24 settembre 2018

SILVIA

Sono passati tre anni. 
 Tre anni senza il mio amore assoluto ed essenziale.
Tre anni in cui tutto è cambiato perchè tutto cambia se ci lasciamo cambiare.

 Io ho permesso al dolore di fare di me quello che voleva, senza modificare me stessa, la mia essenza la mia libertà.
Sono fiera.
Sono qui.

Questo è visibile a tutti quelli che mi vivono nel quotidiano, quelli che non mi conoscono attaverso i social ma nella vita reale, dove splende il sole e tutto è al posto giusto.
Io non sento di avere meno di nessuno, mai , costantemente riesco ad essere grata del raggio di sole e della goccia di pioggia, degli studi di psicoterapia e del carico di lavoro quotidiano, del fatto di non essere madre e di avere tanti pezzi che mancano e assenze e vuoti.

Bisogna andare avanti.
Bisogna vivere il dolore.
Questa è la sfida, in un mondo che ci vuole positivi, e speranzosi, quando è palese che stiamo andando tutti da quella parte li'.
Parlare di morte senza paura, senza tabù, senza negazioni.
Parlare di invidia, di ingiustizia, di disparità, di sentimenti negativi senza sentirsi sempre opporre i soliti discorsi, positivo chiama positivo, negativo chiama negativo.

Noi che stiamo di qua abbiamo capito da un pezzo che non è così. Mia sorella era nella fase piu' positiva della sua vita , ed è morta all'improvviso, e tutti cercano una risposta che non puo' essere data. 

QUESTA E' (ANCHE) LA VITA.

Dobbiamo imparare a chiamare il dolore dolore, la merda merda, la morte morte, la paura paura, la disperazione disperazione.
Sapere che non c'è mai solo quello, ma sapere che c'è anche quello nella vita.
E deve essere affrontato, accettato, digerito, rifiutato.

Quando mi dicono che il dolore è una opportunità io divento pazza.
Il dolore è solo dolore, come la gioia è quello che è.
Pura energia.

Vi faccio paura, sono pesante?
Non mi interessa.

D'altra parte per noi che abbiamo avuto tutto, che abbiamo pensato di alzarci vittoriosi nella nostra bambagia casa di proprietà, buoni sentimenti, città perbene, lavoro stabile, costruzione del futuro, arredamento moderno, libri impegnati, cinema, teatro, ristorantino il sabato sera.

Noi abbiamo il dovere di ringraziare sempre e di provare ad essere felici.
Di praticare la felicità come ragione unica della nostra vita.

Ti dico amore mio che solo grazie alla tua morte questo per me è stato possibile.

Praticare la felicità, senza motivo, nella piu' totale ed assoluta incoerenza.

Nota dell'autrice: oggi il cuore è nero e piange, come fosse passato un minuto.
Attraverso questo inferno senza perdere MAI la speranza che quel giorno arriverà.
E io staro' a guardare.




6 commenti:

Tortora Giuseppe ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
emanuelas ha detto...

tesoro bello, ti abbraccio forte <3

Vishnu ha detto...

Un abbraccio 😘

Unknown ha detto...

Ciao... sono capitata per caso (o forse no?!) sul tuo blog e vi ho trovato dentro la mia anima, vi ho letto parte dei miei pensieri, quelli che non avevo mai avuto il coraggio di pensare!. E quel panno intriso di acqua sporca sono anche i miei giorni, sereni o disperati...per questo ti mando un abbraccio, virtuale ma vero. Gloria , Milano.

Lagattallardo ha detto...

Sono qui per questo. Ci sarà anche tanta felicità

Unknown ha detto...

Grazie di ❤️... vedi, per me la vita è più o meno sempre stata in discesa e così quando, di colpo, dietro una curva qualsiasi, mi sono trovata una salita della quale non vedevo la fine, non è che fossi proprio attrezzata per affrontarla... ora sto imparando, lentamente, con fatica, ma sto imparando... e tu, sconosciuta, mi hai aiutato, dico davvero! Ps: se passi a Milano fammi un fischio... Gloria