10 febbraio 2016

ANDAVI BENE COSI'

Chissà dove sarei ora io, se tu fossi ancora qui.
Se potessi chiamarti, e ridere di quello che ci faceva ridere.
Se potessi piangere, e piangere amaramente perchè la mia vita fa sempre un po'schifo e io sono sempre eternamente insoddisfatta.
Se fossimo state al concerto insieme, se avessimo potuto prendere quella funivia che ti fa vedere Londra dall'alto. Se ti avessi potuto fare quel regalo di Natale, che mi fregavi sempre i trucchi e allora avevo pensato di farti una palette meravigliosa che sarebbe stata solo tua.
Se potessi darti i bacini in bocca e poi scansarti perchè vattene che lo sai che mi attacchi l'herpes.
Se avessi potuto salutarti e dirti quanto ero fiera e orgogliosa di te, quanto sei stata preziosa nella mia vita, pur rendendomela piu' complicata delle altre perchè tu non eri semplice.
Ci sono persone a cui va tutto liscio.
noi Gazzosa. Ti ricordi come dicevamo?
Un saliscendi un caos, io e te mai saputo cosa fosse la linearità.
Tutto strano tutto prezioso.
Tutto forte tutto debole.
Tutto fino a che io non scegliero' di starti accanto.
Perchè se non ci fosse mamma sarei li' vicino a te, in pace.
Sei sangue del mio sangue, non sei una compagna di vita. Tu sei sempre stata tu.
Io non ti ho scelto, e per questo subisco la crudeltà dell'esistenza. Ci sei sempre stata.
Ora so che eri perfetta così, con la logorrea, le insicurezze e la voglia di spaccare la faccia a tutti perchè ti stava sul cazzo il mondo intero.
La tua bellezza fuori dal comune, la tua purezza. Quello che ho detto a mamma parlando di te la sera prima che morissi. Le ho detto. Silvia deve cambiare, non puo' essere così pura di cuore, se vuole fare il mestiere che fa (l'avvocato nello specifico) .
E invece no. Io dovro' cambiare, per stare ancora in un mondo in cui sono ancora giovane,e non riesco piu' a vivere.
Tu andavi bene così.

7 commenti:

Livia ha detto...

Ho rintracciato la notizia in rete, e visto le sue foto. Sarà che ho una sorella pure io, ma ci penso spesso a lei. Vorrei fare qualcosa per lenire la tua desolazione, ma so che è impossibile. Credo solo che, siccome il giorno in cui vi rivedrete è certo che arriverà, tanto vale riempire il tempo mancante di cose di cui potrete ridere e parlare.
Non so manco io cosa ho scritto.

Lagattallardo ha detto...

Hai scritto quello che è giusto scrivere quando non si sa cosa scrivere. Quando è morta Anna, a 40 anni appena compiuti io non sapevo che razza di mondo fosse questo e quindi scrivevo cose in suo onore per far stare meglio me stessa. Ma non avevo ancora idea di cosa fosse l'annichilimento che ti porta una frattura vera come questa. Tutto sembra profondamente inutile. Io pensavo di essere uscita dalla parte peggiore e invece ci sono appena entrata, e credere che si potrà stare meglio è solo un disperato tentativo quotidiano per andare avanti. Non so cosa ho scritto scusami Livia.

Carolina G. ha detto...

Io ti penso di continuo, ho una fitta allo stomaco tutte le volte che ti leggo e vorrei poter fare o dire qualcosa di incoraggiante, ma la verità è che la vita fa veramente schifo. Ti voglio bene!

Anonimo ha detto...

Probabilmente hai ragione e non ne uscirai mai, è impossibile saperlo per te, figurati per noi che non ti conosciamo e rimaniamo pietrificati solo all'idea che possa succedere una cosa del genere.
Quel che trasmetti, che tu lo voglia o no, è il disperato bisogno di capire se c'è un motivo per tutta la sofferenza che tu provi, se c'è un modo per annullarla e se esiste una possibilità di tornare indietro e non viverla.
Verrebbe voglia di prendersene un pezzetto sulle spalle, solo per farti respirare una sola volta ancora come se si potesse, di abbracciarti per farti capire che anche se purtroppo sei sola ci dispiace che tu lo sia e che tanta bellezza e pulizia che tu eri è stata volatilizzata da un evento tanto casuale quanto atomico.
Chi è andato via per te era tanto, tutto forse, la speranza è che tra coloro che sono rimasti ci sia qualcuno o qualcosa che ad un certo punto, valga la pena per resistere a tutto questo e provare ad inventarsi una vita che non è più quella che doveva essere, quella che ti rendeva te, ma che ti consenta di darti di nuovo a chi pensa di te quel che tu pensavi di tua sorella. E che magari sta soffrendo la TUA assenza.
Scusami ma ogni tanto vengo a vedere come stai, ti leggevo prima e adesso mi dispiace per te, sento di aprire il tuo diario ogni volta che passo, volevo dirti che lo faccio perché sei una bella persona e infantilmente soffro nel vedere che non sei più presa dai problemi sciocchi della quotidianità, mi dispiace.
Sofia

Lagattallardo ha detto...

E' vero la vita fa schifo, ma purtroppo non è dato di sottrarci. Anche perchè non fa solo schifo, e forse quello che fa male sono proprio le meraviglie che ci vengono strappate via da un minuto all'altro. O lentamente, dipende da quello che accade a ciascuno di noi.
Quello che fa schifo è soprattutto il vedere la vita continuare e (alcuni) gli altri felici.
E' molto probabilmente una cosa culturale, ma il nostro mondo ci pretende felici, appagati, sereni, è quello l'obiettivo, e la frustrazione di non riuscirci mette davvero voglia di farla finita.
Perchè a me e non a un altro? Perchè io. Tutta la vita così. Se questa domanda sarà sopportabile, io potro' sopportare la vita. Ma la felicità, mi mancherà non averla. tantissimo

Anonimo ha detto...

Ti leggo da sempre, da anni ormai. Sono arrivata a te per caso da Anna e Anna staccato Lisa, e da quando ti ho trovata vengo sempre a leggerti. Non ho mai scritto nulla, e forse dovrei continuare a farlo, però stavolta non posso, credimi, non ti conosco ma mi fa male leggere di come stai, di quanto soffri, di come non riesci a trovare un modo per cercare di alleviare almeno un poco tutto questo dolore... So che potrà sembrare una gran banalità, ma cerca di pensare che tua sorella non è felice nel vederti così, cerca di farti forza e di pensare a tuo marito, ai tuoi genitori, ai tuoi due pelosi...trova un modo di darti pace, e non dico di tornare ad essere felice, ma almeno a darti la possibilità di tornare a sorridere, anche solo ogni tanto. Lo devi a te stessa, a tua sorella, e a tutta la vita che ancora ti gira intorno.
Ti abbraccio.
S.

Livia ha detto...

Come (non) va?