23 luglio 2015

LE PEZZE AL CULO


Allora ragazzi, ritorno dopo un mese in questo posto e mi prendo un'ora del mio prezioso tempo per parlare di un fenomeno curioso che merita di essere condiviso e sviscerato, perchè ho bisogno che qualcuno mi aiuti a capire.

Non vedevate l'ora lo so.

Il fenomeno curioso è questo. Ultimamente sono venuta a contatto con discorsi variegati e per nulla monotematici, portati avanti da coetanei o persone piu' giovani di me. 
I discorsi vertevano su un unico tema: IL DENARO. 

Per farla breve, questo il succo:
  • Non ci ho una lira, 
  • Non ho un euro (nella variante per le nuove generazioni)
  • Non posso permettermelo
  • No, mi dispiace, non ho i soldi, non posso proprio.
  • Ci ho le pezze al culo.
  • Sono povero (che è la migliore)
  • Non ci arrivo.
  • ...e tu comunque mi devi 30 centesimi di resto.

Sono sfoghi leciti, non vivo sulla luna, siamo in un periodo di crisi pesante e da quel che mi ricordo lo eravamo già più di dieci anni fa, so cosa vuol dire non arrivare a fine mese, so cosa vuol dire chiedere aiuto ai propri familiari per le bollette, so cosa vuol dire avere un marito disoccupato, pagare un affitto stratosferico e vivere in una città come Roma.
So cosa vuol dire essere molto fortunati ad avere un lavoro sicuro, so cosa vuol dire essere fortunati e basta. Quindi posso essere in errore a scrivere queste cose, magari non posso capire. Magari non è giusto sindacare la gestione altrui dei soldi. Per carità. 

Pero' ve lo devo dire. Ultimamente è tutto un parlare di povertà.  
Leggo e sento un uso favoloso della parola povertà.
Ecco, il problema è che chi ne parla non è povero
Chi ne parla non è in difficoltà economica. Mi chiedo se alcune di queste persone che danno fiato alla bocca, sappiano davvero cosa voglia dire avere le pezze al culo. 
Non arrivare a fine mese, non avere i soldi per la spesa. A me non è mai successo di non avere i soldi per la spesa. Questa è una cosa di cui ringraziare Dio ogni minuto che passa, perchè potrebbe succedere a tutti, e parlare di pezze al culo, tirarsi sui due centesimi perchè non avanzano, quando avanzano eccome, è una mancanza di rispetto verso le persone, gli amici, i conoscenti, chiunque si abbia accanto che attraversa la difficoltà di non farcela economicamente. 
Invece io vedo che chi si dichiara senza una lira 
 sta facendo molte cose nella propria vita che richiedono l'uso di denaro, molto denaro, quindi le opzioni sono :
- Queste persone fanno parte di una organizzazione malavitosa e svolgono attività illecite tali da non poter dichiarare da dove arrivino i soldi che utilizzano per vivere.(sono certa che non è il caso, ma non si sa mai)
- Sono semplicemente TIRCHI.


Mi spiace essere così severa e così esplicita, ma io detesto i malvitosi, e detesto i tirchi.

Chi è tirchio è tirchio di cuore, non di tasca. 
Magari un giorno capirò perchè una persona benestante arrivi a privarsi del piacere di lasciarsi andare e calcola i venti centesimi di resto che devono rientrarti dal caffè del pomeriggio. 
La cosa buffa è che mai le persone che non hanno molta disponibilità economica si sognerebbero di fare discorsi di questo tipo - "ah scusa non ci arrivo a perdonami non posso partecipare"-
 discorsi che per quanto mi riguarda sono inaccettabili.
Sono inaccettabili perchè LE UNICHE persone che le pronunciano sono coloro che di soldi ne hanno piu' che a sufficienza. Non si scherza con la parola poverta'. Non si prende in giro nessuno. Non si puo' dichiarare quello che non si è. Ricordiamoci di dare, Ricordiamoci della nostra fortuna, Ricordiamoci di non mancare di rispetto.
Ricordiamoci soprattutto di non essere egoisti.
Non dico che dobbiamo trasformarci in mani bucate dall'oggi al domani.
Io sono molto morigerata su alcune cose, soprattutto per riuscire a farne alcune altre, so bene quando e come è necessario purtroppo dire "no, non posso"
 Ma alle volte è bello dire di sì. Ok perchè no, posso farlo.
Fatelo, fatelo per gli altri. Fatelo per voi, 
Soprattutto fatelo per essere un pochino felici.