21 marzo 2017

FINIRA' TUTTO NELLA SPAZZATURA

Con mio grande stupore, mi accorgo di quanto molti dei miei conoscenti siano legati alle cose materiali, la ROBA per dirla alla maniera del buon Verga.
Mio papà era legatissimo alle sue cose, ai suoi spazi, alla casa, e questo lo ha reso vincolato nel suo modo di vivere, si badi bene che era di quelli accumulatori ordinatissimi e profumatissimi per cui tutto aveva un posto, una logica e un senso, e per il quale la felicità era il suo studio insieme ai suoi ritagli e miriade di libri meravigliosi e paia di calzini.
Silvia non aveva legami con le cose, non ne aveva cura, se si rompe si butta, era il suo motto.
La cosa orrenda è che se certe cose si rompono, poi non si possono aggiustare.
Tipo il mio cuore, per esempio, è rotto per sempre e così me lo devo tenere.
Ma non divaghiamo.
Io non sono una accumulatrice come papà, e sempre piu' riesco a sbarazzarmi delle cose senza colpo ferire.
Vestiti bucati da unghie di gatto? Raus!, Via nel saccone nero.
Scarpe punta quadrata di pellaccia fuori moda? Mercatino o Caritas o butto tutto nel bidone.
Professione svuota cassetti è il mio quinto nome.
Presto e spero il prima possibile mi sbarazzero' di molti libri che non mi servono e che sono fermi da anni a prelevare polvere di casa mia.
Il Kindle è la cosa piu' bella che potesse capitarmi.
Marie Kondo mi fa una pippa. Scansàte Marie, vai a fare la lavatrice delle cose che non hai, io sono impegnata a svuotare e ordinare e non accumulare. Neanche le cose che amo.

Ho anche comprato l'orsetto nichilista, per ricordarmi che prima o dopo finiremo tutti nel cestino della spazzatura, e allora a cosa serve accumulare roba che finirà nel cestino con noi?
 (anche l'orsetto ci finirà, è inutile che rida come un fesso).

Dove acquistarlo
Nulla ci appartiene, gli oggetti, le persone amate, le città, le case, gli animali, i figli, la vita stessa.
Facciamo un viaggio, lungo, corto, con gioia, con dolore, siamo destinati, a cosa non è dato sapere, io per lo meno non lo so.
Quello che so è che arrivati a questo punto, io non vorrei possedere piu' di quello che già ho.
Da quando mi è cambiata la vita che ora è una vita fatta di minuti e di non progetti, non ho piu' la spinta verso le cose, non mi dà soddisfazione il nuovo acquisto, l'oggetto, la scarpa, la trousse di trucchi, non ho davvero bisogno di nulla.
Quello di cui ho bisogno, non si puo' comprare.

Mio marito e la mia mamma mi spingono verso l'acquisto di una casa a Roma, sia pure con tutti i dovuti sacrifici del caso.
Avere una casa di proprietà a Roma è stato uno dei desideri piu' grandi della mia vita per quasi venti anni ma, dopo la morte di Silvia, mi chiedo che senso abbia, cosa debba spingermi all'acquisto, allo sbattimento, a mettere radici in una città che non sarà mai la mia, in cui non ho famiglia e non ne costruiro' una tutta mia.

Mi piace la mia casa in affitto sgarrupata, mi piacciono i pochi mobili cascanti e demodè, mi piace il divano bucato, le mattonelle di marmo, le finestre di legno tarlate.
In quella casa, con poche pochissime cose, e con mio marito e i miei gatti, io sono al mio posto.

Aiutatemi a farmi tornare la voglia di avere una spinta verso le cose materiali e verso il cambiamento.
Sono troppo giovane per smettere.