14 febbraio 2018

UN FIUME CHE VUOLE DIVENTARE MARE

Vorrei dirvi una cosetta.

Non so, ho questa percezione e questo sentore.
Io vi vedo sempre incazzati, sempre di corsa, sempre lamentosi.
Anche io lo sono, sia chiaro,  già per il fatto di osservare tutte le mattine le mie chiappe obese riflesse nello specchio mi fa perdere la bussola, e tutto sommato, è solo obesità possibilmente reversibile.

E pero'.
Pero' riflettevo mentre neanche una settimana fa seppellivo il terzo membro della mia famiglia in due anni, che questa volta era inevitabile dover salutare, (ciao nonna novantaseienne, ti amo da morire).
Pensavo a me stessa, pensavo al fatto che io in fin dei conti sia sempre la meno incazzata tra tutte le persone che frequento quotidianamente.

In ufficio sono felice. Ora, non dico di esserlo tutti i giorni, ma prepararmi, truccarmi, andare al lavoro, essere produttiva, la pausa pranzo con le amiche colleghe, la quotidianità, mi rende grata.
Sono una lavoratrice e sono indipendete, faccio da undici anni il mestiere che voglio  fare in un posto bellissimo.
Vedo intorno gente stressata che odia quel posto e conta i  lunghi giorni che li separano dalla pensione. Una ripetuta e continua lamentela sul carico di lavoro, sul vicino di scrivania stronzo, sul capo che non comprende.
Per molti dei miei conoscenti Roma è una grande seccatura, invece io la amo fortissimamente, ed è un amore folle che nasce dalle viscere e cresce con il passare degli anni.
La mia città è commovente. Ci vivo dentro e non mi sembra vero di avere questa possibilità.
Quasi tutti i miei concittadini vorrebbero una città a misura di uomo, Roma è sporca, Roma è caotica, Roma puzza, Roma padrona, mafiosa e ladra.
Solo io che vedo la bellezza anche dentro i visi della gente sfatta in metropolitana.
Avere avuto la mia famiglia, avere un rapporto come il mio con mia madre, mi rende fiera.
Vedo tanto scontro e tanto dare per scontato in molte delle famiglie che mi circondano.
Anche dentro la mia c' era lo scontro, ma era sano, era vero, era pieno di amore e umanità.
E' quel tipo di rapporto che la morte non cancella per i vivi.
Vedo tante storie d'amore insignificanti e insoddisfacenti, vedo voglia di altro e nessuna spinta amorosa.
 Poi vedo gli occhi di mio marito pieni di significato, mentre mi osserva profondamente nel dolore e nella gioia della normalità.
Insomma, ve lo dico.
Quello che molti di voi hanno ancora è tanto prezioso da sembrarvi inutile,
 ma invece non lo è per nulla.
Io la vostra infelicità io spesso non la comprendo.
E mi sento sola.
E dentro questa solitudine c'è questo sottosopra di cui io mi vergogno tremendamente.
La vita ha chiamato, io ho risposto, ogni singola volta in cui mi veniva voglia di dire:
troppo dolore, troppi lutti, troppa burocrazia, troppe volture, troppa spazzatura da buttare, troppe carte da riempire, e cose da vendere e da regalare, perchè sì, questa è la morte, si porta via le persone nella loro vita terrena che è l'unica che conosco, e la vita terrena è fatta di case libri fogli di giornale, tutto quello che avete intorno e che potete osservare alzando lo sguardo dallo schermo dal quale leggete, ecco, tutto questo viene portato via.
C'è il vuoto e intorno al vuoto c'è la vita e il dolore e l'amore e la felicità.
Galleggiano tutte insieme e tu peschi a caso , un giorno bene un giorno meno bene, un giorno male un giorno malissimo, un giorno arriva il giorno che vuoi morire.
Ma abbiamo una infinità di cuori per restare su questa terra, alcuni ci vengono portati via, altri restano a darci la spinta.
Che fregatura e che bello non dover andare.




Andrà a finire male, succede quasi sempre

a quelli che amano la vita disperatamente

ma fa lo stesso, vale sempre la pena provarci

infatti corro sempre con le braccia aperte perché
mi sento come un fiume che vuole diventare mare
Sto aspettando il vento, sto aspettando qualcosa di speciale

4 commenti:

Patrizia Gabibba ha detto...

ti capisco...credo che il lamentarsi di tanti sia quasi una posa...una volta mi son sentita dire che non si capisce come faccio a ritenermi fortunata, visto che non ho soldi e sto in affitto...non ho perso tempo a spiegarmi

Lagattallardo ha detto...

Prego? Non ho parole

.come.fossi.acqua. ha detto...

Il tuo post é davvero incoraggiante...
Come non lo sono la maggior parte dei post lamentosi che leggo (compresi i miei).

Susibita ha detto...

Cara, ho letto della tua nonna.
Anche io ho perso la mia Nonna Profondo Nord, la notte dell'epifania.
Quella piccola befana, sapevo me l'avrebbe fatta sotto il naso così, in una notte diversa dalle altre.
Era, è e rimane, la donna più forte che abbia mai conosciuto.
Quella di cui forse ti ho accennato qualche volta nell'ora per te più buia, o forse non l'ho fatto, ed allora è stato solo per pudicizia.
Ho scritto una cosa per lei, una cosa che le assomiglia, che mi somiglia, come questo post mi pare somigli a te.
Infatti è molto sincero, e bello, e davvero incoraggiante.

Susibita