17 maggio 2015

MILANO E' SEMPRE MILANO

Milano non è stata sempre Milano per me.

Fino a pochi mesi fa per me era:
Milano che palle.
Io non ci vivrei mai a Milano.
I palazzi di Milano sono brutti.
Madonna quanto è grigia Milano.
A Milano, sì, il Duomo, bello, e poi?
A Milano non c'è il mare.

E' una città che conosco molto bene, l'ho visitata parecchie volte, ci sono stata in gita da ragazzina,
il fratello minore di mia madre ha la sua base d'appoggio a Milano, e quindi sono andata e venuta parecchie volte per concerti, mostre, eventi che spesso popolano la città.
Da nove anni a questa parte mi è capitato anche di andarci per lavoro, ma sempre per brevissimi periodi e mai per piu' di due giorni di fila. L'ho sempre vissuta con lo stato d'animo di chi ci deve andare, ma vuole tornare a casa il più presto possibile.
 
Anche la mia città, Roma, che non è la mia, ma solo la città in cui abito, è una città difficile, ma ho imparato ad amarla come si ama una persona che all'inizio della conoscenza non puoi sopportare,
e poi scopri essere sorprendentemente piena di qualità e possibilità inaspettate,
e allora ti innamori perdutamente.
E' un amore da folli, solo un vero pazzo può amare Roma.

 Ecco, fino a poco tempo fa, nella mia testa, solo un vero pazzo poteva invece
non odiare Milano.
La bocciatura definitiva è arrivata quando, durante una visita nell'estate di nove anni fa, svenni in Piazza Duomo per via del caldo di fine luglio, ricordo che l'ultimo pensiero prima di stramazzare al suolo fu "quanto è lontano il mare da qui, non respiro, ora muoio" La solita esagerata. Infatti poi, non sono morta, l'amica con cui ero mi riportò a casa sua, io maledissi i quaranta gradi e l' assenza del Ponentino, e l'odio si installò nella parte piu' profonda e radicata di me.

Poi è successo che a partire da settembre scorso, sono salita a Milano tantissime volte, e per lunghi periodi, per lavoro, e ci ho abitato per parecchi giorni di fila.
Soprattutto, l'ho girata con un'amica che ama follemente Milano, e ci abita da poco tempo, 
per cui sta vivendo una fase di scoperta della città come fosse in un perenne primo appuntamento. 

E Milano mi ha stupita. 
Perchè la verità è che mi è affine molto piu' di Roma, e somiglia molto alla parte bella di me.
E' difficile da inquadrare subito, perché è unica, è la città italiana, piu' vicina a quello che si puo' definire nella mia testa essere europei,è il vero cuore economico dell'Italia.
E' un microcosmo unico.
E' una città ordinata, razionale, ma ha una classe inaspettata, un'eleganza sorprendente.
I Milanesi sono tra le persone piu' simpatiche mai incontrate, soprattutto quegli anziani signori che  fermi per chiedere informazioni quando hai bisogno di indicazioni stradali, sono di una gentilezza mai vista prima, ti corteggiano con un garbo meraviglioso, e sanno entrarti nel cuore con la loro carineria. Ne ho incontrati tanti nel corso di questo inverno, e non li dimenticherò.
Come non dimentichero' il portiere di notte del piccolo hotel di quartiere, dove di solito alloggio per lavoro, che quest' inverno mi ha fatto recapitare in stanza camomilla e brodo di pollo, perché ero malata e sola e avevo trentanove di febbre.
O ancora, le colleghe Milanesi, che mi hanno fatto trovare un piccolo regalino per il compleanno, nonostante fossero passati dieci giorni, perché semplicemente, ci hanno pensato.
O la ragazza della metropolitana, che durante il viaggio ufficio-stazione Centrale, quando il treno si è improvvisamente rotto e hanno fatto scendere tutti, mi ha rassicurato col suo bellissimo sorriso dicendomi. "Ti vedo preoccupata, ma no, non lo perdi il treno per Roma, arriva un'altra vettura, in un minuto sarà qui" e ha spezzato ogni mia sfiducia, e ridicolaggine, che se fosse successo a Roma , mi sarei rassegnata a restare piu' di un'ora vicino ai vagoni nella metro rimuginando rabbia e incazzatura nelle budella.

E non è solo questo.
Passeggiando all'ora dell'aperitivo in corso Garibaldi, guardandomi intorno,
ho visto la bellezza dell'ordine e della pulizia alla quale sono molto poco abituata.
Ho visto il grigiore del cielo, ma anche la luce di quella perfezione.
Ho visto chiese bellissime incastonate dentro palazzi lussuosi, e ho desiderato vivere in uno di quei palazzi.
Ho visto che a Milano ci sono ancora possibilità, che le persone ragionano con speranza, e questa è un cosa da non dare per scontata.
Triste vedere questa Italia spaccata in due. Ma anche meraviglioso.

Nuovi palazzi di lusso sono stati costruiti, porta Garibaldi nella sua lucentezza, li nasconde per poi farteli scoprire tutti insieme, quando si sbuca in Corso Como,
(da me ai tempi ribattezzato corso COMA per via degli strani casi umani che alle volte vi si incontrano)
Il palazzo dell'Unicredit, sembra di stare in una Tokyo in miniatura, il bosco verticale, e tu che passi vicino a quei palazzi e ti chiedi chi diamine avrà i soldi per abitare in un posto del genere,
e sogni perché è bello sognare.
E Brera con i suoi ristoranti turistici e i palazzi eleganti, e la nuova Darsena, e porta Genova, e il quadrilatero.
Milano ti ho scoperta unica, e ora che ci vedremo molto meno, cavolo mi mancherai, ah se mi mancherai.
Solo un pazzo puo' non amare Milano.



