21 aprile 2015

PRESENTE IMPERFETTO


Chi ha detto che la primavera è la stagione della rinascita, non ha mai sofferto di emicrania e non ha mai avuto turbe psichiche ultradecennali.
Il mondo è pieno di pazzi in libera uscita, da marzo in poi.
Menomale.

Io vado avanti con un perenne disturbo emicranico sul lato sinistro (SEMPRE a sinistra SEMPRE)
della mia testa da circa un mese e mezzo, soffro d' insonnia,  sono una balena, ho il reflusso gastrico e la stipsi, la mia tiroide fa le bizze e forse dovro' toglierla perchè ci sono noduli sospetti. 
Ah, per chi non lo sapesse, sono ipocondriaca.

Io ve lo devo dire, dopo i trentacinque arriva il tracollo fisico, e la prova di tutto questo sono LORO, le braccia. la pelle s'ammoscia, c'è poco da stare sereni, si ammosciano i glutei, si ammoscia il contorno occhi e si riempie di micro rughe impossibili da coprire con qualsivoglia tipo di correttore. E pero' si usa tantissimo correttore in piu' pensando di arginare il problema, e si crea il cosiddetto sguardo appesantito e impiastricciato.
Ultratrentacinquenni in ascolto, siamo tutte in giro con quel mezzo chilo di correttore MAC sopra le borse degli occhi e sotto le orbite oculari , non è vero? Dite che non è vero. 

E pero' mi è salita l'allegria.
Sono molto allegra in questo periodo primaverile, come non mi accadeva da tempo, forse sono le fialette di ferro che sto prendendo (ah si' , avevo dimenticato, ci ho pure l'anemia) 
che mi rendono istericamente contenta.

Me ne vado in giro con una faccia di cazzo che è lo specchio della serenità incontrollata, e non ci posso fare nulla. C'è chi mi dice che dovrei assolutamente preoccuparmi del mio principio (che non è principio) di obesità, che ci ho il marito vecchio e soprattutto piu' basso di me, che non ho comprato casa e che non ci siamo riprodotti, che ad inizio mese non siamo con le pezze al culo, ma alla fine del mese si', ma che vi devo dire, io non ce la faccio, a preoccuparmi.
Mi piace vivere nel presente imperfetto, non ci sono passati prossimi o futuri perfetti (o era il contrario?)

Sono una quindicenne nel corpo di una quarantenne. 
E vedo che come me , tante e tanti di noi. 
Non lo trovate patetico? 
Io moltissimo. 
Infatti la sera mi prendono quei cinque minuti di assoluta malinconia, quel magone che arriva a tradimento appena si poggia la testa sul cuscino.
Ed è sempre quel pensiero che affiora, ed è : 

E anche oggi , non ho concluso un cazzo.

Una persona molto saggia che poi è la mia migliore amica, mi ha detto che noi non abbiamo consapevolezza di noi stessi, che quello che ci sembra dare forza in realtà risucchia la parte migliore di noi. 
Io non ci avevo mica mai pensato a questa cosa, e che stiamo sempre li' ad accumulare certezze, 
a dirci, e pero' io sono nel giusto, e mi piace esserlo, ho vinto io, stiamo sempre li' a cercare di VINCERE LA SFIDA.
La restante parte del tempo la passiamo a dire a noi stessi che invece no, non è vero, che non siamo in perenne competizione con il prossimo e con la vita stessa, ma mentiamo, perchè l'essenza della nostra vita è li', e ci dà gusto stare dal lato giusto.
Invece va a finire che tutti questi grandi obiettivi, e tutte questa bella sicurezza in noi stessi e stima di noi ci bloccano la vita.
La verità è che non sappiamo chi siamo, ci costruiamo intorno questo personaggio che ce la fa, perchè ce la deve fare, ma quello che vorremmo veramente è tutt'altro. 
Io per esempio, voglio essere molto superficiale e stupida, nel senso buono del termine, 
Magari uno pensa di aver fatto bene 
ad essere generosa e profonda, 
a coltivare atti di gentilezza e misericordia per tutta la prima parte della propria vita.
E magari uno pensa di aver fatto male a praticare tutto questo pessimismo che ti hanno praticamente inculcato dalla tenera infanzia, pensando che la cosa giusta sia pensare positivo sempre. 
Invece si scopre che un po' di cattiveria e un po' di rabbia gridata al mondo, vanno bene lo stesso. 
Si scopre pure che tutto questo pensare male della vita, tutta questa negatività, ha fatto fiorire la parte migliore di te, perchè ti ha insegnato a prenderla con  filosofia ed andare avanti.
Come dico io, la depressione insegna l'ironia.
E soprattutto insegna che la superficialità, quella buona, cambia la vita in meglio.

Quello che ci vuole è molta molta consapevolezza di chi si vuole essere.
Vediamo un po' di lavorare su questa cosa qui.


4 commenti:

Giulia ha detto...

Dovrei stamparmi questo post e rileggerlo più volte al giorno. In questo periodo sto arrivando a conclusioni simili - tanto sbattimento per capire chi sono e cosa voglio, ma forse l'importante è ESSERE chi sono, quando è il momento. Sentire, più che decidere a priori. Stare nel momento, anche con un po' di superficialità buona. Almeno, in questo periodo mi sembra che sia così. Che dici?

ioticerco ha detto...

Credo tu abbia aperto il tuo cuore. Ed io taccio, perchè qualsiasi cosa dicessi sarebbe in confronto una stupidità abissale.

Lagattallardo ha detto...

Giulia: io dico che la superficialità buona è l'unico modo per me possibile per trovare la forza, Di alzarmi dal letto, andare avanti, non pensare troppo a quello che sarà.il lavoro sarà di eliminare anche quei dieci minuti al giorno in cui torno prepotentemente nell'abisso. Un lavoro riuscirci, ma ci provo. IOTICERCO: pensa che io invece un pochino, penso di averlo chiuso il mio cuore, e così va molto meglio. Sono punti di vista! <3

Anonimo ha detto...

Non ho un commento specifico per questo post. Però mi è piaciuto leggerlo, mi piace il tuo modo di essere elegantemente dissacrante, il tuo saper far nascere fiori sul letame (inteso come cose negative in generale ;) ).
Ciao :)

(io non lo "mica" chi voglio essere. Però sto diventando brava a non forzarmi più ad essere quella che NON sono. )

Ellevibi