpa anche nostra, per quanto condividiamo e quando condividiamo (ma potrei starci ottantadue ore su questo punto) d'altra parte è colpa dei cambiamenti che ci sono stati.
Adesso tutti fanno tutto, e non sempre è un bene.
Scusa la valanga di parole, ma hai toccato un punto vivo. ^^"
L.

(tanti Purr purr da parte di Otini :3)

Anonimo ha detto...

Io chiedo scusa e so di essere pedante ma non ce la faccio più'
I BLOGS non i blog....lo leggo continuamente questo errore ....e" fastidioso e vi dequalifica.O parlate inglese osservandone le regole elementari come il plurale./singolare...oppure parlate italiano.
Richiedo scusa e perdono ma davvero e' tremendo.
Maria Cristina

ioticerco ha detto...

Questo tuo post mi è piaciuto tantissimo, davvero.

Io sono troppoppo poco social per esprimere giudizi, ma ritengo che in un blog non debba mancare genuinità, spontaneità ed umanità. Si scrive con il cuore, non necessariamente con nome e cognome. Si scrive per mille motivi, ognuno ha il proprio, ma con il cuore.

Anonimo ha detto...

Ti sbagli...
http://www.treccani.it/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_391.html

L'accademia della crusca é dello stesso avviso. Vale anche per il latino.
Gio

amandablackblog ha detto...

Ciao, sono una lettrice silente di Mamigà (nei blog 1.0 è ancora così...non si scrive per essere commentati a tutti i costi) e non posso che condividere quello che hai scritto.
Anche io sono un'orfana di splinder e a tutt'oggi non riesco a leggere i blog tematici, anzi, sono ancora molto legata ai diari di queste vite in divenire e poi mi piace rileggermi e ricordare chi ero in quello stesso mese di uno-due o più anni fa.
Quindi non mi resta che ringraziarti per la riflessione che hai fatto!

Anonimo ha detto...

Completamente d'accordo. Molti blog ex-amatoriali si sono palesemente trasformati in aziende con vere e proprie linee editoriali. Con un eccesso di foto e marchette secondo me. Li leggo sempre meno ma sono in controtendenza visto che i follower aumentano.
Brava.
Gio

Lagattallardo ha detto...

Grazie a tutti per essere passati, mi sembra di essere tornata un pochino al vecchio clima che c'era una volta dentro il mio blog, quel clima di concreta condivisione.

E sulla questione plurale - singolare fatemi sapere, per me se si scrive in Italiano, ci sono parole entrate nell'uso comune che dovrebbero seguire le regole dell'italiano.
altre ancora no (es: su istagram continuo ad usare la parola selfies, che è ancora giovane giovane) ma non lo so.

ero Lucy ha detto...

Noia? Ma quanta! Tutti uguali, pure I colori. Quelle davvero brave sono proprio poche. Applauso mia cara.

Moky in AZ ha detto...

Secondo me, i "nuovi" blog hanno più "followers", ma sono numeri gonfiati, nel senso che a parer mio i lettori sono distratti, disinteressati, leggono di fretta.. I blog "di una volta" resistono, perché il rapporto che si crea tra autore e lettore e' più profondo e, appunto, personale.
Ringrazio Ero Lucy che ha segnalato il tuo blog su fb. :)

Spicy.Ginger.Ale ha detto...

non t'ho mai letta prima, ma concordo pienamente. Hai colto nel segno. Io parlavo solo di darla via come non fosse mia e di mangiare. E quanto era divertente?! Mi manca parecchio, speriamo in un ritorno alla spontaneità.

Annalisa Guarelli ha detto...

Quanta verità e come condivido ogni tua parola! Ringrazio Lucy per aver condiviso questo post perfetto!Anche il mio blog era nato come valvola di sfogo, mi divertivo, ho conosciuto tante persone in gamba. Adesso molte di loro sono irriconoscibili, ossessionate da Seo e compagnia bella. Non scrivo quasi più, e soprattutto non trovo quasi più bei post da leggere...

sempre Mamma ha detto...