Nota dell'autrice perché l'autrice è molto curiosa di sapere cosa pensano i suoi lettori dell'EXPO:
A Milano quest'anno c'è l'EXPO. Non si parla d'altro, lo sanno pure i muri.
E io personalmente, con il carattere che mi ritrovo, curioso, viaggiatore e irrequieto, non vedo l'ora di andare, ho già acquistato i biglietti da tre mesi e sogno il giorno in cui potro' visitarlo.
Premetto che il modo tutto Italiano di gestire la costruzione dell'Expo, che da occasione di visibilità e prestigio per il paese, si è trasformata nel solito calderone di ritardi, appalti di dubbia assegnazione e mancanza totale di professionalità, mi ha fatto davvero incazzare.
Ma ha davvero senso rinunciare a tanta bellezza? Ad un occasione che dopo questi sei mesi, così a portata di mano non capiterà tanto facilmente?
Io non so voi, ma da italiana qualunquista quale sono dico che forse no.
Stavolta faccio l'ipocrita e ci vado con la gioia nel cuore.

4 commenti:

ioticerco ha detto...

Non sono mai stato a Milano. Ho purtroppo viaggiato poco, in verità. Condivido il fatto che per conoscere bene una luogo bisogna visitarlo con chi quel luogo lo conosce e lo ama. E penso inoltre che qualsiasi luogo vada sempre visitato in due, mai da soli.

Susibita ha detto...

Milàn l'è un gran Milàn, dice la suocera.
Che manco è di Milano...

Susibita

Anonimo ha detto...

Io abito a pochi chilometri da Milano, ma Milano posso considerarla la mia città: asilo, scuola, università, amici (quando avevo un briciolo di vita sociale), ho sempre fatto tutto a Milano, tanto che il mio paese non lo considero nemmeno tale: ci ho sempre dormito, mangiato la pastasciutta a cena e basta.
Io Milano la amo e la odio, ma forse sul piatto della bilancia vince l'odio sull'amore. Amo le zone centrali, di giorno e di sera, amo il suo essere una città italiana e al contempo europea, amo le mille e una possibilità che offre, anche se non le ho mai sfruttate appieno. Cammino per strada, mi guardo intorno, mi sento spensierata, riaffiorano ricordi d'infanzia. Per contro, appena ci si allontana dalle zone centrali o messe a nuovo di recente, lo squallore la fa da padrone. La sporcizia pure, e in certe zone anche il degrado. La fetta più grossa di Milano è questa. L'aver paura a tornare da sole a casa, la sera tardi, se si vogliono prendere i mezzi. Se ti azzardi a prendere la macchina, invece, devi sudare sette camicie tra traffico, parcheggi selvaggi, la gente sclerata, al volante e non. Sulla gente poi non me la sento di generalizzare, ma tra asili, scuole, università e incontri occasionali, posso dire che di persone squisite ne ho incontrate ben poche. Sarò stata sfortunata io, non lo so.
Non è una città a misura d' uomo per me, e questo purtroppo le fa perdere buona parte del fascino che indubbiamente ha. Va bene per un giro in centro, una visita occasionale, ma niente di più. Se potessi scapperei domani, pur abitando fuori città, e quindi in un contesto più tranquillo. Ma il grigiore e il pessimo clima, uniti a quel po' di squallore, ci sono e lo avverto anche qui.
Farei a cambio domani con uno di quei piccoli borghi visitati in Piemonte, oppure con i paesini organizzati di Trentino e Valle d'Aosta, puliti, dove si lavora sodo e si guadagna anche sodo, ma in contesti più umani, con aria pulita e prati verdi che riempiono gli occhi; le colline toscane, e se dovessi scegliere una città più grande, non un paese o una cittadina, magari Firenze. Roma l'ho amata, ma ho avuto idea che, per certi versi, viverci fosse ancor più "difficile" che a Milano. Perciò sarò pazza, ma non riesco ad amare Milano, non come vorrei. Dovrebbero cambiare molte, troppe cose, che forse non cambieranno mai. E l'architettura, la storia, la bellezza (a tratti) a me non bastano.
Per l'Expo, comunque, sono davvero curiosa anche io. Aspetto un tuo post in merito, sono sicura darai una visione molto chiara, precisa e lucida di questa manifestazione.
Un abbraccio,
BlackTea

Anonimo ha detto...

Questa descrizione di Milano è toccante, mi è piaciuta moltissimo...però purtroppo sono d'accordo con blacktea, questa è solo la parte bella, la punta dell'iceberg...poi c'è tutta la parte sommersa, fuori dalle zone più o meno centrali dove obiettivamente lo squallore la fa da padrone.
A parte questo, e a parte la squisitezza delle persone ^_^, tutto il resto che hai corrisponde alla realtà: questa mattina mi trovavo in una nuovissima stazione ferroviaria in milano, dove passano i passanti (treni suburbani) ed era tutto un fermento di lavori, e di struttura nuova, la gente che normalmente saliva e scendeva dal treno con la bici, i treni in orario...mi è venuto in mente il tuo post. :)
Ho letto da qualche parte che c'è un concorso su "La mia milano" se trovo i riferimenti te li mando!
ELLEVIBI