11 ottobre 2016

LA COSA CHE FA DAVVERO MALE (PARTE TERZA)

E' che ad un certo punto, come dicono tutti, la quotidianità ti risucchia, riportandoti dentro pezzi di normalità rassicurante.
La voglia di viaggiare per il mondo, la voglia di comprare casa, la voglia di fare shopping sfrenato, la lettura di libri frivoli, giornali, il mare, la montagna, quante pile di panni da stirare ho accumulato sulle sedie del soggiorno?, Osservare le facce delle persone sulla metro, assorte sui loro telefonini, immaginare la loro normalità, i pranzi con le colleghe, i continui pettegolezzi da ufficio, il lavorolavorolavoro, la donna delle pulizie, cosa cucino stasera, devo lavare le lenzuola, comprare delle tende nuove, mi piacciono quelle color senape che fanno molto anni cinquanta.

E ci sono quei tre quattro giorni che si infilano uno dietro l'altro piu' o meno bene, senza grossi intoppi e grandi crisi esistenziali.

ED E' DI QUESTI GIORNI CHE IO HO DAVVERO PAURA.

E pero' devo prenderli, devo succhiarne il nettare, questi giorni sono l'unica speranza dentro il mare in tempesta per la mia sopravvivenza. 

La cosa che fa davvero male è che ci credi davvero che stai andando meglio.

E poi il dolore ti sovrasta di nuovo, ma questo dolore qui è un dolore molto lucido, e il dolore lucido è incomprensibilmente difficile da gestire.

Il dolore lucido è solo l'inizio.

5 commenti:

Susibita ha detto...

Il tuo penultimo post mi toglie il fiato.
Poi questo me lo ridà.
Poi me lo ritoglie, e mi fa sentire - no, scusa, solo intuire- la paura che senti.
Ma io credo tu possa farcela, a stare un po' meglio. A respirare più libera senza dimenticare nulla, perché nulla è da dimenticare - e d'altra parte impossibile, anche volendo.
Ho visto le tue foto su Instagram a Milano: sembravi contenta. Non come nella serie dei #selfienelcesso che sono tanto carini :), ma a volte hai quella luce negli occhi, che s'intuisce cosa ci sta sotto.
Spero tu possa circondarti di momenti -persone?- così, e da lì risalire un pochino, ogni giorno, verso la felicità che meriti, anche quando pensi di non desiderarla più.
Te lo auguro con tutto quanto il mio cuore.

Susibita

Lagattallardo ha detto...

Si ero felice a Milano. È durato solo 2 giorni Susi. Un po' troppo poco. E lo so che quei 2 giorni sono tutto.

Anonimo ha detto...

Deve trovare un posto, quel dolore. Piano piano sarà cronico, non se ne andrà ma ti consentirà di desiderare cose futili, ma necessarie.
Anche per me il tuo post precedente ha lasciato senza parole, tu effettivamente sei lucida e non fai sconti a nessuno.
Per qualche giorno ti ho riletta, per poterti dire qualcosa di sensato, ma viaggiavi su una dimensione che non voleva interlocutori, non aveva bisogno di nessuno, era un momento tuo e così doveva restare.
Oggi ti ritrovo lottatrice e te nolente curiosa di questa vita che se ti fidi sa essere crudele....ce la farai. Io lo percepisco e forse cominci a farlo anche tu, non te ne dispiacere.
Te lo meriti, e te lo dico con affetto rispettoso
Sofia

Lagattallardo ha detto...

Sofia, grazie per seguirmi sempre.
Certo che troverà posto, e certo che i momenti buoni me li prenderò tutti, ci mancherebbe. Ma sono i momenti cattivi che fanno piu' male ora, creano piu' disagio di quando questo dolore era tutto intenso e tutto uguale, e c'erano solo le tregue che aiutavano ad andare avanti.
Ora sono lucida e so che ho perso metà della mia famiglia e in una metà c'era la parte piu' importante per il mio futuro. Si vive lo stesso. I momenti futili ci sono , le risate ci sono, c'è la distrazione l'amore le serie tv, i gatti, Roma, la birra, i ristoranti, la mia vita come era un anno fa. Ma la mia vita è senza spinta e questo fa male. La mia è la vita di una che chiama il call center per disdire bollette della sorella morta e volturare alla madre perchè pure il padre è morto e allora dobbiamo trovare una soluzione. E quella del call center si mette a piangere. Non sarà mai la vita che volevo. Sarà la vita che ho potuto. Come un malato cronico. Però sono fortunata in 3 cose e questo fa la differenza.
A) Il mio compagno che è IL TUTTO.
B) Mia Madre che è LA ROCCIA.
C) Essere Come sono il che è FAVOLOSO.

Susibita ha detto...

Trovo che tuo punto 3 sia favoloso.

Un abbraccione.

Susibita