Quando inizia a seguire un blog è perchè ti piace ciò che la persona scrive, racconta, confida. Quando poi il blog si trasforma e quasi tutti i post sono pubblicitari un po' ti dispiace perchè vorresti ritrovare la semplicità di prima. Con questo non voglio dire che se c'è per loro la possibilità di fare post sponsorizzati nn debbano farlo, ma non dovrebbero dedicarsi unicamente a quello o dare priorità a quello.
Arrivo anch'io da segnalazione di Ero Lucy

Francesca Rabitti ha detto...

Ciao! Arrivo a te grazie alla segnalazione di una amica e non posso non condividere al 100%. Ho un blog dove racconto spicchi di vita e che probabilmente sempre meno persone leggeranno perché non scrivo post sponsorizzati e blablabla ma sai cosa ti dico? Che non m'importa, perché scrivere (anche) lì mi dà gioia e allora va bene così. Ti seguirò! (Lo faccio già su IG, a dire il vero :-))
http://ognunohailsuomotivo.blogspot.it

Cristina Bevilacqua ha detto...

quanta verità....

Susibita ha detto...

Bè, che dire? che scrivo dal 2009 lo sai: sono d'annata ma neanche poi tanto. Che mi sono accodata ai mummyblog pure. Che mi abbiano aiutato moltissimo immagino anche. Che mi abbiano qua e là perplessa forse no.
Ma non ne faccio una gran cruccio perché ho sempre seguito poco, e quasi sempre gli/le stesse. Non aggiorno molto spesso la mia blogroll, e raramente ho dovuto togliere qualcuno perché non aggiornava più o semplicemente perché non mi andava più di seguirlo/la.
Ma molti, moltissimi sono rimasti: cambiando un pochino, come tutti. Ma fedeli a sé stessi. No aspetta, fedeli non è la parola giusta: sinceri, ecco. "Sinceri a" sé stessi.
Io se non sento sincerità francamente non provo interesse.
Poi sono pure scassacazzi, perchè devono scrivere bene, laddove per bene intendo "come piace a me".
A quel punto possono pure parlarmi di calzini sporchi, ma mi avranno per sempre ;).

Susibita




Prince_Johnny ha detto...

Ciao, è la prima volta che passo di qui. Sinceramente non ci vedo un gran male: i social network forse per certe cose sono migliori. So bene che significa avere un blog, ne ho avuto uno vecchio stampo anch'io e ricordo che corrispondeva alle caratteristiche che hai elencato. Parlava di me, della mia vita e dei miei interessi. Ricordo che era bello anche leggere gli altri. Questa caratteristica però non mi sembra esaurita, ne ho trovati alcuni che sono più o meno così, dove la gente scrive senza troppe pretese; al tempo stesso noto che c'è una certa specializzazione nei blog ed è una buona cosa, magari esce fuori qualche talento in qualche campo. Poi, certo, questo eccesso di pubblicità è veramente deplorevole, questione di pro e contro immagino.

Lagattallardo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lagattallardo ha detto...

Non c'è nulla di male no, ci mancherebbe, io parlavo del fastidio che provo spontaneamente quando inizia a mancare la spontaneità, e vengono fuori le collaborazioni. Le collaborazioni su YOUTUBE come nei blog, non sono altro che lavoro, e come tale vanno considerate. Forse il fastidio riguarda la catalizzazione di quello che prima era un modo di scambiare opinioni, che era il blog e i conseguenziali commenti, in altri social, come se qui sopra ci fosse il vuoto spinto, e invece no, qui c'è tanto altro da dire e da sentire. E questo post ne è la prova , a quanto pare :-). Grazie a chi è passato di qui.

Patrizia Gabibba ha detto...

che bello questo post...manca un sacco anche a me splinder...o meglio quello spirito che tu hai descritto così bene...io uso facebook e splinder...all'inizio sono entrata su Fb per i giochini...poi bene ho male ho incrociato tutte le conoscenze e le amicizie...però il blog era tutta un'altra cosa