10 maggio 2016

PAPA'

Mio padre era bello. Un ragazzo attraente, un uomo stupendo, un magnifico anziano, meglio di Clint Eastwood. Per intenderci, incrocio tra Gianpiero Boniperti e Colin Firth, ma piu' bello.
Mio padre era la persona più intelligente che abbia mai conosciuto dal vivo. Faceva un mestiere in cui era difficile essere onesti,e lui lo è stato per una vita intera, per questo la mia famiglia borghese non è ricca, ma mediamente borghese.
Mio padre era unico. Tutte le figlie innamorate del proprio padre pensano che il proprio sia speciale, ma in questo caso parliamo di una specialità vera, e vi assicuro che essere figlie di un uomo non comune non è stata roba semplice.
Mio padre era innamorato delle sue figlie. Le adorava. Mai quanto adorava sua moglie, sia chiaro, ma aveva questa ammirazione per ciascuna di noi che traspariva dai suoi occhietti incavati e bellissimi, che Silvia e la mia sorellastra hanno identici a lui. Ma come amava me, nessuna mai. (ero la sua preferita, non scherziamo). Per questo voleva che dimagrissi.
Mio padre diceva continuamente che ero troppo grassa. Dai suoi primi commenti sono nati i miei complessi sul corpo e sul peso, eppure poi ho capito che per lui ero meravigliosamente grassa.
Mio padre soffriva di depressione, ma era una persona che amava la vita, a dispetto chi di pensa che i depressi siano dei faciloni che scaricano le frustrazioni della loro esistenza sulla malattia.
Mio padre aveva una scrittura squisita, da amanuense, che ritrovo nelle sue poesie e negli scritti del suo lavoro. La sua scrittura lo rappresenta e lo ricorda.
Mio padre aveva una ironia intelligente che lo definiva come uomo di cultura, e aveva un sarcasmo nel vivere che lo rendeva amabile da chiunque. 
Mio padre era soprattutto irriverente all'ennesima potenza (E io come lui)
Mio padre aveva il senso pratico di un bradipo in calore sotto droghe pesanti, che tanto per tutto c'è mamma.
Mio padre amava i gatti, Silvia diceva che per avere la sua attenzione avremmo dovuto trasformarci in felini e balzare sulla sua scrivania fissandolo con insistenza.
Mio padre leggeva libri e giornali penetrandoli, e ritagliava e catalogava, ogni libro presente in casa contiene un ritaglio pertinente all'argomento. Impossibile buttare quei libri, impossibile raccapezzarsi in tutta quella carta. 
Mio pare collezionava gufi e penne stilografiche,
Mio padre amava la bellezza femminile.
Mio padre odiava la tecnologia, era la sua idiosincrasia, ma era così curioso che chiedeva a noi "giovani" di cercare sullo smartphone qualunque tipo di notizia. E' a lui che devo la mia curiosità, la voglia di sapere, sempre.
Mio padre era meraviglioso.
Mio padre adorava il Santuomo, banale spiegare il perchè.
Mio padre profumava di pulito, ed era il profumo della sua anima.
Mio padre è morto per un errore medico, e non perchè volesse lasciarsi andare dopo la morte di sua figlia. Proprio no.
Mio padre era un padre, non un papà giovane, ho passato la quasi totalità dell'esistenza nella paura di perderlo, io, terza figlia di un uomo quasi cinquantenne, da bambina temevo di perdere il tempo prezioso con lui che invece la vita mi ha generosamente regalato.
Mio padre ha vissuto una delle storie d'amore piu' belle della terra, da film, la storia di amore con mia madre. Sono storie che vanno oltre la morte e il dolore e la perdita di un figlio, ma solo io che ho visto loro due negli ultimi mesi posso sapere, ogni parola sarebbe assolutamente ridondante. 
Mio padre mi manca come l'aria, ma non se ne è mai andato, e io l'ho percepito che passava il testimone a me, dentro quella cazzo di sala rianimazione, quando ho posato la mia mano per l'ultima volta la sua fronte calda e ho capito, sì, ho capito, che morire è come nascere e tutta questa paura non dobbiamo mica avercela.

Ti amo, papà.

Mio padre, 1974.